Deficit uditivo
PER UNA QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE
di Gabriele Gamberi - Fondazione ASPHI Bologna
In Europa, il 96% delle persone sorde è priva di una qualifica professionale. È un dato allarmante, dal quale prendono spunto iniziative come JOS, il progetto europeo al quale hanno aderito ASPHI e Anastasis.
Si chiama JOS, che sta per Job Open with Sign language, è inserito nel contesto del programma Comunitario Leonardo da Vinci (vedi riquadro), ed è una iniziativa che ha l'obiettivo di migliorare l'accesso alla formazione in area tecnica per le persone sorde, in particolare per quanto riguarda percorsi di crescita professionale.
Perché diventa necessaria una specifica attenzione alle modalità didattiche ed educative rivolte alle persone sorde? Perché, essendo il linguaggio parlato una forma comunicativa strettamente correlata alla percezione uditiva, le persone con sordità profonda pre-verbale, se non opportunamente abilitate, possono manifestare grandi difficoltà nella comprensione del linguaggio e nella produzione verbale. Il linguaggio poi è correlato alla comprensione del testo scritto: ovviamente, non basta il canale visivo per la comprensione corretta di un testo scritto. Da tutto questo nasce la difficoltà delle persone sorde ad accedere ai percorsi usuali di formazione verso le numerose professioni che definiscono le possibilità occupazionali oggi consentite.
Il progetto JOS si indirizza verso l'area della Meccatronica (termine che nasce dall'unione di Meccanica - Elettronica - Informatica). Ad esempio, in questo ambito, anche i corsi di CAD (Computer Aided Design) dell'ingegneria meccatronica sono, al momento, non accessibili alle persone sorde.
Destinatari ed obiettivo
La situazione della formazione professionale per l'integrazione sociale di persone sorde e con deficit uditivo in Europa è estremamente critica. Il numero delle persone sorde è fortemente in aumento, al contrario l'offerta di formazione e le possibilità di crescita professionale sono rare e, molto spesso, non accessibili. I dati statistici relativi alle qualifiche professionali e al collocamento delle persone sorde confermano in maniera chiara l'esistenza di queste difficoltà, disegnando uno scenario assolutamente negativo: il 96 % dei sordi in Europa non ha una qualifica professionale.
L'obiettivo che si pone il progetto è quello di realizzare materiale didattico specifico per persone non udenti, nell'area della meccatronica, utilizzabile anche a supporto di corsi di formazione professionale, con un approccio didattico che integri particolari attenzioni alla realizzazione di testi particolarmente accessibili alle persone sorde, corredati da immagini che ne aumentino la comprensibilità, supportate da filmati con la traduzione in Lingua Italiana dei Segni.
Tali supporti saranno distribuiti gratuitamente alle scuole, agli Enti di Formazione Professionale e alle persone sorde, come già avviene per l'acquisizione della Patente Europea del Computer, ossia le Certificazioni Informatiche Europee chiamate "ECDL Core Level" e "ECDL Advanced Level".
Verrà prodotto inoltre del materiale multimediale finalizzato a supportare i formatori operanti presso Istituti professionali o Università che dovessero accogliere allievi sordi nei propri corsi.
Un team internazionale
L'aspetto importante del progetto è la sua portata europea: sette sono infatti i Paesi coinvolti (Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Italia, Lituania, Spagna, Inghilterra).
Al momento, si sono svolti diversi incontri, nel corso dei quali sono state definite le modalità operative e gli obiettivi di dettaglio dell'iniziativa. Nella realizzazione dei nuovi prodotti, ad esempio, è stato deciso di dare particolare attenzione alla realizzazione di contenuti formativi "accessibili" alle persone sorde: questo vuol dire valorizzare la semplicità dei testi, utilizzare metodi di schematizzazione logica e procedurale delle frasi, spiegare i termini scientifici e quelli più complessi, nonché servirsi della traduzione in Lingua Italiana dei Segni.
In parallelo, nel corso degli incontri, i partner del progetto hanno evidenziato la difficoltà di individuare, in tutta Europa, nuovi "sbocchi" occupazionali per le persone sorde.
Ciò nonostante, si ritiene che ambiti professionali in campo industriale, dove vengono applicate competenze tecniche e nuove tecnologie, possano offrire opportunità di collocamento interessanti alle persone sorde, purché si attuino interventi adeguati nella fase della formazione.
Riflessioni dal meeting
Al meeting che si è svolto recentemente a Bologna tra i partners partecipanti al progetto, era presente anche il prof. Dino Giglioli (interprete LIS, Presidente Nazionale ANIMU - Associazione Nazionale Italiana Interpreti di Lingua dei Segni - e rappresentante italiano presso l'EFSLI - European Forum Sign Language Interpreters - ovvero l'organismo europeo che raggruppa le Associazioni nazionali degli Interpreti di Lingua dei Segni), il quale ci ha proposto le seguenti riflessioni:
"La prima impressione percepita, in occasione dell'incontro sul Progetto JOS tenutosi a Bologna è stata la medesima che ho avuto girando per l'Europa ed incontrando i sordi di altri paesi, ovvero, "tutto un altro mondo".
Mi sono note le differenze che attengono non solo all'utilizzo o meno dei Segni ma sono relative, purtroppo, agli effetti di sistemi scolastici evidentemente più progrediti ed efficaci.Questo forse spiega la maggiore autonomia dei sordi tedeschi ed austriaci, dove l'impronta "oralista" è ancora forte ed il contemporaneo dinamismo dei sordi francesi ed inglesi che al contrario sono fortemente segnanti; per non parlare del Nord Europa dove le distanze con i "nostri" si fanno abissali.
Non posso che condividere gli intenti e le finalità del progetto JOS; altra cosa è immaginarne gli effetti pratici ed operativi nella nostra particolare realtà italiana.
Negli ultimi anni è cresciuto il numero di persone sorde in grado di affrontare l'Università e quindi di comprendere il percorso formativo previsto dal progetto, ma non è facile né ipotizzabile un'utenza numericamente significativa.
Ho chiesto al riguardo il parere della persona sorda che mi ha accompagnato nell'incontro, il Dott. Manea Marian, il quale peraltro è in possesso di una laurea in Operatore giuridico di impresa: la risposta è stata una conferma delle mie perplessità.
Il progetto rimane comunque di alto interesse anche se implicherà, per il nostro paese, una difficile ricerca delle potenzialità esistenti tra i sordi italiani".
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IL PROGRAMMA LEONARDO
La seconda fase del Programma Leonardo da Vinci si propone di sviluppare, attraverso la cooperazione transnazionale, la qualità, l'innovazione e la dimensione europea nei sistemi e nelle prassi di formazione professionale, contribuendo così alla promozione di un'Europa della conoscenza.
Il Programma riserva un'attenzione particolare alle persone svantaggiate sul mercato del lavoro, compresi i disabili, e alla promozione delle pari opportunità tra donne e uomini, per combattere la discriminazione. Per informazioni: http://www.programmaleonardo.net/ |
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I PARTNER INTERNAZIONALI
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RIABILITAZIONE PRECOCE
Per ridurre le criticità legate alla mancata acquisizione del linguaggio da parte delle persone sorde, oggi si cerca di intervenire per individuare precocemente la sordità. Fin dai primissimi giorni di vita del bambino si può mettere in atto uno screening neonatale, al quale deve seguire un approfondimento della diagnosi e quindi, se opportuno, definire un percorso di terapia (protesizzazione precoce, eventuale impianto cocleare, logopedia specifica ed intensiva). Oggi, infatti, possiamo misurare, nel bambino di pochi mesi, l'utilizzo del canale uditivo e le potenziali capacità percettive, e ciò permette di capire se il bambino ha iniziato a sviluppare o a utilizzare, con le protesi nella condizione di protesizzazione ottimale, il canale verbale ai fini dello sviluppo del linguaggio. Capire come e cosa il bambino può sentire è ovviamente un elemento fondamentale per decidere se le protesi sono sufficienti o meno allo sviluppo del linguaggio del bambino, altrimenti si passa alla valutazione della fattibilità di un impianto cocleare. |