Orientamento al lavoro - Progetto i-retraining

UN PERCORSO SU MISURA

di Luigi Rossi, Responsabile ASPHI del progetto i-retraining

A ciascuno il suo percorso: ogni persona che ha subito un infortunio ha problematiche, capacità, esigenze ed aspettative differenti, nell'ambito della riqualificazione professionale.  Questa considerazione è all'origine del progetto i-retraining, realizzato da INAIL e da ASPHI.

Si tratta di un percorso che, pur snodandosi attraverso un certo numero di tappe più o meno costanti (orientamento, formazione assistita, formazione a distanza, formazione in aula, ecc.), si adatta a situazioni anche molto diverse. "L’obiettivo centrale dell’intero progetto - osserva Rita Pellicciari, responsabile INAIL CENTRO PROTESI di i-retraining - è quello di offrire ai nostri utenti la possibilità di riqualificarsi professionalmente e di rientrare nel mondo del lavoro non in quanto disabili, ma in quanto persone in possesso di conoscenze  e competenze rispondenti alla domanda del mercato, nel settore dell’ICT". Lo strumento utilizzato dal progetto è il lavoro di squadra: professionisti diversi (formatori, orientatori, job-coach, assistenti sociali, psicologi, educatori professionali) lavorano in modo coordinato all'interno delle varie tappe, come vedremo tra poco.

Fase per fase
Il percorso inizia con la fase di orientamento. "Incontro ciascuno degli assistiti in degenza presso il Centro Protesi - spiega Monica Giordani di ASPHI - per conoscere la loro situazione attuale e aiutarli a riflettere sul proprio futuro lavorativo, individuando per tempo eventuali situazioni problematiche.
In seguito, se necessario, propongo un percorso di formazione per favorire una riqualificazione personalizzata. Al fine di identificare tale percorso, è necessario offrire un supporto che informi e consigli gli assistiti, indirizzandoli tra le differenti opportunità. La proposta di orientamento viene sviluppata presso il Centro Protesi, in raccordo con la sede INAIL di residenza dell’utente".

Nella seconda fase, detta di formazione assistita, le persone accedono ad un'aula appositamente allestita nella sede INAIL di Vigorso di Budrio (BO). Afferma Andrea Ustillani della Cooperativa Anastasis che collabora, con ASPHI, agli aspetti tecnologici e formativi del progetto: "In un primo momento definisco, con ciascun utente, un piano di lavoro che prevede, in genere, diversi software del pacchetto Office (Windows, Internet e E-mail, Word, Excel, Power point, ecc.), a seconda delle esigenze. Dopo questa valutazione, la persona può liberamente frequentare l'aula della formazione assistita dove, avvalendosi di strumenti a forte contenuto autodidattico, può apprendere autonomamente, ma sempre con la supervisione e l'assistenza del docente".

Fondamentale la fase dei corsi di alta qualificazione in aula (ad esempio disegno meccanico con Autocad 2002), che si tengono sempre a Vigorso e che, come afferma Anna Giordano di ASPHI, responsabile di questa parte del progetto: "sono preceduti da una fase di selezione, realizzata sui candidati che possiedono i necessari prerequisiti informatici. Se questi prerequisiti mancano, i candidati sostengono 4 esami ECDL a loro scelta, il cui superamento attesta il possesso di una preparazione informatica di base. È comunque importante sottolineare che questa formazione in aula è preceduta da diversi colloqui (motivazionale, psicosociale e socio-sanitario) che ci consentono di individuare con precisione la situazione della persona e di seguirla sotto tutti i punti di vista. Allo stesso scopo, in aula è stata introdotta la figura del tutor, che aiuta a mediare tra allievi, docenti e struttura Inail e a prevenire o risolvere eventuali punti di criticità".

"Per quanto riguarda la formazione a distanza, - spiega Giuseppe Pellegrino di Anastasis - che si integra con la formazione assistita e con quella in aula, i corsi erogati sono su quattro diversi filoni (ECDL, Web designer, CAD 2D, Strumenti per il telelavoro) e, anche in questo caso, seguono percorsi personalizzati in base alle situazioni dei diversi assistiti. Ancora una volta, viene considerato della massima importanza il fatto di mantenere uno stretto contatto con il territorio nel quale l'assistito risiede e in cui dovrà reinserirsi, al termine della fase formativa".

Poiché il tutto è, naturalmente, finalizzato all' inserimento lavorativo, il supporto all'utente non viene certo meno in questa fase fondamentale. Il servizio, detto di "jobcoaching", viene descritto da Chiara Stefanelli di ASPHI: "Agli utenti viene, innanzi tutto, proposto un colloquio per definire meglio i loro obiettivi professionali ed elaborare una strategia per raggiungerli.
Vengono poi supportati nella stesura di lettere e curriculum e aiutati fornendo loro un elenco di aziende potenzialmente interessate, in base al quale decidono dove inviare le loro domande. Le stesse aziende vengono, successivamente, contattate telefonicamente da noi mentre, in parallelo, manteniamo uno stretto contatto con le assistenti sociali del territorio, che sono più di altri in rapporto con i centri per l'impiego".

Anche patente europea
i-retraining è un progetto "vivo", costruito per le persone e sulle loro specifiche esigenze. Proprio per questo è stato parzialmente modificato in corso d'opera, ad esempio introducendo l'aspetto relativo all'ECDL, "patente" europea che attesta la capacità di utilizzare il computer. La necessità di certificare le competenze informatiche possedute dagli utenti è infatti emersa fin dall'inizio del percorso ed è quindi stato istituito all'interno della sede INAIL un test-center per sostenere esami e ottenere la certificazione. In parallelo, dopo breve tempo, si è anche manifestata la necessità di un corso in formazione che preparasse all'ottenimento dell'ECDL persone che al momento non possedevano i necessari requisiti. È stato così istituito un corso residenziale, della durata di un mese, nel quale vengono anche sostenuti tutti i 7 esami ECDL.

Un cammino che prosegue
In conclusione, qual è il parere di INAIL riguardo i-retraining? Risponde Rita Pellicciari: "Al di là della soddisfazione per gli utenti, è importante per noi soprattutto il fatto che ogni nostra azione rientri in un percorso metodologicamente guidato, che con un termine tecnico definiamo processo di presa in carico, attuato dall’équipe multidisciplinare del Centro Protesi. Nel 2002, sulla base dei positivi risultati raggiunti nel 2001, abbiamo già introdotto alcune modifiche importanti, come ad esempio i corsi per il conseguimento dell'ECDL. Altre migliorie sono in via di realizzazione, come la possibilità di seguire stage aziendali per gli utenti che frequentano i corsi residenziali e la creazione di uno sportello informativo permanente sul Progetto i-retraining.
La nostra prospettiva è quella di andare oltre la fase progettuale e di consolidare un vero e proprio Servizio a supporto dell’Integrazione socio-lavorativadei nostri utenti. Le premesse per  far questo ci sono e credo di poter dire che ancora una volta il Centro Protesi accetterà la sfida: quella di essere un punto di riferimento per tante persone disabili, in quanto capace di guardare alla riabilitazione come ad un unico processo: verso una vita indipendente, per un’integrazione possibile".

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Gli aspetti sociali

  • Il Centro Protesi, nell'ottica di una presa in carico globale dell'utente, ha adottato in questo progetto una metodologia di lavoro integrato caratterizzata principalmente da un supporto psicosociale individualizzato, a cura dell’assistente sociale e della psicologa, che accompagna l'utente in tutto il percorso formativo e si esplica attraverso colloqui individuali di monitoraggio periodico, raccordi con il tutor d’aula e raccordi con il jobcoach. Tale supporto è di fondamentale importanza nell’aiutare gli utenti in questo non facile percorso di rimotivazione e recupero di rinnovata fiducia nelle proprie risorse e potenzialità, nonché per garantire la continuità del percorso favorendo un lavoro di rete con le équipe territoriali a partire dal primo contatto fino al rientro al casa.

  • Determinante, all'interno di i-retraining, il rapporto con il territorio attraverso le assistenti sociali che operano nelle varie sedi INAIL. 
    Luciana Nanotti, pedagogista che partecipa al progetto, spiega: "Si è trattato, di volta in volta, o del sostegno e della supervisione ai colloqui individuali con gli utenti o con le aziende, o di un supporto nel facilitare i contatti con i nuovi servizi per l'impiego, o di altro ancora.
    Questo servizio è stato erogato alle assistenti sociali in modo dilatato nel tempo a seconda delle loro necessità, consentendo così anche di seguire "in itinere" alcuni casi".

 

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