Tecnologia SEMPRE PIU' PICCOLO di Giorgio Sommi, Coordinatore di settore ASPHI
I dati più stupefacenti relativi ai congegni e ai procedimenti delle tecnologie della informazione e della comunicazione (TIC) hanno riguardato, dalla seconda metà del secolo scorso, soprattutto l’aumento sempre più incalzante di prestazioni (a parità di dimensioni e costi) o la riduzione di costi e dimensioni (a parità di prestazioni).
Vediamo quali implicazioni, in particolare per gli utenti disabili, ha rappresentato e può rappresentare questa corsa al "sempre più piccolo".
Dal PC al portatile
Il calcolatore elettronico, una volta
considerato come altare tecnologico in un tempio per pellegrini intimiditi e
riverenti, è diventato ora un fidato gadget casalingo. Si chiama anche
"personale" per sottolineare quanto si sia avvicinato all’uomo
anziché farsi collocare su un piedistallo.
L’avvento del PC, della prima metà degli anni ottanta, è stata la svolta
più significativa e più percepita dal pubblico.
L’evoluzione iniziata allora non si è mai fermata. La motivazione che la
ispira è quella di arrivare a disporre, oltre che del computer personale che se
ne sta sul tavolo di casa, di quello che se ne sta in una borsa o meglio ancora
in una tasca e consente di fare, sempre e dovunque, le stesse cose dei modelli
di maggiori dimensioni. E, fra le cose importanti da fare, dalla prima metà
degli anni novanta è diventato inderogabile disporre della posta elettronica e
navigare attraverso Internet.
I PC portatili sono apparsi poco dopo quelli da tavolo. La sfida tecnologica che
li caratterizza è quella della "libertà dai fili". L’obiettivo è
disporre sia di energia che di dati senza "cordoni ombelicali".
Dal portatile al PDA
Agli inizi degli anni novanta apparve sul
mercato il primo Personal Digital Assistant (PDA) in cui la parola finale voleva
rafforzare il concetto di vicinanza e di aiuto, sempre e dovunque, alle esigenze
dell’utente. A causa delle sue dimensioni (vedi riquadro), non aveva una
tastiera. L’immissione dei dati era affidata al riconoscimento dei caratteri
manoscritti introdotti mediante uno stilo attraverso uno schermo sensibile al
tocco. In questo consisteva la scommessa sul successo che avrebbe potuto avere
sul mercato.
Successo che non ci fu o che certamente non fu quello che si aspettavano i suoi
progettisti, proprio perché la qualità del riconoscimento, da loro giudicata
sufficiente, era invece al di sotto delle aspettative degli utenti. Meno di un
anno dopo l’annuncio del primo modello, ne veniva posto sul mercato un
secondo, con una memoria tre volte superiore, un nuovo software di
riconoscimento e l’offerta di ritirare il vecchio modello. Nonostante questa
travagliata partenza, si era tuttavia aperta una strada e molti si erano
affrettati a seguire l’esempio.
Oggi i PDA sono più comunemente noti come "palmari". Il loro successo
sul mercato è crescente e le loro caratteristiche si sono molto evolute (vedi
riquadro). Per essi viene usato anche il nome Pocket PC, per sottolinearne le
caratteristiche di portabilità, e la icrosoft ha prodotto un sistema operativo
on questo nome, che fornisce l’interoperatività con i normali PC.
Il riconoscimento dei caratteri manoscritti funziona in modo certamente più
soddisfacente, grazie alle tecniche più evolute consentite dalle prestazioni
più elevate dei processori.
Si può disporre anche di una tastiera virtuale che appare sullo schermo ed è
azionata dal tocco dell’utente, ma si può anche, all’occorrenza,
collegare una tastiera vera e propria. Immettendo i testi si possono utilizzare
i software di predizione (quelli che cercano di indovinare la parola che
si vuole battere) del tipo di quelli usati per gli SMS sui telefonini.
Nella direzione di fornire maggiore portabilità senza perdere nella capacità
di risoluzione dello schermo sono apparsi sul mercato i Tablet PC. Si
tratta di portatili ultrasottili, ultraleggeri e convertibili, nel senso
che possono essere utilizzati come tradizionali portatili o convertiti a
semplice tavoletta.
In questo caso l’immissione dei dati avviene attraverso la penna, sullo
schermo sensibile, col vantaggio di offrire uno spazio ben più ampio di
quello offerto da un palmare. Possono anche disporre di una tastiera.
Nella direzione della "libertà dai fili", oltre a batterie
più leggere, capaci e sostituibili mentre si lavora, sono stati resi
disponibili dispositivi e tecniche wireless (senza fili) per collegare
portatili, tablet PC e palmari a dispositivi addizionali, reti locali,
Internet.
Le prospettive per i disabili
La progressione in atto verso una sempre
maggiore portabilità e ricchezza di funzioni degli strumenti della TIC non può
non interessare i disabili. Loro più di altri sono infatti in grado di
apprezzare un aiuto che fornisca le più importanti funzioni di un
PC e sia sempre e dovunque al loro fianco. Al riguardo però occorre
fare alcune considerazioni relativamente alle varie disabilità e alla
tecnologia di assistenza che ad esse deve essere fornita.
Per chi è non vedente, lo strumento principale di immissione è la tastiera. Il
riconoscimento di caratteri manoscritti offerto dai palmari, anche se è a
favore della portabilità, non rappresenta una soluzione. Il ricorso
alla tastiera è l’unico praticabile e in questo senso i portatili
e i Tablet sono preferibili ai palmari. Per chi è non vedente questi ultimi
possono essere interessanti, in quanto consentono di usare schede di memoria
CompactFlash nelle quali si può registrare molto materiale audio (quindi
libri elettronici) e musicale nella codifica MP3.
Ancora per i non vedenti i principali strumenti di lettura sono la barra Braille
e il sintetizzatore vocale. La barra ha dimensioni e peso poco conciliabili con
un palmare. Il sintetizzatore più utile a un cieco è lo screen reader,
quella applicazione che consente di "ascoltare" quello che un PC
normalmente destina allo schermo. È un software che deve funzionare qualunque
sia l’ambiente attivo nel PC (sistema operativo, Internet, applicazione …),
quindi piuttosto impegnativo in termini di risorse. Lo screen reader più usato
fra i non vedenti dall’inizio di questo anno è disponibile anche su un PDA,
nell’ambito del sistema operativo Pocket PC. Viene offerta sia la versione con
tastiera normale (v. figura nella pagina a fianco) che quella con tastiera
Braille. È un po’ più grosso dei comuni palmari e ha il prezzo di un evoluto
portatile. Anche per chi è ipovedente, la riduzione di spazio sullo schermo che
comporta l’adozione di un palmare risulta svantaggiosa.
Dovendo usare degli ingranditori di caratteri, portatili e Tablet PC
risulteranno più convenienti anche se meno "portabili" dei palmari.
I disabili motori che hanno problemi di controllo del movimento potranno anch’essi
trovare poco usabile il ridotto spazio offerto dal palmare e potranno vere
difficoltà ad utilizzare lo stilo per immettere i caratteri manoscritti.
Anche dovendo usare una tastiera virtuale a scansione troveranno più pratico
uno schermo più grande.
Per chi ha problemi ancora maggiori nell’uso degli arti superiori, può
risultare valido il ricorso al riconoscimento del parlato. Su un portatile o
Tablet PC evoluti, si può disporre sia del riconoscimento dei comandi che della
possibilità di dettatura dei testi. Sul Pocket PC sono disponibili al momento
solo i riconoscitori di comandi. Vengono anche offerte soluzioni che consentono
una dettatura particolare (tipo i messaggi SMS dei telefonini).
Il progresso continuo delle tecnologie renderà presto disponibili sui palmari tutte le applicazioni evolute utilizzabili sugli altri PC. Il paradigma del "sempre più piccolo" ha ancora spazio di applicazione. Tuttavia per chi è disabile esisteranno sempre limiti, imposti dalle non riducibili dimensioni dei dispositivi della tecnologia assistiva (tastiere speciali, dispositivi speciali di puntamento, barre Braille, sensori …) e dalle caratteristiche di alcuni deficit (ipovisione, ridotto controllo della mano …). Che sono d’altronde limiti che anticipano, e di non molto, quelli fisiologici di tutti i cosiddetti normodotati.
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Dieci anni di PDA I PDA, o "palmari", sono molto cambiati nel corso degli anni.Al suo annuncio (agosto 1993) il Newton MessagePad100 aveva infatti dimensioni 20 per 10 per 3 cm, 20MHz di clock, 4 MegaByte di ROM più un MegaByte di RAM, scheda PCMCIA, porta seriale, porta a infrarossi per collegarsi a 38,4 kbps. Il prezzo si aggirava sui 600 dollari e il peso non veniva menzionato. Di contro, oggi si possono acquistare palmari di dimensioni inferiori (in genere 13 per 8 per 2 cm), peso sotto i 200 grammi, clock a 400 MHz, ROM di 48 Megabyte, RAM di 64, schermo di 3,5" a 65536 colori, a prezzi che partono da poco più di 400 euro. Oltre a collegamenti seriali, USB e a infrarossi, offrono slot per il collegamento di memorie aggiuntive e hanno una dotazione multimediale con microfono e altoparlanti incorporati. |