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UNA "NORMALE" LEZIONE

di Roberto Campi, Responsabile progetto "Speciale = Normale"

Non stupitevi se quello che leggerete vi sembrerà strano. È solo il resoconto di una "normale" lezione di informatica, dal punto divista di partecipanti disabili. È costruito su esperienze reali, nell'ambito del progetto "Speciale = Normale" (vedi riquadro),attualmente in corso.

La classe era composta da professionisti dell’informatica, venuti per aggiornarsi su novità dalle sigle curiose piene di punti e numeri: XMLS 4.0 , JAVA SCRIPT 5.0, servlet, OO analisys,…
La lezione iniziò nonostante il rumore dei tavoli e delle sedie spostate. 
La voce del docente non giungeva chiara ne veniva compresa da tutti, come pure alcuni non vedevano le diapositive che coloravano il grande schermo bianco.
Era naturale, almeno per quel partecipante che vedeva ogni cosa circondata da un anello d’ombra quasi come attraverso un cannocchiale. 
Il signore seduto in fondo all’aula nonostante la confusione iniziale era già concentrato sulle parole del docente, anni di cecità completa lo avevano reso molto esperto nel cogliere il massimo di informazione dalle voci oltre che dai suoni e dai rumori. 
In prima fila, proprio direttamente davanti al docente, una signora non si preoccupava di prendere appunti o di scorrere la copia cartacea delle diapositive, invece osservava e seguiva con estrema attenzione il viso e soprattutto le labbra del docente. 
Il primo tavolo entrando nell’aula era stato sistemato più distante dagli altri per consentire al signore biondo di accomodarsi con la sua carrozzina, di appoggiarvi il braccio e di potere cosi usare il computer accarezzando con la mano una grossa "palla colorata", una specie di mouse più grande e "a pancia in su".

Altri venti studenti si erano pure accomodati. 
Il docente forse anche un poco sorpreso o lusingato dalla particolare attenzione che la signora in prima fila gli riservava continuava a muoversi da un lato all’altro della grande lavagna luminosa, sembrava dare forza alle cose che diceva con questo movimento a pendolo; il capo della signora lo seguiva oscillando in modo perfettamente sincronizzato.
"Ora passiamo alla definizione di applet, alla pagina dieci del manuale". Tutti si concentrarono su quel paragrafo cosi importante.
Il signore in fondo all’aula lo lesse attraverso la cuffia collegata al computer. All’arrivo al Centro di formazione aveva ricevuto un piccolo disco argentato contenente tutte le diapositive e i manuali utilizzati nel corso. 
Quindi, ora poteva "leggere con le orecchie" ogni cosa che veniva proiettata sullo schermo o indicata sui manuali e poteva all’occorrenza ripassarla quasi come se avesse registrato l’intera lezione. Le immagini e gli schemi presenti avevano una didascalia che li descriveva, era cosi possibile "ascoltare" anch’essa in cuffia. 
Qualche volta il disegno o l’immagine erano inutili, semplici rinforzo di quanto scritto; qualche altra volta indispensabili per capire e la didascalia insufficiente oppure troppo complicati: pazienza! bisognava pensarci quando si è costruito il materiale del corso ed anche un poco ammettere che a volte il "colpo d’occhio" serve. 
L’altro studente che vedeva solo una piccola porzione centrale di ciò che guardava, intanto silenziosamente e con profitto si serviva di un doppio ingranditore con cui poteva ingrandire e mettere a fuoco le pagine del manuale e nel contempo anche ingrandire sullo schermo di un computer il testo delle esercitazioni che più tardi suddivisa in gruppi tutta la classe avrebbe cominciato a fare. 
La signora del primo banco chiese come mai non aveva ricevuto il piccolo disco d’argento. 
"È solo per le persone che non vedono", "lei può seguire come tutti direttamente alla lavagna e sul manuale, mi pare"
"Sono sorda per una percentuale del 90%, la ringrazio per il suo modo di parlare che mi consente di leggere le labbra piuttosto facilmente" 
"Mi è difficile però seguire l’intera lezione poiché non posso prendere appunti, o mi concentro sulle labbra o prendo appunti!, sarebbe un ottimo rinforzo che alla fine di ogni capitolo ci fosse una breve sintesi delle cose più importanti trattate, sarebbe, penso, utile per tutti." 
"È un buon suggerimento che attuerò senz’altro, …credo inoltre, vista anche la giornata particolarmente uggiosa che sia a questo punto opportuno accendere la luce" 
"Visto che è così cortese da accettare suggerimenti,..le chiederei quando commenta le diapositive e si rivolge allo schermo poi di ripetere quanto ha detto,… lei lo ha fatto poche volte… ma alcuni docenti ne sono specialisti..e poi ci sono i camminatori, …ecco meno si muove e soprattutto più lentamente, più facile è tenere a fuoco le sue labbra… se poi fosse una signora ..o almeno senza i baffi… se, nei prossimi corsi, fosse possibile illuminare anche direttamente il suo viso potrei leggerle le labbra più facilmente. 
"Mi pare che ci sia una domanda… lei ha chiesto di parlare?" 
"In effetti sono io che volevo fare una osservazione e ringrazio il mio vicino di tavolo di avere fatto la richiesta per me.. vi sto "parlando" scrivendo a computer poiché ho grosse difficoltà di eloquio.. ma scrivi molto velocemente anche se a questo grosso mouse non sono molto abituato" 
".. volevo chiedere se non fosse possibile avere i manuali come quelli che ho potuto utilizzare in un recente corso che ho frequentato a Londra.. in inglese si chiamano "comb-bound manual"…"perché posso facilmente girare le pagine e leggerle senza la necessità di premere sul libro con la mano per tenerlo aperto…come in questo caso" 
Uno degli altri venti studenti, che non presentava nessuna evidente disabilità ma aveva qualche problema con l’inglese, chiese cosa diavolo volesse dire quella parola incomprensibile per lui e prese anche l’occasione di lamentarsi in generale del corso, che riteneva peraltro di alta qualità, ma troppo infarcito di termini inglesi. Il che lo metteva davvero in una situazione di handicap.

Foto 1:

 

Speciale = Normale

Cioè come rendere i programmi di formazione professionale "normali", adatti a tutti i lavoratori, anche disabili, nel mercato del lavoro avanzato. È un progetto, finanziato dalla Fondazione Cariplo e attuato da ASPHI, con la partecipazione di IBM Italia, che pone particolare attenzione alla qualità dei percorsi d’apprendimento dei disabili partendo, però, da un’ottica nuova. Quella che una reale integrazione – ed un più proficuo apprendimento, sempre in linea con le esigenze del mondo del lavoro – si potrà avere non tanto creando ulteriori corsi "speciali" per disabili, quanto consentendo ai disabili di prendere parte ai corsi "normali", proposti a tutti. Ciò comporta un’analisi pratica di alcuni tipi di corsi ICT a livello avanzato, al punto di vista di persone con differenti handicap – visivo, uditivo, motorio – con la costante attenzione a come superare le diverse "barriere" d’ogni genere, per rendere i corsi stessi effettivamente "accessibili".Da questa fase "pilota" del progetto, che si svolgerà seguendo i corsi IBM a calendario (rivolti a preparare professionisti come progettisti e realizzatori di applicazioni web ed e-commerce) una volta definita una casistica di ostacoli e possibili soluzioni, si potrà arrivare a stendere un documento di utilità pratica, rivolto ad aziende e società di formazione, che consenta loro di adeguare senza troppe difficoltà i propri corsi alle diverse esigenze delle persone disabili. Questo progetto servirà ad aziende, società di formazione, e a tutti coloro che sono coinvolti nel processo di inserimento lavorativo dei disabili. Consentirà loro di ottimizzare i propri sforzi, diminuire le spese, utilizzare le attività formative già in programma rendendole adatte anche alle persone disabili. Un modo nuovo e lungimirante di sviluppare percorsi di apprendimento professionale specifici e individualizzati, senza istituire programmi "speciali", ma rendendo "speciali" i programmi "normali", adatti a tutti i lavoratori.

 

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