MUSEO TATTILE A BOLOGNA

Al Museo Tattile di Pittura Antica e Moderna Anteros, presso l’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna, che da anni supporta le iniziative di ASPHI, dedichiamo questo articolo. Op

di Loretta Secchi, curatrice Museo ANTEROS Istituto F. Cavazza

 

Il Museo tattile di Pittura Antica e Moderna Anteros, fondato presso l’Istituto Cavazza nel settembre ’99, esperienza unica nel suo genere in Europa, ospita traduzioni tridimensionali di celebri dipinti della Storia dell’Arte di tutti i tempi, progettate e realizzate dall’Associazione Scuola di Scultura Applicata di Bologna.

Le traduzioni tridimensionali sono corredate da tavole propedeutiche alla conoscenza degli stili storici e sono accompagnate da schede descrittive, tradotte in codice Braille, che informano il lettore sui contenuti stilistici e iconografici dell’opera d’arte, guidandolo nell’esplorazione tattile del rilievo.

La finalità del Museo Anteros è divenire un utile manuale tattile, funzionale alla conoscenza del significato storico ed estetico della pittura.

 

Per non vedenti e per vedenti

All’interno del Museo Anteros hanno luogo lezioni di Storia dell’arte e metodologia interpretativa finalizzate all’integrazione didattica delle persone vedenti e non vedenti. Si svolgono inoltre attività di ricerca sui processi cognitivi che riguardano l’apprendimento dell’immagine nelle persone non vedenti e ipovedenti.

Il Museo ha inoltre al suo attivo molte visite e iniziative svolte, collabora con importanti sedi universitarie, con Istituzioni scolastiche e con Enti, offrendo ai visitatori singoli e in comitiva guide e lezioni personalizzate. Per le persone non vedenti e ipovedenti scoprire le potenzialità immaginative e conoscitive della mente, anche grazie ad una corretta integrazione sensoriale e all’affinamento della tattilità, significa sviluppare con consapevolezza e serenità la propria autonomia interpretativa e la forza del pensiero visivo, suscitato dalla percezione tattile e dall’integrazione sensoriale.

Far conoscere la pittura ai non vedenti significa introdurre le persone cieche alla conoscenza della composizione, dello spazio tridimensionale prospettico, dei valori formali che costituiscono la struttura delle forme composte. E’ chiaro che queste informazioni, rese leggibili al tatto, escludono la nozione di colore, nozione che è possibile fornire alle persone ipovedenti e non vedenti tardive con interventi cromatici sui rilievi e con ulteriori sussidi.

Ma l’importanza di conoscere l’arte, sposando i sensi all’intelletto, si rivela pienamente anche per i vedenti che, visitando il Museo Anteros, scoprono che vedere con le mani rafforza la comprensione e che integrare vista e tatto significa riabilitare un senso troppo spesso inibito.

Saper "vedere con le mani e toccare con gli occhi" significa, sia per non vedenti che per vedenti, vincere pregiudizi e abbattere false certezze, per incontrare liberamente la concreta bellezza delle cose create dall’uomo per l’uomo.

Nelle foto:

 

L’ISTITUTO CAVAZZA: 120 ANNI DI FORMAZIONE

Fondato nel 1881 a Bologna, l’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza fino agli anni ’30 ha accolto principalmente giovani ciechi della provincia, impartendo loro una istruzione di base e avviandoli ai mestieri del tempo (impagliatura di sedie, confezione di scope o spazzole, e così via). Dal 1930 a 1970 si ha una svolta importante: l’Istituto si allarga a persone provenienti da ogni parte d’Italia, offrendo loro possibilità di studio diversificate: professionali, ma anche di tipo umanistico e musicale. Nel 1979, grazie ad una collaborazione con IBM, ha inizio una nuova esperienza di formazione professionale per programmatori elettronici non vedenti, ai quali si affiancano, nel 1982, i corsi per centralinisti telefonici. Oggi, l’Istituto svolge molteplici attività nell’ambito della formazione. Ricordiamo ad esempio i corsi per Programmatori, per Operatori Informatici, per Centralinisti, per Tecnici Servizi Assicurativi e Finanziari e i corsi di alfabetizzazione informatica e nell’ambito di windows. Organizza inoltre molteplici momenti di incontro e di sensibilizzazione nell’ambito della disabilità visiva, come il convegno "Ricerca tecnologica a Bologna: idee e proposte al servizio dei cittadini", del 1995, o il Concorso "Scrivere al buio", svoltosi lo scorso anno.

 

UN CONVEGNO INTERNAZIONALE

Questo museo è sorto anche grazie al sostegno economico derivato dai finanziamenti previsti per la realizzazione di importanti eventi culturali di "Bologna 2000: Città europea della Cultura".

A complemento di questa prima fase di lavoro e per l’esigenza di confrontarsi con esperienze internazionali (in ambito artistico e museale) destinate ai non vedenti, si è svolto, alla fine dello scorso ottobre, un convegno internazionale dal titolo: Percezione tattile e cognizione della forma artistica nel non vedente e nell’ipovedente, l’atto interpretativo e la sua funzione riabilitativa. Il convegno, organizzato dall’Istituto dei Ciechi F. Cavazza, dall’Unione Italiana Ciechi, dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi e dalla Biblioteca Italiana per Ciechi Regina Margherita di Monza, ha avuto luogo presso il CNR di Bologna e ha visto la partecipazione di importanti psicologi e dei maggiori Musei internazionali tra i quali ricordiamo il Louvre di Parigi e il Metropolitan Museum di New York.

 

< Ritorna al SOMMARIO N. 12