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PARALYMPIC LEGACY: OLTRE I CONFINI

a cura di: Mario Bellomo - ASPHI Torino e Barbara Gulminelli - ASPHI Milano

Foto della sede della Fondazione CRT di TorinoLa Fondazione CRT, che aveva sostenuto i Giochi Paralimpici Invernali, organizza a Torino dal 14 al 18 ottobre una serie di appuntamenti , nel quadro del progetto Paralympic Legacy che ha, tra i propri partner, anche la Fondazione ASPHI per quanto riguarda l’aspetto delle tecnologie per le persone disabili.

Nel 2006 i Giochi Paralimpici Invernali hanno entusiasmato la città di Torino, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche dimostrando che i disabili, messi nelle opportune condizioni, possono superare molte barriere e raggiungere risultati inaspettati. Come non perdere questi stimoli e raccogliere positivamente tale eredità?

A tale esigenza risponde il progetto Paralympic Legacy, consistente in diverse azioni che avranno un primo momento forte nelle giornate dal 14 al 18 ottobre. In quell’occasione Torino accoglierà una settimana di eventi e appuntamenti sulla disabilità, concentrati essenzialmente su quattro temi: design, innovazione e imprenditoria; Turismo per tutti; Sport per tutti; Arte e cultura.

I PARTNERS DEL PROGETTO PARALYMPIC LEGACY

PARTNERSHIP ISTITUZIONALI:

  • WORLD BANK attraverso l’adesione alla GLOBAL PARTNERSHIP FOR DISABILITY AND DEVELOPMENT (GPDD) da questa istituita.

  • EASPD (European Association of service provider for people with disability)

  •  MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI Direzione per la Cooperazione allo sviluppo

  • CIP - COMITATO ITALIANO PARALIMPICO

  • MIUR – DIREZIONE PIEMONTE E VALLE D’AOSTA

  • ISTITUTO DI MEDICINA DELLO SPORT DI TORINO

PARTNERS:

  • RAI – Segretariato Sociale

  • Fondazione ASPHI

  • Fondazione PAIDEIA

  • Associazione “Turismo per tutti”

TECHNICAL PARTNERS:

  • Comunicazione : Weber&Shandwick

  • Logistica, trasporti e ospitalità: Ventana Group

 

Una molteplicità di eventi

In questo contesto non viene però dimenticato il tema delle tecnologie: la Fondazione ASPHI infatti organizza diverse iniziative (vedi riquadro). Si tratta di seminari e workshop su temi come la riabilitazione per pazienti adulti con patologie neurologiche (progetto COGITO); il percorso formativo per l'integrazione sociale dei disabili motori con lesione midollare o encefalica (progetto “e-life!”), e altro. Durante le giornate ci sarà inoltre la possibilità di visitare lo stand di ASPHI, con i più recenti progetti della Fondazione, e il percorso “Simulando”, per la sensibilizzazione al tema della disabilità.

Le giornate sono inoltre l’occasione per eventi di rilevanza internazionale. Si svolgerà infatti il 2° incontro Mondiale della GPDD (la Global Partnership istituita dalla World Bank), che svolgerà qui i propri lavori. Il 15 ottobre avrà anche luogo la Giornata Nazionale dello Sport Paralimpico, che si tiene in 9 città su tutto il territorio nazionale, coinvolgendo soprattutto le scuole. Il programma prevede la presentazione di videoconcorso nelle scuole, una partita di sledge hockey, un percorso per “sperimentare” sport e tecnologia per disabili e la presentazione del team paralimpico che parteciperà ai Giochi di Vancouver. Un altro evento rilevante è, il 16 ottobre, l’incontro tra EASPD e terzo settore, per creare contatto con la rete europea dei service providers per disabili (profit/non profit), ampliando così il tema della disabilità ben al di là dell’ambito sportivo.

In concomitanza con questi eventi principali, sono inoltre previsti numerosi “side events”: un “cartellone” di iniziative volte a promuovere e valorizzare al massimo le esperienze e le competenze esistenti in diversi campi ed a coinvolgere il pubblico. Per conoscere i dettagli di tutte le iniziative, ancora in corso di organizzazione quando questo articolo è stato scritto, visitare il sito http://www.fondazionecrt.it/paralympics/

SPIRITO SPORTIVO E TECNOLOGIE

Abbiamo rivolto alcune domande a Tiziana Nasi, Presidente del C.I.P. (Comitato Italiano Paralimpico) Piemonte, sui punti di contatto tra le tecnologie e lo sport per le persone disabili.

D.: Quali sono le ragioni e le finalità della collaborazione tra ASPHI e CIP Piemonte?
R.: Direi che in un certo senso facciamo lo stesso lavoro: cerchiamo il recupero delle persone, noi attraverso lo sport, ASPHI attraverso le tecnologie. Questa unicità di intenti si vede anche dal fatto che spesso collaboriamo con gli stessi partner, come il CTO o la Fondazione CRT. Questo percorso è in grande, positiva evoluzione. Non credo che come CIP saremmo arrivati a siglare un accordo con il Politecnico, se non ci fosse stato di base il lavoro che ASPHI fa da tanti anni.

D.: Creare abilità e valore sociale e migliorare la qualità della vita: in che modo questi obiettivi di Paralympic Legacy corrispondono a tali finalità?
R.: Questa è un’altra tematica che ci unisce. In questo momento sia noi che ASPHI, come anche la Fondazione CRT, siamo impegnati raccogliere, per non vanificarla, l’eredità paralimpica del 2006 nelle sue tematiche portanti: la capacità della persona disabile non solo di “integrarsi” ma anche di avere davvero successo, di riuscire, di superare i suoi limiti. Collaboriamo per diffondere questa idea servendoci, appunto, ognuno dei propri strumenti e percorsi per una finalità comune.

Sci alpino - particolare di un monosciD.: In che modo le tecnologie più innovative, soprattutto in campo ICT, contribuiscono a migliorare le situazioni di disabilità, in campo sportivo?
R.: La tecnologia ci aiuta molto. Accennavo prima all’accordo da noi siglato col Politecnico: in questi ultimi tre anni abbiamo avuto la collaborazione di tre ingegneri che hanno seguito i nostri giocatori di hockey, migliorando la loro attrezzatura. Ricordiamo che, per l’atleta disabile, l’attrezzatura è qualcosa di molto particolare, molto diverso dal normale (ad esempio, un giocatore di hockey su ghiaccio non sarà in piedi, ma su slittino). Oltre ad avere un ruolo importante, deve essere in qualche modo “personalizzata”, strutturata secondo i diversi casi. Infatti, non esistono solo le tre “grandi categorie” dei paraplegici, amputati e ciechi, ma in ciascuno di questi gruppi ci sono tante diverse sottoclassificazioni. Un altro caso in cui la tecnologia viene in aiuto alla persona, è in tutti quegli sport che sono controllati dal cronometro, in cui ci sono dei tempi compensati a seconda della disabilità dell’atleta. Ad esempio consideriamo, nello sci, una persona amputata sotto il ginocchio che gareggia con una amputata sopra il ginocchio e con una amputata alle braccia: sono tre condizioni molto diverse, pur essendo tutti “standing” (che praticano uno sport stando in piedi, ndr), quindi verranno loro tolti decimi o centesimi di secondo per rendere le loro prestazioni paragonabili. Ci sono software che gestiscono queste situazioni. Un altro ambito nel quale la tecnologia viene in aiuto degli atleti disabili, è quello della simulazione: ad esempio in previsione di una gara, uno sciatore cieco può prendere confidenza con la pista, conoscendola attraverso appositi programmi.

D.: Quali possibilità e previsioni vedete in merito alla collaborazione con ASPHI per il futuro?
R.: Auspico che prima o poi potrà essere firmato un protocollo a livello non solo piemontese, ma anche nazionale. In ogni caso, continueremo a porci delle mete comuni, nell’ottica della massima collaborazione. Ci sono molti punti di unione fra noi, uno stesso modo di vedere: la filosofia di ASPHI e la nostra hanno in comune il porsi degli obiettivi elevati, il lavorare con impegno, il “fare squadra” e collaborare con gli altri, l’avanzare magari per piccoli passi ma con costanza, con progressi che si vedono giorno dopo giorno, l’atteggiamento positivo e propositivo verso le sfide… Questo è il vero spirito sportivo, nelle gare come nella vita, per le persone disabili come anche per tutti noi.

 

La parola agli organizzatori

Il punto di partenza di Fondazione CRT nell’organizzare questo evento è quello di portare all’attenzione di tutti i casi eccellenti che hanno saputo cogliere e vincere la sfida dell’inclusione, in quanto “una società che sappia includere le esigenze speciali e farle proprie potrà essere una società che incrementa la qualità della vita di tutti i cittadini e coglie con creatività le spinte innovative, reinventandosi con flessibilità per proporre soluzioni vincenti: nell’arte, nell’innovazione, nell’accessibilità, nel turismo, nell’impresa”. Abbiamo voluto porre alcune domande ai portavoce della Fondazione in merito a questo progetto. Ecco le loro risposte.

D.: Perché si è sentita la necessità di un progetto come questo?
R.: Questi eventi sono dei “pretesti” per concentrarsi sul tema della disabilità. Si tratta di raccogliere l’eredità del lavoro passato: dopo aver attivato un meccanismo sul territorio, riportare ancora una volta l’attenzione al tema della disabilità, questa volta non solo dal punto di vista emotivo, ma con una maggiore attenzione ad altri aspetti, ad esempio sottolineando l’interesse che può rappresentare questo mondo dal punto di vista economico in vari settori, dando sempre più spazio a una forma mentale che vede la disabilità come valore piuttosto che come costo sociale. L’altro obiettivo è quello di portare all’esterno l’esperienza fatta sul territorio, creando delle sinergie e collaborazioni, a vantaggio di tutti. Una spinta molto innovativa nella progettazione e nella ricerca può provenire proprio dalla disabilità e lo studio di nuovi strumenti serve a capire che la disabilità non è un fatto di categoria ma un fatto temporaneo, momentaneo e legato al contesto esterno. Si potrebbe quasi dire, vedendo la questione da un punto di vista un po’ paradossale ma corretto, che l’uomo è la “specie disabile” per definizione, in quanto ha basato la sua evoluzione sul costruirsi “protesi” (vestiti, strumenti, attrezzi…) e così ha conquistato questo pianeta.

 

Atleti di HandBike

D.: ASPHI è uno dei partner del progetto. Quali sono state nel tempo le caratteristiche e le finalità della collaborazione tra ASPHI e Fondazione CRT?
R.: La collaborazione con ASPHI è iniziata nel 2004 col progetto “Vivomeglio” e si è intensificata per svolgere attività intorno all’evento Paralimpiadi. È apparso subito chiaro che ASPHI aveva un approccio alla disabilità particolarmente apprezzabile dal nostro punto di vista, non solo per via dell’esperienza maturata in 30 anni di attività, ma anche per la sua capacità di intersecare altri temi propri di Fondazione CRT (ricerca, tecnologie, tecnologie per la scuola, università…). Conoscendosi, si è verificato che erano molte le possibili attività in comune e da qui sono nati il progetto “e-life”, un vero lascito positivo delle Paralimpiadi, e il progetto Cogito, il primo da noi interamente finanziato.

D.: In che modo questa collaborazione si inserisce nel contesto di Paralympic Legacy?
R.: Il punto di contatto è la comune ricerca della tecnologia a favore della persona. Il limite del disabile può diventare limite “abilitante” nel senso che la tecnologia, la ricerca, lo sviluppo, sono orientati verso l’aggiramento o il superamento del limite. Il contatto con ASPHI ci ha permesso di mettere a fuoco l’attenzione su ciò che facevamo nel campo della disabilità, coordinando le varie iniziative sotto un minimo comun denominatore: il senso della disabilità come risorsa, in quanto progettare con attenzione ai disabili va a vantaggio di tutti.

TECNOLOGIE PER LA DISABILITA'

Chi è interessato a saperne di più sulle tecnologie per le persone disabili, può recarsi alle postazioni informative realizzate da ASPHI all’interno dell’evento o,meglio ancora, visitare “TecnologicaMENTE, il vero e proprio stand di ASPHI. Qui si potranno vedere progetti significativi in vari campi, tra cui:

  • progetto “e-life!”

  • i programmi europei per l’inclusione di AICA

  • i software per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento di cooperativa Anastasis

  • Telecom: soluzioni per la città accessibile

  • applicazioni di tecnologia “eye tracking” a cura di EASYLABS

  • le soluzioni di Torino Wireless

  • progetto MWA con IBM (infomobilità per tutti)

  • progetto “Easy walk” con la Regione Piemonte

  • Microsoft: tecnologie per l’inclusione

Interessante anche una visita a “Simulando”, il percorso per la sensibilizzazione alle diverse forme di disabilità e ai possibili strumenti a disposizione (vedi: http://www.asphi.it/ASPHInforma/N.20/Simulando.html).

ASPHI organizza infine diversi eventi, sintetizzati nella tabella qui di seguito.

intervento "ASPHI e le sue esperienze internazionali"
Dr. Carlo Orlandini (Presidente ASPHI)
14/10/2009
p.m.
convegno "COGITO ergo riabilito"
(la riabilitazione per pazienti adulti con patologie neurologiche e/o cerebrovascolari)
15/10/2009
h. 09.15
workshop COGITO
(dimostrazione pratica con il pubblico presso il Presidio Sanitario San Camillo)
15/10/2009
h. 15.00
workshop "e-life!"
visita guidata con demo e presentazione presso la Unità Spinale ASO CTO Torino
15/10/2009
p.m.
closing plenary session Sessione finale: “ICT for an inclusive society” 16/10/2009
h. 16.15

Si consiglia comunque, poiché questo articolo è stato scritto necessariamente con notevole anticipo rispetto all’evento, di verificare ogni informazione con quanto contenuto nei siti www.asphi.it e http://www.fondazionecrt.it/paralympics/

 

Momenti di una partita di hockey su ghiaccio

CHI E' LA FONDAZIONE CRT

La Fondazione CRT è un ente privato non profit interamente dedicato alla crescita economica e sociale del nord ovest d’Italia, in particolare del Piemonte e della Valle d’Aosta. La Fondazione CRT prende forma nel 1991 dalla privatizzazione della Cassa di Risparmio di Torino, costituita nel 1827 per tutelare i risparmi delle classi meno abbienti e che destinò fin da subito una parte dei ricavi ad attività di interesse pubblico e utilità sociale. La mission di oggi della Fondazione CRT affonda le proprie radici in questa istanza filantropica che ne costituisce la sostanziale ragion d’essere nel rispetto delle regole di trasparenza e di libero mercato. Pur avendo uno status privato, la Fondazione ha una valenza di carattere collettivo che ne orienta l’operato in direzione degli interessi comuni e pubblici del territorio di riferimento. La Fondazione persegue esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico, orientando la propria attività e destinando le risorse in tutti i settori del sociale: dalla conservazione e valorizzazione dei beni artistici e delle attività culturali alla ricerca scientifica; dall’istruzione e formazione alla sanità e assistenza alle categorie sociali deboli; dalla protezione civile e tutela ambientale all’innovazione negli enti locali. Le risorse erogate dal 1991 ad oggi ammontano a circa 1 miliardo di euro: la continuità e la portata di questo impegno rendono la Fondazione CRT motore primario dello sviluppo economico, sociale e culturale del Piemonte e della Valle d’Aosta.

Il passaggio della fiaccola paralimpicaD.: Quanto ritenete che siano importanti le tecnologie ICT in un contesto di sviluppo del potenziale delle persone?
R.: I supporti e le tecnologie per disabili, che potrebbero essere costosi, lo sono molto meno se grazie a loro i disabili assumono un ruolo attivo, diventano “attori” e potenziali clienti. È redditizio in ogni senso pensare al fatto che ci siano dei mercati che si possono sviluppare, dei mercati che non occorre andare a cercare lontano e che sono, oltretutto, etici.

D.: Quali prospettive vedete in merito alla collaborazione con ASPHI per il futuro?
R.: Da bravi piemontesi, andiamo coi piedi di piombo! Ma ASPHI è stata riconosciuta come un’eccellenza nel suo campo. Con le Paralimpiadi prima e ora con questo progetto, la collaborazione sta andando oltre i limiti classici e tradizionali del finanziamento. Credo che non possa che continuare a svilupparsi e crescere, anche perché con questa linea di Paralympic legacy noi vogliamo trovare una sorta di filo conduttore che includa tutte le attività da noi promosse che riguardano la disabilità. Ciò vuol dire automaticamente che una realtà come ASPHI diventa sempre più allacciata a livello di collaborazione, al di là di un semplice sostegno ai progetti.
Ecco perché vogliamo allargare il campo al di là delle attività che riguardano specificamente la disabilità, spostando il focus non tanto e non solo sulla tecnologia, ma anche sull’inclusione.

 

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