UNIVERSITA'

 

 

STUDIARE CON LE TECNOLOGIE

di Cristina Manfredini, Fondazione ASPHI Bologna

Un laboratorio per studenti universitari disabili e tutor: è questo il risultato della collaborazione tra la Fondazione ASPHI Onlus e il Servizio Disabili dell'Università di Bologna.

La collaborazione della quale stiamo parlando si è intensificata dal 2001, attivando con il Servizio per gli studenti disabili, che opera presso l'Università di Bologna, diverse sperimentazioni, con l'obiettivo di favorire l'autonomia e il percorso di studi degli studenti disabili, utilizzando nuove tecnologie e studiando adeguate metodologie.

 

In questo percorso di collaborazione e scambio di competenze, è stato significativo da parte del Servizio Disabili, riconoscere e sostenere processi di ricerca azione, come opportunità per offrire servizi sempre più adeguati alle esigenze, con proposte innovative.

 

La progettazione e l'attivazione del "laboratorio per studenti universitari disabili e tutor", è quindi il frutto della collaborazione portata avanti in questi anni. Siamo attualmente alla seconda edizione di questa attività (anno accademico 2007/2008 e tuttora in corso); la prima edizione si è svolta nell'anno accademico 2006/2007
L'attenzione verso i bisogni, le potenzialità degli studenti e l'obiettivo di renderli sempre più autonomi nel loro percorso di studi, ci guida nell'individuazione di nuove metodologie di studio con l'uso delle tecnologie.

 

Perché "studiare con le tecnologie"

Gli studenti disabili arrivano all'Università con il loro percorso di vita e le loro esperienze ed esigenze. Per tutti gli studenti, ma in particolare per quelli che si trovano in una situazione di svantaggio, il poter portare a termine gli studi a volte diventa un percorso complesso. Le metodologie didattiche universitarie e gli strumenti offerti, infatti, non sempre sono in grado di rispondere adeguatamente a questi bisogni specifici.
Ancora oggi le nuove tecnologie, diffusissime nella vita quotidiana di tutti soprattutto tra i giovani, sono usate in modo limitato nella proposta formativa scolastica e universitaria.
Ampliare l'uso delle tecnologie in ambito universitario può quindi diventare per tutti un'opportunità di accesso alle informazioni e alla formazione. Gli obiettivi facilmente raggiungibili possono essere:

L'utilizzo delle tecnologie richiede l'acquisizione di nuove competenze da parte di tutti, docenti, studenti, tutor e operatori dei servizi disabili, oltre che una nuova organizzazione di tempi, spazi e metodologie. Perseguire l'obiettivo dell'integrazione, fa inoltre emergere che le strategie pensate per chi ha bisogni specifici, risultano a favore di tutti.

 

Le figure coinvolte

Il laboratorio, che si svolge presso la sede della Fondazione ASPHI onlus, offre agli studenti in situazione di svantaggio un servizio attivando diverse proposte: un momento iniziale di consulenza, per l'individuazione di nuove strategie di studio con l'uso delle tecnologie, incontri di formazione per l'acquisizione di competenze nell'uso autonomo dei nuovi strumenti, un ambiente dove sono a disposizione le tecnologie, le competenze degli operatori di ASPHI e del Servizio Disabili.
Oggi il laboratorio è giunto alla sua seconda edizione. Il raggiungimento degli obiettivi, la partecipazione e soddisfazione degli studenti e la continua richiesta di supporto per i nuovi iscritti, ci impegnano nelle attività proposte e nella continua ricerca di strumenti e metodologie.
Una studentessa racconta la sua esperienza ad altri studenti e tutor varie attività è frequente lo scambio di informazioni, per un monitoraggio efficace del percorso dello studente. Gli operatori della Fondazione ASPHI in quanto esperti in processi educativi che vedono l'utilizzo delle tecnologie come possibile strumento di integrazione e autonomia, mettono a disposizione le loro competenze, nelle attività di consulenza, formazione e supporto, oltre che negli aspetti organizzativi. Gli operatori del Servizio per gli Studenti Disabili, aiutano lo studente nella pianificazione di un percorso di studi che potenzi l'autonomia personale, accresca conoscenze e competenze. In particolare, nell'ambito del laboratorio, motivano e sostengono lo studente e il tutor, alla partecipazione delle attività, come opportunità di apprendimento. 
I tutor alla pari sono studenti iscritti all'Università di Bologna che prestano un servizio retribuito, in favore di studenti in situazione di svantaggio, per quanto riguarda gli aspetti universitari: aiuto nello studio, nelle ricerche bibliografiche e sitografiche, nel disbrigo delle pratiche amministrative, nei rapporti con i docenti, nel favorire lo sviluppo della rete sociale e di sostegno ed in generale nell'inserimento nella vita universitaria. Per loro, la collaborazione alle attività di laboratorio diventa, oltre che un servizio, un'opportunità formativa di aumento di competenze.
Partecipano alle attività del laboratorio studenti che hanno un diverso approccio verso le tecnologie: in alcuni casi non le utilizzano e non conoscono strumenti specifici che possono favorire la loro autonomia nello studio, in altri casi le utilizzano, ma non ne conoscono a pieno le potenzialità, soprattutto in relazione ai propri bisogni.

 

L'organizzazione delle attività

Brainstorming sulla parola sordità, durante l'attività di formazione per i tutorL'esperienza della prima edizione del laboratorio ci ha guidato ad alcune riflessioni, portandoci ad individuare prassi organizzative, che tengono conto di diverse variabili: il contesto universitario con i suoi tempi (periodi di lezioni e di esami), la conoscenza degli studenti e tutor, i momenti di consulenza e formazione, il supporto durante le attività.
In una prima fase, gli studenti entrano in contatto con il Servizio Disabili dell'Università di Bologna per una richiesta di informazione e l'eventuale attivazione di servizi. Gli operatori che offrono un servizio di accoglienza e orientamento, dopo un primo momento di conoscenza dello studente, valutano con lui l'utilità della partecipazione al laboratorio, considerando fattori quali: competenze, difficoltà, interessi, disponibilità, obiettivi e piano di studi. Il tutor alla pari viene attivato se si ritiene che lo studente non sia al momento autonomo nello studio e nella capacità di orientarsi nel contesto universitario.
All'inizio dell'anno accademico, presso la sede di ASPHI che ospita il laboratorio, è stato organizzato un momento di presentazione del laboratorio a studenti e tutor.
La funzione di questo incontro è quella di divulgare e condividere gli obiettivi e le attività del laboratorio. Per questa edizione abbiamo ritenuto particolarmente significativa, la testimonianza di due studentesse che hanno frequentato il laboratorio lo scorso anno accademico. Il racconto della loro esperienza, il loro mettere in evidenza i risultati ottenuti, ma anche l'impegno messo in gioco, ha catturato l'attenzione degli studenti nuovi iscritti, attivando da subito momenti di scambio e di aiuto reciproco. 
Riteniamo importante, una particolare attenzione verso il ruolo del tutor, che deve soprattutto nella prima fase, motivare e sostenere lo studente alla partecipazione delle attività del laboratorio. Accompagnare uno studente in un percorso formativo, che vede l'utilizzo di tecnologie e l'acquisizione di nuove strategie di studio, pensiamo sia impegnativo per entrambi. Per questo diventa prioritario il pensare ad una formazione dei tutor alla pari. Gli incontri prevedono momenti di sensibilizzazione al tema della disabilità, anche con attività di simulazione, attività di formazione per conoscere le tecnologie che saranno utilizzate. 

 

La consulenza e la formazione

Un incontro di consulenza rivolto a studente e tutorIl primo incontro con lo studente e il tutor è un importante momento orientativo. Partecipano alla consulenza operatori di ASPHI e un referente del Servizio Disabili, che conosce e segue il percorso dello studente. La consulenza ha un approccio educativo: c'è condivisione tra gli operatori nel pensare che, per lo studente, la consapevolezza delle proprie difficoltà e potenzialità è un traguardo importante da raggiungere, come persona adulta che si affaccia al mondo del lavoro. Per questo lo studente da subito diventa l'attore principale del proprio percorso, dichiarando i suoi obiettivi e aspettative, unitamente alle difficoltà che incontra nel mondo universitario. Le indicazioni metodologiche e tecnologiche che emergono durante l'incontro, tengono conto delle strategie di studio del giovane, della pianificazione degli esami e della sua crescita di autonomia. A conclusione della consulenza, si elabora in modo condiviso un progetto educativo, che molto spesso vede un momento iniziale di formazione all'uso degli strumenti individuati.  Questi incontri, a cui partecipa anche il tutor, mirano all'apprendimento di un uso autonomo degli strumenti, individuati in consulenza. Sono organizzati come un momento di scambio, nel quale gli operatori di ASPHI e del Servizio mettono a disposizione le loro competenze, mentre gli studenti e i tutor, portano la loro conoscenza, curiosità e motivazione.

 

Formazione all'uso di uno strumento di lettura con sintesi vocaleIl laboratorio

Il laboratorio, infine, si configura come un ambiente accogliente dove poter studiare, le tecnologie sono a disposizione degli studenti e tutor, per un uso che è condiviso da chi supporta il percorso. 
Gli operatori sia di ASPHI che del Servizio Disabili sono disponibili durante le attività e i momenti di studio. 
É aperto di norma due pomeriggi a settimana, offre una disponibilità flessibile in base alle esigenze di orario degli studenti e tutor, che per gran parte dell'anno frequentano le lezioni universitarie. Il lavoro di equipe tra gli operatori di ASPHI e quelli del Servizio Disabili, ci permette di monitorare le attività con continuità. Durante l'anno si creano dei momenti con lo studente e il tutor, che possiamo definire di "punto della situazione", per valutare l'efficacia del percorso e l'eventuale riorganizzazione.

 

In alto a sinistra "Una studentessa e la tutor in un momento di studio" e in basso a destra "In laboratorio con gli studenti"In conclusione, riteniamo che l'esperienza sia significativa e positiva per i risultati che abbiamo riscontrato nei vari percorsi degli studenti. Le variabili che teniamo in considerazione per la valutazione del percorso dello studente sono: la maggior consapevolezza delle proprie difficoltà e potenzialità, la motivazione al cambiamento verso nuove strategie di studio anche con l'utilizzo delle tecnologie, l'autonomia nell'uso degli strumenti, l'avanzamento nel piano di studi.
Le prospettive future guardano al proseguimento e avanzamento delle attività con diversi obiettivi:

 

Logo Servizio IL SERVIZIO PER GLI STUDENTI DISABILI

Il Servizio per gli Studenti Disabili dell'Università di Bologna svolge prevalentemente attività di indirizzo degli studenti e studentesse disabili al momento dell'ingresso all'università e di supporto durante tutto il percorso di studi, con l'obiettivo di individuare e progettare i tipi di sostegno necessari ad ogni studente per svolgere con profitto il proprio corso di studi. Gli interventi sono diretti ad accompagnare i percorsi didattici degli studenti disabili e a supportare il personale docente e tecnico-amministrativo nel rapporto con gli studenti. In attuazione della Legge 17/99, nel 2001 il Professor Andrea Canevaro ha ricevuto la delega del Rettore per le problematiche riguardanti gli studenti disabili dell'Ateneo. Il Professor Canevaro è coadiuvato nel suo lavoro dagli operatori del Servizio per gli Studenti Disabili e dal Professor Rabih Chattat del Dipartimento di Psicologia.

Per informazioni e contatti: Servizio Studenti Disabili - Via Petroni 26, 40126 Bologna, tel. 051 220467, fax 051 279807, www.studentidisabili.unibo.it , disabili@unibo.it  . Orari: da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.30.

 

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