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INIZIATIVE |
OFFRI LA TUA COMPETENZA
di Luca Enei - Fondazione ASPHI Bologna
O, in inglese, "Give Your Knowledge", da cui la sigla "GYK", che indica un nuovo progetto ASPHI di corsi gratuiti di (in)formazione sulla tecnologia per persone con differente disabilità.
I corsi, finalizzati sia all'aumento della propria autonomia sia alla crescita professionale, saranno di tipo diverso; da semplici incontri in cui si spiegano le potenzialità di un cellulare a corsi di programmazione Java. L'aspetto principale dell'iniziativa e il suo elemento di novità, consistono nel fatto che i corsi saranno tenuti da docenti che offriranno gratuitamente la propria conoscenza presso una delle sedi di ASPHI.
Perché questa iniziativa
L'idea nasce dalla volontà di ASPHI di svolgere sempre più il ruolo di effettivo "focal point" tecnologico per le persone disabili. L'obiettivo è quello di offrire a persone con differenti disabilità delle conoscenze tecnologiche che, diversamente, avrebbero difficoltà a conseguire. Ciò corrisponde a uno degli impegni principali di ASPHI, che è sempre stato quello di mantenere i contatti con i disabili, percepirne i bisogni e proporre delle soluzioni, naturalmente garantendo loro la qualità delle proposte. ASPHI fa dunque da elemento di congiunzione, da "trait d'union", tra persone che gratuitamente mettono a disposizione la propria competenza e conoscenza, e disabili che possono avere bisogno di queste competenze e conoscenze. Da questa iniziativa deriveranno però anche altri elementi positivi, legati non solo all'aspetto formativo. Come ad esempio nell'ambito del rapporto di ASPHI con le aziende, in riferimento alla legge 68. Naturalmente ASPHI non vuole, né può, svolgere un ruolo analogo a quello di un'agenzia del lavoro, ma, venendo a conoscenza di persone che seguono corsi sull'autonomia e formazione professionale, può imbattersi in situazioni particolari in cui qualcuno che già lavora vuole migliorare la propria posizione e segnalarlo ad aziende con le quali è in contatto. Tutto ciò naturalmente in modo gratuito e con la massima trasparenza da ambo le parti, avendo l'assenso ed eventualmente anche il curriculum da parte delle persone. Si tratta, ancora una volta, di svolgere il ruolo di trait d'union, basato sulla volontà degli interessati.
Chi insegna e chi impara
Ma, entrando maggiormente nel dettaglio, come si svolgerebbe questa iniziativa? In primo luogo, chi può assumere il ruolo di docente? Qualsiasi persona che possa certificare le proprie competenze tecnologiche: dallo studente al docente universitario, dal volontario al dipendente temporaneamente assegnato da una azienda (pubblica o privata). Il tutto deve essere gestito a un livello di alta qualità, a partire dai docenti, per i quali occorre avere dei referenti che ne garantiscano la preparazione, al di là degli effettivi titoli. Ad esempio, per certi tipi di corsi (come Java, o le reti Internet), anche degli studenti di scuole superiori potrebbero diventare docenti, se il loro professore ne garantisce la capacità e preparazione. La motivazione per cui i docenti insegnerebbero a titolo gratuito, è contenuta dello slogan del progetto: offri la tua competenza. In altri termini, chi possiede qualcosa in termini di conoscenza, può desiderare condividerla con chi ha più difficoltà, mettendosi così in gioco come docente e ricavandone certamente molto sul piano dell'esperienza umana e anche professionale. Non si esclude poi che, quando l'iniziativa sarà effettivamente operativa, si possa studiare un modo per rilasciare attestati di partecipazione o altri riconoscimenti utili per il curriculum. Una volta individuati dei docenti validi per i diversi argomenti, è inoltre possibile, attraverso un circolo virtuoso di ricaduta della formazione, che alcuni idonei collaboratori di ASPHI, seguendo i corsi in aula, possano poi riproporne successive edizioni, anche nel caso che il docente iniziale non sia sempre disponibile.
Per quanto riguarda invece i futuri allievi, si tratterà di persone con disabilità fisica o sensoriale (o in alcuni casi forse anche cognitiva), già in contatto con ASPHI per ragioni diverse, interessate all'argomento e in possesso degli eventuali prerequisiti richiesti per il corso. Sarà naturalmente dato risalto all'iniziativa, attraverso i canali informativi di ASPHI, a partire dal sito Internet.
Quali corsi e dove
Il programma dei corsi sarà strutturato, almeno inizialmente, in funzione dell'offerta da parte dei docenti. Come in una specie di bacheca, ASPHI dovrà basarsi su quello che le persone sanno fare ed offrono, proponendolo ai potenziali allievi. Non si esclude però che, in un secondo tempo e a "macchina avviata", proposte di corsi possano partire dalle necessità degli utenti, andando poi a ricercare, nella "rosa" dei docenti con cui si collabora, le persone adatte. Anche la durata dei diversi corsi sarà elastica e variabile, in funzione del contenuto e dall'obiettivo che si vuole raggiungere (ad esempio, un corso sull'uso di un cellulare con sistema operativo potrà durare dalle due alle quattro ore; un corso di Java probabilmente 8 sere).
Le possibili sedi dell'iniziativa sono gli uffici ASPHI di Bologna, Milano, Torino e Bari. Per il momento si deve escludere la formazione a distanza, poiché in questo caso l'impostazione generale e i costi sarebbero molto diversi dall'ipotesi di partenza.
Pago, ma non pago
Dal punto di vista economico, come proporre questa iniziativa e come renderla fattibile? Visto il tipo di proposta, rivolta a singoli disabili, non può trattarsi di una cosa costosa, che porterebbe all'esclusione proprio delle persone con maggiori difficoltà. L'idea è quindi quella di prevedere una modesta tassa di iscrizione, per coprire giusto le spese vive di segreteria (sull'ordine dei 50 euro), che dia diritto a frequentare tutti i corsi, assicurando poi la gratuità degli stessi. Da un altro punto di vista, però, l'esperienza insegna che le proposte completamente gratuite rischiano di essere recepite con minore serietà e impegno, rispetto a quelle in cui viene richiesto un esborso. O meglio, quando ci si iscrive a qualcosa di gratuito, può rimanere una sorta di "riserva mentale" che porta a non frequentare se subentrano altri impegni importanti, cosa che invece è più difficile se l'iniziativa a cui ci si era iscritti ha un costo. Questa eventualità porterebbe al rischio di qualche defezione nelle presenze, e quindi di ripercussioni negative sui docenti e sullo svolgimento stesso del corso.
Tali considerazioni hanno portato ASPHI ad ideare un meccanismo di partecipazione originale. I corsi dovrebbero avere un costo - comunque ridotto rispetto alla media di mercato - che verrebbe inizialmente pagato dagli allievi, ma (trovando una modalità contabile idonea a far sì che ciò sia possibile) restituito alla fine del corso stesso, sempre che l'allievo lo abbia effettivamente frequentato.
In questo modo è evidente che partecipare conviene, non solo perché - e questa è naturalmente la ragione principale - si impara qualcosa di utile per la propria autonomia, ma anche perché si sono anticipati dei soldi che, per pochi che siano, vengono restituiti. Un investimento su se stessi in tutti i sensi!
Finanziare l'iniziativa
Visto la sostanziale gratuità del progetto, occorrerà dunque trovare una modalità di finanziamento indipendente dai partecipanti. Dei costi sono infatti previsti, soprattutto di tipo organizzativo. Una persona dedicata a questo progetto dovrà lavorare a tempo pieno, soprattutto all'inizio, per individuare possibili docenti, argomenti, allievi, e mettere insieme tutti questi elementi nei luoghi migliori per far nascere effettivamente i corsi GYK. Altre voci di costo riguarderanno lo svolgimento dei corsi stessi, che richiederanno ad esempio postazioni e macchinari (per le aule, come detto in precedenza, si pensa di utilizzare gli spazi già disponibili negli uffici di ASPHI in diverse città, almeno finché il numero degli allievi sarà abbastanza ridotto). Nell'ambito delle attrezzature sono però ipotizzabili anche formule di collaborazione con aziende, centri ausili o altre strutture. Se, ad esempio, un docente proviene da un'azienda di telefonia e spiega l'utilizzo di un determinato cellulare accessibile ai non vedenti, si potrà chiedere all'azienda di fornirlo degli apparecchi da utilizzare nel corso, poi restituiti. Questo può risolvere il problema e al tempo stesso andare a vantaggio dell'azienda dal punto di vista sia dell'immagine, sia dell'opportunità di far testare un proprio prodotto da potenziali utenti. Lo stesso vale per società produttrici di software, centri ausili, ecc.
In aggiunta a ciò, GYK potrebbe però trovare altre fonti di finanziamento, a partire dal 5 per mille dell'IRPEF (o parte di esso) che può essere destinato gratuitamente ad ASPHI, da parte dei contribuenti. In tal caso, coloro che fanno questa scelta sarebbero informati del fatto che il loro contributo consente a persone disabili di seguire corsi specifici, utili per la propria autonomia. Un'altra strada per finanziare l'iniziativa, è infine quella di proporre a dei privati che apprezzano il lavoro di ASPHI, la possibilità di effettuare dei versamenti volontari a questo specifico scopo, attraverso un conto corrente postale.
Per cominciare
Si tratta dunque di un progetto nuovo, originale e ancora tutto da costruire. Una volta nata l'idea, il primo passo sarà quello di cominciare a sperimentarla, dall'inizio del 2008, individuando alcuni brevi corsi immediatamente fattibili e i relativi docenti (all'inizio scelti soprattutto tra collaboratori ASPHI qualificati), a cui invitare persone di diverse disabilità. L'idea è anche quella di strutturare un percorso che consenta, nel novembre di quest'anno, di presentare a Bologna questo progetto nell'ambito di HANDImatica. Cogliendo l'occasione della mostra-convegno, si potrebbero infatti ospitare sessioni specifiche di brevi corsi (ad esempio "come utilizzare cellulari o palmari di ultima generazione", o "come installare reti wireless domestiche"), a cui si possa partecipare liberamente, previa iscrizione. Non si esclude inoltre che, presso la stessa HANDImatica, si possa svolgere un seminario sull'iniziativa, per condividere esperienze, valutazioni ed idee.
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ESEMPI DI CORSI
Di che argomenti tratteranno i corsi GYK? Ecco qui di seguito alcuni esempi, naturalmente a titolo indicativo, poiché sarà l'effettiva disponibilità dei docenti a permettere di costruire un calendario. AREA AUTONOMIA:
AREA PROFESSIONALITA'
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METTETEVI IN GY (O) K (O)!
Come abbiamo visto, GYK è un'idea nuova e ancora in via di impostazione, che richiede la partecipazione di tutti. Dare la propria conoscenza e competenza ad altri, meno fortunati, mettendosi in gioco come docenti di corsi nell'ambito informatico, può essere un'esperienza molto positiva.
Grazie anticipatamente a tutti per le segnalazioni che ci arriveranno! |
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