Accessibilità siti Internet

LE VERIFICHE PRATICHE

di Ennio Paiella - Fondazione ASPHI Milano

ASPHI controlla l'accessibilità dei siti Internet non solo in senso strettamente tecnico, ma anche grazie al coinvolgimento diretto di persone disabili. Come operano nel concreto? Quali vantaggi comporta il loro lavoro? Eccone opinioni ed esperienze. 

Il processo di verifica dell'accessibilità (*) dei siti Internet è regolamentato in Italia dalla legge 4/2004 (*). Questa normativa, che si applica ai siti della pubblica amministrazione, ma costituisce un riferimento anche per i siti privati, prevede due tipi di verifica.

Una "verifica tecnica" che controlla che le pagine del sito rispettino un certo numero di requisiti tecnici e che siano state sviluppate utilizzando tecnologie nelle versioni più recenti e una "verifica soggettiva", guidata da un esperto di fattori umani (ergonomo), che coordina un gruppo di utenti, anche disabili, cui viene richiesto di effettuare prove di navigazione nel sito in esame.

In effetti la verifica tecnica costituisce il primo indispensabile livello di analisi, tuttavia per una effettiva valutazione di un sito è fortemente consigliabile anche il coinvolgimento degli utenti disabili, per fare in modo che siano loro stessi ad indicare se il sito è veramente fruibile. Proprio per questo, se non si vuole eseguire una verifica soggettiva secondo le modalità previste dalla legge, ASPHI ha sviluppato una metodologia per effettuare prove pratiche di fruibilità con modalità più semplici, coinvolgendo un gruppo di lavoro costituito da persone con diverse disabilità.

Tale metodologia, messa a punto grazie alle numerose esperienze, prevede di identificare una serie di percorsi di navigazione sufficientemente articolati e significativi per gli scopi e le finalità di utilizzo del sito che si vuole sottoporre a verifica. Questi percorsi vengono tradotti in "compiti", la cui esecuzione è affidata ad un gruppo composto da persone disabili che lavorano individualmente a casa loro, usando le tecnologie assistite hardware e software che usano abitualmente: per ciascun compito viene richiesto di riportare risultati e commenti su un apposito modulo, e poi di compilare una scheda riepilogativa con una valutazione su una serie di caratteristiche qualitative del sito. 

Tutti i rapporti confluiscono infine in un documento che riporta un giudizio globale con la sintesi dei problemi incontrati, dei commenti e dei suggerimenti per migliorare la fruibilità del sito. Ma chi assiste dall'esterno al lavoro di ASPHI può domandarsi come tutto ciò accada nel concreto, come operino queste persone e quali informazioni possiamo ricavare dalla loro esperienza. 

Esempio di modulo relativo alla valutazione dei compiti

Esempio di modulo relativo alla valutazione dei compiti.

Esempio di modulo relativo alla valutazione delle caratteristiche qualitative di un sito web.

Esempio di modulo relativo alla valutazione delle caratteristiche qualitative di un sito web. 

 

ESEMPI DI COMPITI

Ecco qualche esempio di compiti che i web tester devono svolgere per valutare l'accessibilità del sito.

  • Dovendo lasciare la macchina all'aeroporto è possibile prenotare un posto auto? 
    Se si, come ci si deve comportare? 
    Quali sono le tariffe giornaliere dei parcheggi P1-P2?

  • Indicare qual è il numero verde del Pronto Servizio Anziani.
    Dove è attivo questo servizio?

  • Se voglio immettere un reclamo indirizzato al comune di residenza quale percorso devo seguire? Che informazioni devo immettere, oltre alla descrizione del reclamo?

  • Trova il forum delle Professioni Turistiche. 
    Qual è la data di scadenza dell'ultimo "Bando d'esame per guida turistica"? 

  • Registrarsi al Campus compilando il modulo di registrazione in ogni sua parte. 
    Inviare i dati, ricontrollare i dati inseriti, infine confermare la registrazione. 
    Commentare la facilità del processo di registrazione.

  • Trovare la guida alla compilazione dei piani di studio. Può essere utilizzata dagli studenti fuori corso? Esaminarne il contenuto e commentarne la chiarezza.

  • Dall'analisi dell'andamento in borsa, calcolare l'effetto di un investimento di 1000 azioni acquistate il giorno 1 febbraio 2005: quale sarebbe il loro valore corrente e quale sarebbe la percentuale di guadagno o perdita supponendo di aver reinvestito i dividendi.

 

Abbiamo dunque voluto dar voce ad alcuni di loro, raccogliendone pareri e suggerimenti. Lasciamo dunque la parola ai diretti protagonisti: Donato, non vedente; Francesco, sordo; Katia, ipovedente; Luca, disabile motorio.

In primo luogo, abbiamo chiesto ai nostri collaboratori come valutano la loro attività di test dei siti web, se ritengono che dia un reale contributo al miglioramento della qualità dei siti e se ne ricavano anche un arricchimento professionale.

"Credo che per creare un sito internet veramente accessibile ed usabile - afferma Donato - e mantenerlo tale, l'attività di testing effettuata da utenti con disabilità sia un passaggio essenziale. Ovviamente l'intervento ha senso se vi sono dei reali margini per modificare il sito adattandolo alle esigenze emerse dai test: l'ideale quindi sarebbe testare i siti prima ancora che vengano messi in linea". Anche gli altri pareri sono positivi. "È un'attività molto interessante - dice Luca - Mi dà la possibilità di rendermi utile per contribuire, anche in minima parte, al miglioramento dell'accessibilità dei siti web: infatti mi stimola a pensare a possibili soluzioni per facilitare l'utilizzo del web da parte di chi ha un handicap". Francesco conferma che si tratta di "un'attività interessante e socialmente utile", mentre Katia rileva: "All'inizio del mio lavoro di web tester, credevo che avrei potuto dare un ridotto supporto a chi segue i siti per professione; nel tempo l'interesse e i risultati che questo lavoro ha dato e continua a dare, fanno sì che ogni giorno io possa ricredermi. Più che professionale, l'arricchimento che mi viene da questa attività è personale, visto che vengo costantemente a conoscenza di siti che possono essermi utili". 

Quali sono le più frequenti carenze nei siti verificati, in base all'esperienza degli utenti disabili? Che tipo di modifiche vengono generalmente suggerite? Si tratta di azioni complesse, o facilmente attuabili?

"Dalla mia esperienza - spiega Donato - ho potuto verificare che i maggiori problemi di accessibilità vi sono sui siti complicati: complicati e non complessi, nel senso che spesso ciò che limita la fruibilità da parte del navigatore disabile non si traduce neppure in un reale vantaggio per gli utenti normodotati. Se evitare le inutili complicazioni - grafiche, testuali, di struttura - dovrebbe essere una linea guida da seguire in generale, diventa un imperativo assoluto se parliamo di siti pubblici o di pubblica utilità: il loro compito non deve essere quello di stupire l'utente, ma di offrire informazioni e servizi in modo certamente accattivante ma anche essenziale, agile e sobrio. Le carenze più frequenti sono a mio giudizio legate proprio alla tentazione di costruire siti pieni di orpelli, spesso calibrati più sulle esigenze di chi li costruisce che su quelle di chi dovrà usarli e ciò ha portato, in alcuni casi, a dover lamentare una incompatibilità ambientale tra certi siti e le esigenze del navigatore non vedente". Aggiunge Katia: "Solitamente c'è poca attenzione all'impostazione delle pagine dei siti: in particolare mi riferisco alla difficoltà che spesso trovo per la visualizzazione dei contenuti tramite il software ingrandente che utilizzo. In genere suggerisco modifiche relative ai colori, ai contrasti ed alla grandezza dei caratteri. Quindi modifiche facilmente realizzabili". 

Ma i problemi possono nascere anche da cause diverse rispetto alla grafica e ai colori.
"In generale - afferma Francesco - direi che le ricerche, anche quando sono facili, comportano troppi click. Le modifiche che suggerisco sono spesso link più immediati dalla home alle schermate di dettaglio. Azioni semplici o complesse? Rendere semplice un sito è sempre complesso: una semplicità eccessiva a volte comporta rigidità".

Secondo Luca: "Spesso nel realizzare siti non si tiene conto dei problemi che incontra chi non può utilizzare il mouse. Questo di solito è evidente nei siti dove ci sono decine di link per pagina: scandirli uno alla volta può essere lungo, ma soprattutto pesante e dispersivo. Per i non vedenti, spesso e giustamente si predispongono i link nascosti che conducono alle varie sezioni della pagina, ma questa tecnica non risolve le difficoltà di chi, pur vedendoci, ha grosse difficoltà manuali. Le soluzioni più usate in questo caso sono le access-key, anche se a mio parere non è un'alternativa ottimale, perché non per tutti è facile utilizzare le combinazioni di più tasti. Io suggerisco di fare in modo che siano visibili, anche a chi non usa uno screen-reader, le "ancore" predisposte per saltare da una sezione all'altra. Un altro problema ricorrente in molti siti esaminati è che, ingrandendo i caratteri in modo da poter leggere più agevolmente i contenuti delle pagine, si creano delle sovrapposizione che rendono impossibile la visualizzazione. Ovviare a questo dovrebbe essere abbastanza facile, basterebbe migliorare il layout. Talvolta c'è poi l'ostacolo del linguaggio complicato e della mancanza di istruzioni.".

Home Page di un Sito AccessibileNel tempo, è stato possibile recepire una positiva evoluzione della fruibilità dei siti Internet? Qual è, a tale proposito, la vostra esperienza?

"Onestamente questo aspetto mi sembra difficile da valutare - risponde Luca - In primo luogo perché esaminiamo sempre siti diversi, quindi realizzati da persone diverse. Secondo, per quanto io cerchi di eseguire ogni test come se fossi un principiante nella navigazione sul web, è inevitabile che a volte trascuri certi ostacoli che i primi tempi ritenevo gravi mancanze da segnalare. Detto questo, mi sembra che la mentalità di costruire siti accessibili si stia diffondendo. Purtroppo non è ancora così per i siti non contemplati dalla legge Stanca. Proprio ieri ho visitato il sito di una ditta di ausili, realizzato completamente in Flash e quasi impossibile da utilizzare anche per me. Penso sia solo questione di scarsa informazione. Se il responsabile di quella ditta sapesse che un disabile fisico, cioè un suo potenziale cliente, deve penare per visitare il sito, farebbe fare subito un restyling". Aggiunge Donato: "Sicuramente la consapevolezza complessiva sul tema della fruibilità dei siti internet è andata aumentando in questi anni, soprattutto dopo l'approvazione della Legge Stanca. Ciò ha portato, insieme all'evoluzione delle tecnologie assistive, ad un miglioramento generalizzato di accessibilità. Permangono peraltro problemi seri, specie per ciò che attiene all'erogazione di servizi online". 

Anche Katia conferma l'impressione di un'evoluzione positiva nel tempo, mentre Francesco osserva che, per rispondere a questa domanda, sarebbe necessario rivedere i siti esaminati dopo un po' di tempo: quando questo è stato fatto da lui, l'esito non è stato sempre positivo. 

Infine, venendo alla metodologia utilizzata, abbiamo chiesto ai web-tester un loro parere in merito alla sua efficacia e ai miglioramenti che si potrebbero proporre in merito.

Francesco ritiene la metodologia di ASPHI indubbiamente efficace e pensa che potrebbe diventarlo ancora di più inserendo altri parametri di valutazione quali: il numero di click, i tentativi sbagliati, la necessità di ricorso al motore di ricerca, la durata delle operazioni, ecc... e dando una maggiore evidenza dei punti di forza e di debolezza del sito". 

"Il punto di forza della metodologia usata - aggiunge Donato - sta nel coinvolgere persone che utilizzano il computer in condizioni fisiche assai diversificate: credo che ciò sia molto utile per valutare l'accessibilità complessiva di un sito. Mi piacerebbe però che il processo di verifica diventasse più circolare: vorrei cioè da un lato che i tester fossero coinvolti maggiormente anche nella fase di predisposizione delle verifiche da effettuare o quantomeno nella definizione di metodologie standard; dall'altro che, conclusa l'attività di test, ricevessero un feedback preciso sul modo in cui il sito ha trattato i suggerimenti emersi". Anche Katia e Luca ritengono la metodologia ASPHI efficace. "Cosa c'è di più reale di prove eseguite dai diretti interessati? - commenta e conclude con un suggerimento - Le nostre osservazioni oltre ad essere passate ai committenti, dovrebbero forse essere divulgate anche a chi scrive le linee guida sull'accessibilità".

COSA DICE LA LEGGE

Ecco la definizione di accessibilità secondo la legge vigente (4/2004: Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici): 

"accessibilità": la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari.

Per il testo completo della legge: 
http://www.pubbliaccesso.it/normative/legge_20040109_n4.htm 

 

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