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ESPERIENZE |
Tecnologie e partecipazione
IL SENSO DELLA PARTECIPAZIONEIntervista a cura della redazione
La terza giornata di HANDImatica ha per tema la partecipazione. Su questo argomento, abbiamo voluto confrontarci con un Ente come la Regione Emilia-Romagna, che collabora con ASPHI nella realizzazione della mostra-convegno. Ecco il parere di Paola Manzini, Assessore scuola, formazione professionale, università, lavoro, pari opportunità.
D.: La "partecipazione": è stato scelto questo termine per qualificare l'ultima giornata di Handimatica 2008. La partecipazione della Regione Emilia-Romagna in Handimatica 2008 si è manifestata innanzitutto nel creare un "gruppo di lavoro" mettendo insieme più assessorati e direzioni. Lei che rappresenta "il motore" di questa iniziativa non pensa che sia anche questa una concreta "innovazione" verso un approccio trasversale e più concreto per incidere maggiormente sulla riduzione dell'handicap delle persone con disabilità?
R.: La Giunta regionale ha fatto dell'integrazione tra le diverse strutture uno specifico indirizzo politico-programmatico finalizzato a un più efficace conseguimento degli obiettivi fissati in sede di definizione delle politiche regionali. Il principio di integrazione caratterizza trasversalmente l'azione regionale, in particolare quando si tratta di programmare interventi a favore delle fasce più deboli della popolazione. Gli obiettivi conseguiti nella precedente programmazione del Fondo Sociale Europeo sono stati il risultato anche di una prassi di integrazione in particolare tra l'Assessorato scuola, formazione professionale, università, lavoro, pari opportunità e l'Assessorato Politiche sociali. Lavorare in effettiva sinergia credo sia l'unica strada che consenta alle politiche regionali di rispondere nella maniera più efficace ai bisogni della popolazione con disabilità.
Particolarmente significativa in questo senso, è stata la Prima Conferenza regionale sull'integrazione lavorativa delle persone con disabilità, che si è svolta a Modena il 21-22 maggio 2008. La Conferenza (espressamente prevista dall'art. 18 della legge regionale n. 17/2005 della Regione Emilia-Romagna, "Norme per la promozione dell'occupazione, della qualità, sicurezza e regolarità del lavoro") ha rappresentato la sede in cui la Regione ha verificato le proprie azioni passate e delineato le strategie future per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità.
D.: La Regione Emilia-Romagna è presente in questa edizione di HANDImatica 2008 con molte più forze rispetto al passato. Lei ritiene che ciò contribuirà a mantenere un alto livello di coerenza tra gli interventi promossi con le politiche regionali a favore dei disabili e le innovazioni che possano ulteriormente contribuire a sostenere tali politiche?
R.: Indubbiamente le innovazioni in ambito tecnologico hanno un forte impatto sulla vita delle persone con disabilità e sarebbe un errore non tenerne conto per migliorare e qualificare l'erogazione dei servizi. Per questo motivo ritengo che sia importante mantenere una stretta collaborazione tra i diversi ambiti regionali che rispondono ai bisogni di questi cittadini. Qualificare i servizi non significa definire uno standard di prestazioni e risposte rigide e immutabili nel tempo, ma essere in grado di evolvere con i bisogni e con le mutazioni del contesto.
D.: Handimatica vuole essere una azione di sistema, cioè incidere nell'ampio sistema che si occupa della disabilità, che include tra i primi i disabili, i loro famigliari, gli insegnanti, gli operatori sociali e quelli sanitari, i datori di lavoro, ecc. L'Unione Europea ha "sottolineato" la difficoltà di realizzare delle vere azioni di sistema, rafforzando il valore e chiedendo maggiore impegno nelle azioni verso le persone. Qual è secondo Lei il giusto equilibrio e quali possono essere per un Assessorato come quello da Lei guidato i possibili orientamenti ?
R.: L'analisi ex-ante condotta per definire le priorità del Programma Operativo Regionale del Fondo Sociale Europeo 2007-2013 ha evidenziato che tra le aree di svantaggio sociale riconducibili a difficoltà occupazionali, oltre a quelle relative a diversi motivi di emarginazione e ai nuovi soggetti dell'area povertà, permane l'area delle persone che hanno difficoltà di collocamento stabile per motivi di invalidità. Per rispondere a queste problematiche si intende continuare ad attuare azioni diversificate, anche in integrazione con le politiche sociali in un'ottica di sistema. L'esperienza condotta negli anni precedenti e, in particolare, i progetti Equal realizzati su queste tematiche, hanno infatti ribadito come sia indispensabile da un lato rispondere in maniera sinergica ai diversi bisogni delle persone disabili e, dall'altro, continuare a operare per aumentare la loro occupabilità, ragionando non tanto sull'handicap quanto sulla crescita delle potenzialità. Per questo la nuova programmazione prevede interventi - finanziati nell'ambito dell'Asse inclusione sociale - che agiranno in sinergia con altri strumenti, finanziari e non, già disponibili per questo target. Nell'ambito degli altri Assi in cui è declinata la Programmazione FSE 2007-2013 (adattabilità, occupabilità, capitale umano, transnazionalità e interregionalità), l'attenzione verso le persone con disabilità si concretizzerà nella previsione di opportune misure di sostegno alle attività formative e/o di accompagnamento al lavoro che consentano a tutti pari opportunità di accesso. Credo che la pluralità delle opportunità nonché la previsione di misure di personalizzazione e individualizzazione siano elementi fondamentali per dare risposte efficaci e durature nel tempo.
D.: Un noto scienziato sociale italiano, educatore, ricercatore, attivo praticante di pedagogia speciale dell'Università di Bologna, sottolinea questo rischio: "Sostituire gli operatori con delle macchine - ritenute docili (dimenticando che dietro di loro ci sono altri umani…) - potrebbe essere il sogno di chi ha il governo del "sistema educazione" o del "sistema cure". Ma l'Educazione, come la Salute, sono imprese non finanziarie ma sociali e culturali". C'è secondo Lei questo effettivo rischio?
R.: Credo che il rischio ci sia nella misura in cui si privilegia una visione di ottimizzazione degli interventi tarata esclusivamente su principi economici e di razionalizzazione dei tempi, ma credo anche che sia possibile ottimizzare le risposte senza sacrificare la qualità delle prestazioni. Se pensiamo a interventi a favore dell'inclusione lavorativa delle persone con disabilità, ad esempio, è evidente che un grosso vantaggio può venire dall'impiego di soluzioni tecnologiche, sia nella gestione dei dati per il collocamento, che nell'adattamento dei posti di lavoro, ma è altrettanto evidente la centralità della relazione che si instaura tra operatore e disabile. In questo senso gli sforzi di innovazione da noi sostenuti sono andati in entrambe le direzioni, cercando di razionalizzare le operazioni di gestione (mi riferisco ad esempio al sistema informativo che mette in rete tutti gli enti coinvolti nel processo di accertamento delle disabilità, denominato "Rurer"* (Repository Unico Regionale dell'Emilia-Romagna) che semplifica la comunicazione interistituzionale e collega tutti i soggetti deputati alle attività di certificazione, di assistenza e di integrazione delle persone con disabilità), ma continuando anche a favorire la qualificazione delle risorse umane, fattore che resta strategica per la buona qualità degli interventi.
D.: La terza giornata di Handimatica ospiterà il Premio della PA Aperta, ossia un Premio rivolto a tutte le Amministrazioni Pubbliche, centrali e locali, sensibili nel favorire la fruibilità dei loro servizi verso le fasce svantaggiate. Lo slogan è che una Pubblica Amministrazione aperta non è solo una P.A. più funzionale per le persone in difficoltà, ma è una P.A. migliore per tutti. Anche su questo tema attuale vorremmo una Sua riflessione.
R.: A questo proposito l'esperienza condotta da questo Assessorato con il FSE è paradigmatica di come, cercando di qualificare gli interventi nei confronti di specifici target, si finisca per sperimentare innovazione anche a favore della complessiva qualità del sistema. Non a caso proprio per le persone svantaggiate sono stati messi a punto interventi di formazione e orientamento sempre più caratterizzati da personalizzazione e flessibilità, elementi che sono poi diventati una caratteristica degli interventi innovativi, indipendentemente dal target a cui si indirizzano. Così come, per esempio, sul tema della conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, un approccio iniziale finalizzato alle pari opportunità di genere ha messo in luce bisogni di tutti. Sono pertanto convinta che qualificare i servizi per alcune fasce della popolazione spesso significhi effettivamente rendere la P.A. migliore per tutti.
La 1° Conferenza regionale
sull'integrazione lavorativa delle persone con disabilità
Paola Manzini
Assessore della Regione Emilia-RomagnaNota:
Il 19 febbraio 2008 è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna la legge regionale 4/2008 "Disciplina degli accertamenti della disabilità. Ulteriori misure di semplificazione ed altre disposizioni in materia sanitaria e sociale". Per sostenere l'applicazione di questa legge è stato realizzato un sistema informativo che mette in rete tutti gli enti coinvolti nel processo di accertamento, denominato "Rurer" (Repository Unico Regionale dell'Emilia-Romagna), per semplificare la comunicazione interistituzionale e collegare tutti i soggetti deputati alle attività di certificazione, di assistenza e di integrazione delle persone con disabilità: Aziende Usl, Comuni, Province, Regione e INPS.