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UN PREMIO ALLA RICERCA DELL'INNOVAZIONE

di Mario Bellomo - Fondazione ASPHI Torino

Ecco i vincitori del premio "Tarcisio Zucca 2008" assegnato dal Club Dirigenti di Informatica di Torino (CDI Torino), rivolto a ricercatori, studenti, laureandi e/o laureati "under 30" dell'area Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta. 

Pare proprio che la ricerca dell'innovazione sia presente nel DNA di queste persone giovani, creative e geniali. A loro è rivolto il Premio Zucca. 

Nel cercare di contribuire allo sviluppo delle aziende sul territorio, il CDI, orientato per sua natura alla innovazione, rileva infatti quanto la spinta a innovare continui ad essere fortissima e giunga da tutto il mondo tecnologico. 

Molte le novità, tra i 25 candidati che hanno partecipato a questa sesta edizione, novità presenti in diversi settori, come ad esempio: 

  • lo sviluppo del multimediale e del web 2;

  • le architetture orientate ai servizi (SOA);

  • lo sviluppo dell'open source;

  • gli scenari evolutivi del Business Performance Management;

  • la Business Intelligence;

  • la sicurezza;

  • i servizi di rete;

  • la gestione documentale e nella dematerializzazione;

  • i nuovi progetti di internet.

Il sito del premio, dove si trovano le descrizioni di tutti i progetti partecipanti.

Il primo premio, di 4500 euro, è stato assegnato a Fabrizio Dominici, per il suo "Sistema GALILEO/EGNOS a supporto delle squadre di Soccorso Alpino. Ricerca e sviluppo tecnologico innovativo applicato"

Molto originale anche il lavoro sulle "Tecniche di coregistrazione affine ed elastica su immagini mediche strutturali per il supporto alla chirurgia dell'epilessia", di Gabriele Arnulfo, al quale è andato il secondo premio, di 3000 euro. 

Il terzo premio, dello stesso importo, è stato invece assegnato a Simone Savasta per il suo studio su "Stazioni di monitoraggio interferenti per applicazioni GNSS"

 

Premio ASPHI: tecnologia per le persone disabili

Dal punto di vista organizzativo, l'edizione 2008 ha presentato una novità: un premio da 1500 euro è stato assegnato, per la prima volta, al concorrente che, col suo studio, meglio esprime le finalità e i principi di ASPHI, cioè di innovazione tecnologica per il superamento della disabilità. Questo perché Tarcisio Zucca, ingegnere della FIAT di Torino, grazie al quale nacque, nel capoluogo piemontese, il primo CDI seguito da analoghe iniziative in molte altre città italiane, è stato anche uno dei primi membri del Consiglio Direttivo di ASPHI. 

Il premio ASPHI è andato al lavoro di ricerca della giovane imprenditrice torinese Alessia Bertoldi "Brain Information Technology". Si tratta di un'idea che presenta alcune affinità con il progetto coordinato da ASPHI COGITO (vedi articolo a pag…). Anche in questo caso infatti il lavoro procede con la stretta collaborazione di personale medico e scientifico ed è finalizzato alla riabilitazione cognitiva. Il progetto di ricerca ha consentito l'identificazione e la sperimentazione di metodologie e strumenti di valutazione e stimolazione dei processi logico-cognitivi, mediati dalle moderne ICT, volti a favorire la riabilitazione cognitiva nei soggetti affetti da malattia di Alzheimer e idonei all'inserimento nel piano di trattamento presso le strutture di competenza e nei programmi di mantenimento domiciliari.

Tra le opere premiate, un altro lavoro potenzialmente orientato verso le finalità di ASPHI, era una tesi di laurea su "Modelli e interfacce di comunicazione testuale per sistemi di Eye Tracking", nell'ambito di sviluppo del progetto europeo COGAIN, da segnalare soprattutto per la volontà di allargare il numero dei potenziali utenti abbassando i costi del prodotto finale. All'autore, Fausto Calderazzo, quarto classificato, è andato comunque un premio. Ricordiamo infine Alessio Penna, al quale è stato assegnato il quinto premio, per il suo "Progetto e realizzazione di un sistema di acquisizione per sensori di spostamento in fibra ottica plastica"

Per saperne di più e leggere gli abstract dei progetti partecipanti è sufficiente collegarsi col sito: http://www.premiocdi.org/

 

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