Simulando FACCIAMO COME SE...
di Piero Cecchini - Responsabile di "Simulando"
Per cercare di descrivere "Simulando", il percorso ideato da ASPHI che consente di verificare, provando su se stessi, come gli ausili tecnologici/informatici possano amplificare le possibilità di azione e partecipazione delle persone disabili, riportiamo alcuni brani tratti da "Simulando - un percorso tra emozione e ragione", pubblicato sulla rivista "L'Integrazione Scolastica e Sociale" *
PREMESSA
Il PC (Personal Computer) è uno strumento ormai familiare alla gran parte delle persone. (…) Nella missione di ASPHI, l’associazione in cui opero, è fortemente sentito, sin dalle origini, il tema dell’informazione e sensibilizzazione su “Informatica e Handicap” e questi anni di lavoro mi hanno permesso di sviluppare una ragguardevole esperienza su questo argomento. La considerazione più importante è quella che, indipendentemente dalle caratteristiche individuali delle persone (competenza specifica, grado di interesse..), la forma più efficace di comunicazione su un argomento così ricco di implicazioni tecniche e comportamentali è quella che coinvolge direttamente le persone, non solo facendo vedere loro esempi applicativi, ma facendole agire direttamente. (….)
In occasione di Handimatica, la manifestazione biennale di ASPHI, che si è tenuta a Bologna nel novembre 2000, ho pensato di mettere a frutto le esperienze realizzate, costruendo un modello di comunicazione che consentisse di fare una panoramica a 360 gradi sulle potenzialità di ICT (Information & Communication Technology) in aiuto alle persone disabili. Il modello non doveva avere pretese esaustive, ma avrebbe dovuto lasciare negli interlocutori una traccia sufficientemente profonda, per suscitare un vero interesse e per consentire eventuali approfondimenti successivi in modo organico.
Per raggiungere l’obbiettivo, ho progettato un percorso vero e proprio, organizzato come una rappresentazione e presidiato da persone con esperienza nel ruolo di accompagnatori, in cui i visitatori avessero un ruolo attivo e potessero trovare risposte razionali a sollecitazioni emotive. La modalità attuativa scelta è stata quella della simulazione: costruire le condizioni perché i visitatori fossero messi in condizione temporanea di difficoltà davanti ad un PC e potessero subito dopo sperimentare come questa condizione potesse essere superata attraverso l’utilizzo di strumenti e l’attivazione di strategie di comportamento. Al di là dei singoli aspetti tecnici, intendevo in questo modo rinforzare il concetto che la situazione di handicap è influenzata dal contesto e che questa condizione può essere modificata. (…)
IL PERCORSO SIMULANDO
Il percorso è stato chiamato “Simulando” ed è strutturato in quattro aree tematiche concomitanti, ogni area tratta una problematica specifica:Vista, Udito, Motricità, Attività Mentale/Cognitiva.
Gli ambienti sono predisposti per essere attraversati da gruppi di visitatori in sequenza, partendo dalla Vista e terminando con il Mentale/Cognitivo.
Ogni area, è allestita con postazioni multimediali composte da PC e ausili specifici HW e SW (in totale 11) e da dispositivi che consentono di simulare una situazione temporanea di handicap.
Sono di seguito descritte alcune tra le aree (nell'articolo pubblicato sulla rivista "L'Integrazione Scolastica e Sociale" si può leggere la descrizione completa di tutte le aree, ndr), con gli argomenti correlati. Ho scelto di descrivere gli argomenti a partire dagli ostacoli che sono stati appositamente predisposti per simulare le diverse situazioni.
IPOVISIONE
Viene trattato, in questa area del percorso, un argomento in genere poco conosciuto, quello della ridotta capacità visiva, che viene genericamente indicato con il termine Ipovisione. (….)
Sarà possibile rendersi conto, provandolo su se stessi che non esiste un solo tipo di Ipovisione, ma che ne esistono molti ed ognuno ha caratteristiche particolari. Sono oggetto della simulazione due condizioni: riduzione del visus e riduzione del campo visivo.
Occhiali con lenti appannate (vedo sfocato)
La condizione di visus ridotto viene simulata utilizzando occhiali, realizzati artigianalmente con materiali poveri, con lenti appannate che creano un immediato degrado della capacità visiva. La persona in queste condizioni vede tutto sfocato ed è per lei oltremodo difficile fare qualunque cosa, in particolare volendo usare il computer, i tasti appariranno sfocati e indistinguibili e lo schermo sarà pressoché inintelligibile .
La soluzione al problema viene trovata dalla persona stessa che si pone davanti al monitor e reagisce alle modifiche che l’assistente vedente, che presidia l’ambiente, apporta progressivamente alle caratteristiche dello schermo, variando la dimensione di icone e caratteri, modificando il colore degli oggetti e dello sfondo, fino a quando la persona con gli occhiali, comincerà a riconoscere gli oggetti e guiderà le modifiche successive fino a raggiungere il miglior compromesso. (….)
Occhiali con foro ( vedo una piccola porzione dell’insieme)
Inforcando un paio di occhiali speciali neri, anche questi costruiti artigianalmente, con un forellino al centro della lente è possibile ridurre il campo visivo ad una porzione circolare molto ridotta, costringendo la persona ad esplorare in lungo e largo gli oggetti per poterne ricostruire l’immagine per intero. Si avrà in questo caso una visione a cannocchiale, e il diametro del campo sarà più o meno ampio a seconda del deficit. (….) in questo caso la persona sarà resa consapevole che ingrandire i caratteri non sarà utile, anzi peggiorerà la situazione, mentre si trarrà un vantaggio dalla riduzione della dimensione degli oggetti e dalla loro disposizione sullo schermo. (….)
MOTRICITA'
Per rendere più facilmente affrontabile un argomento che prevede un grande numero di ausili tecnologici e una necessaria personalizzazione degli stessi, ho scelto di predisporre le postazioni in modo da rappresentare almeno due grandi categorie di utenti: persone affette da difficoltà nel controllo degli arti superiori con movimenti improvvisi e imprecisi (spastici) e persone impossibilitate a fare movimenti ampi e rapidi degli arti superiori (miodistrofici).
Ostacolo che riduce la possibilità di compiere movimenti fini in tempi definiti (non riesco a muovere le mani in modo preciso nei tempi richiesti)
L’ostacolo è rappresentato da un supporto snodato per sostenere l’avambraccio che viene mosso nel momento in cui la persona cerca di battere i tasti della tastiera simulando in questo modo una temporanea distonia. La persona non è quindi in grado di premere il tasto che vorrebbe. Per ovviare a questa difficoltà, vengono fatte provare alcune soluzioni che vanno dallo scudo forato per la tastiera, alla tastiera ingrandita, oppure pulsanti di grande dimensione abbinati ad una tastiera virtuale a scansione visibile sul monitor
Ostacolo all’utilizzo dei singoli tasti della tastiera (non riesco a utilizzare tasti piccoli)
Un altro modo per simulare una limitazione della motricità fine è costituito da un guantone da Boxe che una volta indossato limita la possibilità d’uso della tastiera standard e costringe a mettere in atto strategie ed accorgimenti particolari per poter scrivere. Una volta che la persona ha indossato il guanto la si invita a scrivere qualcosa con un SW di videoscrittura utilizzando la tastiera, e non sarà facile produrre qualcosa di sensato. Sempre con il guanto indossato, utilizzando un joystick abbinato con una tastiera virtuale a schermo, pur con qualche difficoltà iniziale, la persona sperimenta che con questi dispositivi, nonostante le evidenti limitazioni motorie le diventerà possibile scrivere qualunque cosa.
Ostacolo che riduce la possibilità di compiere movimenti ampi della mano (non riesco a muovere liberamente le mie mani e non riesco a fare pressione con forza)
L’ostacolo è rappresentato da un supporto di legno dotato di tre fori, costruito appositamente, appoggiato sul tavolo della postazione davanti alla tastiera, in cui si può introdurre un dito, due, oppure tre. La persona invitata a scrivere qualcosa su un SW di videoscrittura, non sarà in grado di raggiungere tutti i tasti di cui una normale tastiera è dotata e non potrà quindi portare a termine la consegna. Si potrà subito dopo fare sperimentare come la cosa diventi possibile o utilizzando una micro-tastiera oppure uno o più micro-pulsanti abbinati alla tastiera virtuale sullo schermo del computer. (…..)
Per la realizzazione di “Simulando” è stato importante il supporto e l’incoraggiamento delle persone con cui lavoro quotidianamente. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato in modo attivo alle diverse edizioni. In particolare vorrei ringraziare Franca Gamberini, Stefan Von Prondzinski, e Paola Angelucci per il contributo di idee e l’entusiasmo trasmesso.
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* Edizioni Erickson, numero di settembre 2003 (vol. 2/4).