Editoriale ASPHI NEL 2003 - Anno Europeo delle persone con disabilità di Andrea Magalotti, Segretario Generale ASPHI
È noto che il 2003 è stato
dichiarato dall’Unione Europea "anno europeo delle persone con
disabilità". Significa dedicare un anno a una riflessione più attenta e
meditata ai problemi della disabilità e alle soluzioni da adottare per
risolvere o ridurre tali problemi: il che costituisce un impegno per tutta la
società civile.
Nel Congresso sulla Disabilità,
tenutosi a Madrid nel 2002, l’Unione Europea ha dichiarato che le persone
disabili hanno gli stessi diritti fondamentali degli altri cittadini. Per
raggiungere questa meta, le comunità devono assicurarsi che le persone disabili
possano godere di tutti i diritti umani: civili, sociali, politici, economici e
culturali, riconosciuti dalle Convenzioni internazionali e dalle Costituzioni
nazionali. Il vecchio atteggiamento un po’ paternalistico e compassionevole
nei confronti delle persone disabili appare superato. I disabili rivendicano
pari opportunità di accesso al lavoro come alla scuola, alla formazione, alle
nuove tecnologie, ai servizi sociali e sanitari, allo sport e al tempo libero,
ai prodotti e ai beni di consumo.
Noi di ASPHI abbiamo operato in
sintonia con questi principi da 23 anni, cioè dal 1980, anno di completamento
del primo corso di programmazione Cobol per non vedenti e anno di costituzione
dell’associazione ASPHI.
Nel 2003 desideriamo dare una
particolare sottolineatura al nostro lavoro, perché è sempre possibile fare di
più e fare meglio.
Intanto cambiamo la nostra
organizzazione trasformandoci da Associazione in Fondazione per irrobustire le
nostre radici e per rendere la nostra struttura più solida, più indipendente
dalle singole persone e ancora più credibile. Inoltre, nell’ambito dei
progetti che andiamo a sviluppare quest’anno, diamo priorità alla
comunicazione.
Intendiamo cioè informare il
maggior numero possibile di persone su quali sono i vantaggi che i disabili
possono trarre dall’applicazione delle tecnologie ICT (Information
Communication Technology) ai loro problemi. Questo faremo sia dando vita a
nostre iniziative di comunicazione, sia attraverso la partecipazione ai numerosi
convegni che sono programmati in tutta la penisola, portando il frutto della
nostra esperienza e attivando nuovi progetti e nuove collaborazioni.
Qualche esempio. Abbiamo partecipato
in febbraio alla seconda Conferenza nazionale sulla disabilità a Bari e al TED
(tecnologie didattiche innovative) a Genova; siamo stati testimonial al Convegno
"Tecnologie per la disabilità: una società senza esclusi"
organizzato dal Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie alla Camera dei
Deputati il 5 marzo 2003; eravamo presenti al FORUM P.A. di Roma, dal 5 al 9
maggio; parteciperemo alla manifestazione di Cernobbio organizzata per l’inizio
del semestre di Presidenza italiana della U.E.; nel terzo quadrimestre
organizzeremo al Sud Italia una manifestazione su Tecnologia e Disabilità.
Una modalità che utilizziamo per
sensibilizzare l’opinione pubblica è SIMULANDO, una invenzione ASPHI
consistente in un percorso di 10-12 stazioni informatiche per mezzo delle quali
si prende visione di cosa sia la disabilità, di quali limitazioni comporti e di
come la tecnologia ICT permetta di compensare, almeno in parte, tali
limitazioni. Il tutto è comprensibile anche a chi si avvicina per la prima
volta a questo mondo.
Continuiamo poi nel nostro abituale lavoro di sviluppare progetti informatici finalizzati per diverse situazioni di handicap. Le linee direttrici lungo le quali ci stiamo muovendo nel 2003 si chiamano: ECDL (European Computer Driving Licence); Linee Guida per l’integrazione dei disabili in azienda; accessibilità e usabilità degli strumenti informatici più attuali; e-government, cioè servizi resi attraverso la rete alle persone con disabilità come a tutti gli altri; dislessia; formazione professionale delle persone con disabilità; formazione dei docenti e degli operatori della formazione; erogazione di corsi a distanza per agevolare soprattutto chi ha problemi di mobilità; programmi di riabilitazione; nuovi campi di ricerca come l’autismo.
Infine ci ripromettiamo di allargare
la base dei nostri Soci per assicurare un futuro alla Fondazione ASPHI e alle
persone con disabilità che ad ASPHI si rivolgono: sono oltre 50.000 coloro che
nel corso del 2002 hanno ricevuto da ASPHI un servizio o almeno una
informazione.
La trasformazione da Associazione a
Fondazione non cambia il rapporto con i nostri Soci, che rimangono i principali
finanziatori delle attività di ricerca promosse da ASPHI.
Ci auguriamo che, in questo anno
2003 dedicato alle persone con disabilità, altre aziende vogliano unirsi a
quelle già socie di ASPHI. È un modo efficace per contribuire da un lato al
miglioramento della qualità della vita delle persone disabili e per dimostrare,
dall’altro lato, che l’azienda intende assumere concretamenteuna
responsabilità sociale.