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SCUOLA |
Aula digitale per tutti:
PUNTO DI SVOLTA PER L'INTEGRAZIONEdi Paola Angelucci e Piero Cecchini - Fondazione ASPHI Bologna
Le LIM (Lavagne Interattive Multimediali) stanno entrando nelle scuole. ASPHI ha messo a punto un modello di aula digitale inclusiva considerando le possibilità d'uso di queste nuove tecnologie anche a favore dell'integrazione di alunni con disabilità. Cerchiamo di approfondire l'argomento in queste pagine.
ASPHI da ormai 30 anni è impegnata fattivamente nel campo delle tecnologie informatiche in aiuto all'integrazione degli alunni/studenti con disabilità nella vita scolastica.
In questa attività, molta attenzione è stata ed è tuttora dedicata alla persona, ricercando da una parte le potenzialità, le motivazioni e gli eventuali bisogni educativi speciali individuali, dall'altra gli accorgimenti tecnologici HW (hardware) e SW (software) che consentano un uso in autonomia del personal computer, per poter partecipare alle attività scolastiche in aula e a casa. Abbiamo sempre pensato che il computer sia utile nelle attività di recupero e di supporto, ma anche e soprattutto in classe, quando il contesto lo consenta.
Il primo progetto ASPHI rivolto all'integrazione di bambine non vedenti in una scuola di Bologna risale al 1986. In quella occasione i computer con relative barre braille furono collocati nelle classi di appartenenza (creando i primi embrioni di aula digitale), con buoni risultati. Da allora i più diversi dispositivi digitali sono entrati prepotentemente in tutti gli ambiti della vita sociale, nel lavoro, nella comunicazione, nei servizi, nelle case, al punto che per i ragazzi al di sotto dei 15 anni si parla di "nativi digitali". La diffusione di Internet ha modificato completamente il modo di utilizzare il computer, ponendo le basi per una vera e propria rivoluzione. ASPHI ha continuato a seguire i processi di cambiamento delle tecnologie cercando di conciliare innovazione e integrazione scolastica per i diversi tipi di disabilità.
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Dal 2000 in avanti, la comparsa sul mercato internazionale delle prime LIM, accompagnate da sw specifici per le attività didattiche, ha consentito di sviluppare ulteriormente l'ambiente che chiamiamo "aula digitale", ponendo a fianco della cattedra uno strumento interattivo, completamente nuovo, dedicato all'apprendimento condiviso. Un ambiente così strutturato consente di fare incontrare la multimedialità (comunicazione parallela su diversi codici basati su immagini, testi, suoni, filmati,..) e la multisensorialità (vista, udito, motricità, capacità cognitiva, emotività,..) delle persone. La lezione svolta utilizzando consapevolmente più codici comunicativi, consente a chi abbia una minorazione di utilizzare al meglio il canale più congeniale per comprendere e per comunicare agli altri il proprio pensiero. Basandosi su questi presupposti, ASPHI ha messo a punto un modello di aula digitale inclusiva. Da una riflessione in comune con persone del mondo della scuola, è maturata la convinzione che per l'applicabilità del modello non è sufficiente la sola introduzione degli strumenti, ma è necessario un percorso che preveda una formazione specifica e progetti di ricerca - azione. |
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Aula digitale inclusiva: il modello ASPHI
Per aula digitale intendiamo un'aula didattica con dispositivi digitali connessi tra loro (LIM, computer, videoproiettore, minicomputer, collegamento ad internet, …) e utilizzabili in modo da favorire la partecipazione di tutti gli alunni. Per gli alunni con bisogni educativi speciali, saranno presenti postazioni, con pc e ausili hw e sw, caratterizzate per le esigenze specifiche di ogni alunno. La postazione del docente è attrezzata con computer portatile collegato alla LIM, videoproiettore e accesso ad internet. All'interno di un'aula così strutturata, è possibile svolgere lezioni per la partecipazione di tutti di cui segue un esempio.
Il docente tramite la LIM svolge una lezione digitale multimodale, cioè caratterizzata da più codici comunicativi per raggiungere le esigenze di ogni singolo studente. La lezione attraverso la LIM si svolge per videate successive che possono contenere immagini, riferimenti e link ad internet, video, suoni, testi digitalizzati. Inoltre, lo svolgimento della lezione può essere registrato audio-video e salvato in formato digitale. Particolare attenzione deve essere posta nella scelta dei materiali e oggetti digitali nel rispetto dei criteri di accessibilità e usabilità per le specifiche esigenze di ogni alunno.
Tutto il "pacchetto lezione" (registrazione audio video, allegati digitali, comprese le consegne per i compiti a casa) può essere salvato e reso disponibile ad ogni alunno/studente.
Gli studenti possono ricevere i contenuti della lezione con i relativi allegati (anche attraverso una chiavetta USB), rivedere e approfondire (a scuola e a casa) gli argomenti di loro interesse. In questo modo, ogni studente sulla base delle proprie caratteristiche personali (stile di apprendimento, canali comunicativi privilegiati, esigenze specifiche derivanti da disabilità), può fruire dei contenuti e svolgere le consegne scegliendo strada e modalità a lui più consone.
Gli alunni con bisogni educativi speciali potranno utilizzare i loro ausili HW e SW per la fruizione dei contenuti, lo svolgimento dei compiti e l'interazione in classe
Con l'uso del digitale si agevolano dunque:
- la continuità delle attività tra scuola e casa
- lo scambio di informazioni tra docenti e studenti
- l'implementazione dei materiali
- il recupero in caso di assenze anche prolungate e la partecipazione a distanza.- Se i compiti vengono svolti in forma digitale (per molti alunni disabili è indispensabile), si può renderne possibile la condivisione con gli altri compagni, anche attraverso l'uso della LIM.
![]() Un docente sperimenta una postazione del percorso Simulando |
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La formazione specifica
Sul tema "aula digitale inclusiva" ASPHI ha messo a punto un modello formativo ("imparare facendo") rivolto ad insegnanti, con l'obiettivo di accompagnarli passo a passo nella costruzione di una didattica multimodale inclusiva, che si innesti sulle competenze pregresse.
La formazione è strutturata in quattro fasi:
Fase 1: "Nei panni di una persona in difficoltà davanti al computer" ("Percorso Simulando")
Come primo approccio, i corsisti vengono accompagnati in un percorso che, attraverso una serie di impedimenti/ostacoli, li mette nella condizione temporanea di persone con limitazioni funzionali.
Scrivere, leggere, comunicare in autonomia, sarà possibile solo utilizzando un computer dotato di tecnologie assistive (ausili HW e SW). Questa simulazione si sviluppa per aree: visiva, uditiva, motoria e mentale/cognitiva. A conclusione del percorso viene svolta un'attività di riflessione, approfondimento e meta cognizione su quanto emotivamente provato.I corsisti vengono poi divisi in quattro gruppi (uno per area di disabilità) e ad ogni gruppo viene affidato il compito, per tutta la durata delle attività corsuali, di partecipare ponendosi nell'ottica di "difensore" di quella specifica area di disabilità.
Fase 2: "Nei panni di studenti con disabilità nell'aula digitale"
Facendo tesoro dell'esperienza precedente, sempre tramite un'attività di simulazione, si provano le possibilità di attività e partecipazione in un contesto di apprendimento. I corsisti a turno, in veste di alunni, sperimentano possibilità di interazione nell'aula digitale ASPHI, ruotando anche nelle postazioni caratterizzate da diversi profili di disabilità con relativi ausili.Le attività si svolgono nel seguente modo:
esperti ASPHI presentano esempi di lezioni contenenti accorgimenti e adattamenti specifici per una comunicazione multicanale;
successivamente, vengono inviati i contenuti della lezione ed assegnati compiti precisi a tutti i corsisti;
i corsisti provano a svolgere i compiti usando i supporti digitali e inviano al docente i risultati del loro lavoro;
per ogni lezione vengono inoltre prese in esame le modalità comunicative utilizzate, mettendo in evidenza particolarità degli oggetti digitali scelti, loro usabilità e accessibilità.
Fase 3: "Imparare facendo: costruzione di lezioni con accorgimenti precisi"
Dopo una breve attività di familiarizzazione sull'uso della LIM, i corsisti, in veste di docenti, si mettono in gioco direttamente. Organizzati in piccoli gruppi, hanno il compito di preparare una lezione pensata per una classe in cui sono presenti anche alunni con bisogni educativi speciali.Le lezioni di ogni gruppo dovranno contenere accorgimenti specifici per la tipologia di disabilità loro assegnata.
Fase 4: "Presentazione delle lezioni"
I corsisti, sempre in veste di docenti, gruppo per gruppo, presentano agli altri, che assistono in veste di studenti, le lezioni preparate e fanno osservazioni e commenti.I progetti di ricerca - azione
Oltre alla formazione specifica (basata su simulazioni, modelli, esempi, …), pensiamo che siano importanti i progetti di ricerca - azione, che consentono di capire la reale efficacia di strumenti e procedure nelle situazioni reali (scuole, laboratori, classi) ai fini dell'integrazione. Consapevoli che il percorso per la messa a regime di un'intera scuola digitale è un processo che può avere anche tempi lunghi, almeno nella fase iniziale, dal punto di vista organizzativo riteniamo che siano importanti due tipologie di ambienti.
Un ambiente comune (aula didattica multimediale) attrezzato con dispositivi (LIM, computer e videoproiettore), dove gli insegnanti possono curare la loro formazione, preparare le lezioni, confrontarsi, prendere familiarità con gli strumenti. Questo ambiente può essere utilizzato, a turno, anche dalle diverse classi.
Un ambiente "aula digitale" (almeno una classe) dove poter utilizzare gli strumenti nelle attività didattiche quotidiane, attrezzato con almeno le strumentazioni di base: LIM, computer per l'insegnante, videoproiettore, postazioni con ausili nel caso siano presenti alunni disabili.
Naturalmente è importante che nella scuola ci sia almeno una figura referente che sovrintenda all'installazione e alla manutenzione dei dispositivi.
Sulla base di questo modello, ASPHI sta coordinando due progetti di ricerca - azione sul territorio della provincia di Bologna (I.C. "Giuriolo" di Porretta Terme e I.C. di San Pietro in Casale)
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In questi progetti la posizione di ASPHI è quella di essere un facilitatore dei processi, sia tramite attività di consulenza sui casi specifici riguardo all'uso di tecnologie assistive, sia fornendo il supporto in itinere nell'uso degli strumenti digitali per una didattica inclusiva. L'attività di supporto si riferisce anche alla predisposizione di linee guida per la documentazione delle attività in itinere. Entrambe le ricerche in azione, prevedono oltre alla presenza di LIM in alcune aule per un utilizzo quotidiano, una LIM in un ambiente Multimediale, aperto a tutte le classi e utilizzato anche dai docenti, per attività di autoformazione e per preparare le lezioni che dovranno tenere in classe. In particolare, il progetto che coinvolge la scuola media Bagnoli di San Pietro in Casale, è reso possibile grazie ad un contributo di Confindustria- Servizi Innovativi e Tecnologici. Tale progetto, inoltre, ha anche ricevuto il patrocinio dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia Romagna. La documentazione di queste esperienze sarà prodotta in modalità multimediale per favorirne la trasferibilità. |
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| Schema dell'aula digitale secondo il modello
ASPHI, con esempi di postazioni attrezzate per diversi tipi di disabilità
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