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LA TECNOLOGIA |
Internet, mobile e wireless
VERSO L'ACCESSIBILITA'?Intervista a cura della Redazione
La seconda giornata di HANDImatica è dedicata alle tecnologie ICT. Quali sono stati i cambiamenti degli ultimi anni e cosa possiamo aspettarci per il futuro, soprattutto per quanto riguarda le persone disabili? Ne abbiamo parlato con Maurizio Dècina, Professore Ordinario di 'Telecomunicazioni' al Politecnico di Milano, Facoltà di Ingegneria, presso il Dipartimento di Elettronica ed Informazione.
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D.: Lo sviluppo tumultuoso dell'ICT sta tuttora provocando grandi cambiamenti. Quali? In particolare, è possibile fare il punto sui cambiamenti intercorsi nell'ambito della tecnologia ICT negli ultimi due anni, cioè dalla scorsa HANDImatica?
R.: Negli ultimi due anni abbiamo assistito all'accelerazione della crescita dell'uso di Internet dovuta da un lato alla crescita degli utenti a larga banda fissi, d'altro lato al vero e proprio decollo dell'uso della larga banda in mobilità con i sistemi cellulari 3G di tipo HSPA (High Speed Packet Access) che permettono velocità di "download" di qualche Mbit/s. Nei prossimi anni il fenomeno del "mobile browsing" tramite telefonini del tipo iPhone e PC portatili con chiavette USB/HSPA diventerà dominante per la crescita del mercato delle telecomunicazioni. Per quanto riguarda poi lo sviluppo delle applicazioni in rete, i due più rilevanti fenomeni emergenti sono da un lato quello del Web 2.0, che per le imprese vuol dire Enterprise 2.0 e si focalizza sul tema della collaborazione, delle comunicazioni unificate e della condivisione delle informazioni in ambito aziendale. D'altro lato, sempre per le imprese, c'è l'avvento del "Software As A Service" (Saas), ennesimo acronimo per indicare l'erogazione dei servizi ai terminali con modalità retecentrica: "Cloud Computing", "World Wide Computing", "The Network is the Computer", ecc.. Questa volta mi sembra che il fenomeno sia spinto fortemente dalla sempre più ampia disponibilità di banda nell'accesso alla rete, sia fermi che in mobilità, e i servizi come GoogleApps dimostrano la straordinaria capacità della rete ad erogare servizi e applicazioni per le imprese, il cui "software/hardware" di supporto risiede in rete.
D.: Quali sono, a suo parere, le maggiori opportunità che ne derivano? Quali, invece, i possibili aspetti negativi? (difficoltà, resistenze, ma anche rischi di esclusione?)
R.: Il diritto all'accessibilità da parte di tutta la popolazione fa fatica ad affermarsi in un mondo tecnologico in tumultuosa evoluzione. Pensiamo soltanto all'evoluzione dei telefonini verso il paradigma introdotto con l'iPhone del dispositivo dotato di sensori di movimento (giroscopi), di schermo sensibile al contatto (touch screen), di ricevitori GPS per il posizionamento, ecc.: i problemi di accessibilità certamente diventano molto più complessi di prima. Ho l'impressione che con l'evoluzione delle tecnologie mobili e il loro progressivo ruolo dominante nella nostra società (nel 2015 si prevedono nel mondo 7 miliardi di utenze mobili, di cui 2 a larga banda, contro 1 miliardo di utenze fisse a larga banda), la battaglia per l'accessibilità alla Rete di persone disabili, anziane o analfabeti informatici, stia progressivamente diventando quella dell'accessibilità e della "usabilità" dei servizi e delle applicazioni erogati in rete. In altre parole, l'inclusione deve permettere l'uso delle informazioni a cui si accede per ottenere gli scopi di consumo e di lavoro che si perseguono.
D.: A questo proposito, cosa significano e cosa cambiano, soprattutto per le persone con disabilità, i termini, entrati nel linguaggio comune, di "mobile" e "wireless"?
R.: Nel 2008 sono stati venduti un miliardo e duecento milioni di telefonini, mentre a fine 2008 ci saranno quasi 4 miliardi di carte SIM attive nel mondo. I telefonini servono per telefonare, comunicare con gli SMS e progressivamente per accedere alla rete. I problemi di accessibilità all'ICT da parte dei disabili si spostano progressivamente dal PC e dal Web verso il "telefonino", che in realtà è un potente PC portatile che può essere operato con una sola mano - i tedeschi lo chiamano infatti "Handy"). Nel futuro poi i telefonini avranno una funzionalità in più rispetto a quelle di oggi: saranno dotati di sensori capaci di interagire via radio con l'ambiente, con l'Internet delle cose, e serviranno per pagare parcheggi, ricevere informazioni locali, accedere a punti di pagamento, ecc.
"Mobile" e "wireless" rappresentano la vera sfida del futuro dell' accessibilità all'ICT per l'inclusione delle persone con disabilità.
D.: Una società accessibile: sulla carta esiste già ed è un diritto di tutti. Ma a che punto siamo nel cammino necessario per tradurre questa volontà legislativa in realtà?
R.: Mi limito a commentare per quanto riguarda l'accessibilità alle tecnologie ICT, dove mi sembra che la strada da fare per soddisfare il diritto all'inclusione dei disabili è ancora lunga. La Legge Stanca per l'accessibilità al Web ha rappresentato una pietra miliare di questa strada, ma la sua applicazione e certificazione lascia ancora molto a desiderare come mostrano i risultati delle rilevazioni. Certamente negli ultimi anni l'azione legislativa per la società accessibile è rallentata e il recente accorpamento del Ministero dell'Innovazione con quello per Funzione Pubblica non ne favorisce per ora la rapidità di ripresa. Ripresa quanto mai necessaria visti i passi da gigante fatti dalla tecnologia ICT negli ultimi cinque anni, basta accennare ai temi della "mobilità" e del "wireless" che abbiamo ora commentato per cui non è stato ancora individuato il percorso legislativo e sprattutto gli "stakeholders" governativi. Ma devo essere ottimista e mi aspetto che il dibattito sul tema della accessibilità all'ICT si accenderà presto visto il recente riconoscimento del ruolo fondamentale che l'ICT può avere per la crescita del Paese.
D.: Il prossimo futuro: cosa dovremmo aspettarci tra due anni, per HANDImatica 2010?
R: Spero che tra due anni nel nostro Paese si sia avviato un programma di alfabetizzazione ICT, uno stimolo alla domanda che ritengo indispensabile per allargare l'accessibilità e l'usabilità dei servizi ICT in rete a tutta la popolazione. In particolare nella prospettiva che progressivamente i servizi di pubblica utilità vengano erogati obbligatoriamente soltanto in rete dalla pubblica amministrazione e dalle aziende concessionarie. In questo contesto, spero che avremo fatto progressi nella legislazione per la società accessibile, includendo anche le applicazioni ICT mobili. Nel frattempo, sul mercato italiano mi attendo, da un lato un consolidamento delle applicazioni e dei servizi mobili per i consumatori e per le imprese, mentre d'altro lato un avvio dei servizi Saas orientati alle piccole e medie imprese.
D.: Quali sono le innovazioni per ora solo in incubazione?
R.: L'innovazione dietro l'angolo è "Internet delle cose", "The Internet of Things": i calcolatori diventano così piccoli, potenti ed economici da poter essere immersi negli oggetti che circondano, oggetti come le "etichette intelligenti", RFID, "Radio Frequency Identification", capaci di comunicare col mondo esterno via radio, "wireless", per realizzare quello che gli esperti chiamano le "wireless sensor networks". Ne parlavo illustrando il futuro dei telefonini come strumenti di accesso non solo alla Rete, ma anche all'ambiente intelligente circostante, essendo quindi destinati a trasformarsi in dispositivi personali che integrano le funzioni di comunicazione, informazione e intrattenimento, con quelle del "portafoglio" per garantire l'identità personale e i pagamenti elettronici.
D.: Quale contributo potrebbero/dovrebbero dare la Fondazione ASPHI e HANDImatica per questa evoluzione?
R.: ASPHI e HANDImatica sono i luoghi dove c'è la conoscenza basata sull'esperienza dei problemi dell'accessibilità e dei percorsi pratici verso le loro soluzioni: la reputazione conquistata negli anni per le fattive attività svolte nel settore li qualifica come interlocutori naturali dei piani e dei programmi volti al compimento di una legislazione che garantisca l'evoluzione armonica verso l'accessibilità e usabilità dei servizi in rete.
![]() Un edificio del Politecnico di Milano |
![]() Il Professor Maurizio Dècina |