RIQUALIFICAZIONE

 

 

ATM Milano - Corso di riqualificazioneUN NUOVO LAVORO NELLA STESSA AZIENDA

di:  Roberto Campi - responsabile progetto per ASPHI

A Milano, ASPHI riqualifica i lavoratori dell’azienda dei trasporti (ATM) divenuti inidonei, attraverso una formazione in informatica e un successivo accompagnamento in nuovi ruoli lavorativi.

L’iniziativa sperimentale ”Progetto di Riqualificazione Informatica Inidonei” realizzata da ATM (Azienda Trasporti Milanesi) e ASPHI, ha l’obiettivo di riqualificare professionalmente il personale ATM divenuto inidoneo alla mansione di appartenenza per ragioni di salute.

Per queste persone, che per motivi sanitari sono attualmente occupate in ruoli a bassa proficuità, è stato costruito un percorso consistente in due fasi.

Prima una formazione informatica in aula finalizzata alla acquisizione delle competenze informatiche di base con l’obiettivo dell’ottenimento della “patente informatica” ECDL Start.

Quindi un successivo inserimento all’interno di diversi settori aziendali della stessa ATM di particolare importanza, come ad esempio l’area Sistemi Informativi, con opportuno accompagnamento per ottenere il miglior risultato in termini di valorizzazione delle risorse, a vantaggio sia dei lavoratori che dell’azienda.

Per ATM, società attenta agli aspetti sociali (vedi riquadro), si è trattato di un’attività sperimentale: una “innovazione nell’innovazione”, come l’ha definita il Direttore Risorse Umano e Organizzazione , il Dr. Alessandro Mio.

IL SISTEMA WELFARE ATM

Il sistema di Welfare aziendale nasce in ATM nel 1998 e nel 2005 diventa una ripartizione interna alla Direzione Risorse Umane, in riporto diretto con il Direttore. Vengono poste a sistema azioni coordinate riguardanti tutti gli ambiti di vita delle persone quali la salute, la conciliazione dei tempi e le pari opportunità, l'accesso alla casa per il fenomeno dell'immigrazione lavorativa, lo staff involvement in attività di solidarietà sociale, il Social Case Management e così via, con l’obiettivo di migliorare condizioni lavorative e individuali delle personale di ATM.

 

Formazione e successivo inserimento

La formazione è stata tenuta da docenti ASPHI presso il “Campus”che è il Centro di formazione di ATM, una moderna struttura didattica situata nei pressi della fermata San Donato del capolinea della linea 3 della metropolitana milanese.

Il corso ha avuto inizio ad aprile 2009, per la durata di ben 33 giornate per ciascun lavoratore, con una frequenza settimanale di 3 giornate, e si è concluso in luglio.

Gli allievi hanno in questi mesi alternato l’attività di formazione con quella lavorativa.

La formazione in aula si è svolta con modalità frontale, il numero volutamente limitato dei discenti e le specifiche metodologie didattiche messe a punto da ASPHI negli anni, l’utilizzo costante di modalità interattive per il coinvolgimento della classe, hanno fatto sì che ogni persona potesse essere seguita in modo personalizzato.

L’obiettivo della formazione in questa fase è stato da una parte fornire agli allievi una ampia conoscenza di base del computer nel suo complesso (le competenze informatiche di partenza erano molto eterogenee) e dall’altra prepararsi adeguatamente all’esame per la patente europea nella sua versione Start.

Gli argomenti trattati durante il corso sono stati:

I docenti, durante l’intero corso, hanno cercato di alternare momenti di apprendimento di concetti e nozioni ad altri volti all’esercitazioni pratiche con l’obiettivo di consentire agli allievi di cominciare ad acquisire uno specifico linguaggio ed una adeguata autonomia professionale.

Ogni allievo ha sostenuto gli esami relativi ai diversi moduli (argomenti) ECDL alla fine dello scorso luglio. Per ottenere la patente ECDL Start è necessario raggiungere il 75% di risposte corrette a tutti i 4 moduli. I risultati sono stati molto positivi: ben 7 allievi hanno conseguito con votazioni altissime la Patente ECDL Start, gli altri hanno superato gli ultimi moduli a settembre, nella sessione di recupero.

Nella seconda fase del progetto, da settembre a novembre, saranno inserite tre/quattro persone al mese per il progressivo percorso inserimento nei diversi settori aziendali.

Questa delicata fase prevede per ogni persona inserita un collega di riferimento per facilitare un effettivo inserimento produttivo. Questo accompagnamento avverrà in stretta e continua collaborazione con ASPHI fino al definitivo ricollocamento in azienda.

 

Il parere dei partecipanti

I lavoratori che hanno preso parte a questa iniziativa, intervistati in merito verso la fine dell’iter formativo, si sono detti molto soddisfatti sia di ciò che hanno appreso, sia del rapporto umano sviluppatosi all’interno del corso, fra allievi e con i docenti.

Alcuni moduli (in particolare ACCESS) sono risultati un po’ ostici e, secondo il parere di alcuni, sarebbe stato opportuno non inserirli nel programma, concentrandosi solo sui quattro da portare all’esame. Altri invece, nonostante la difficoltà, ritenevano importante aver seguito anche questi moduli, per loro cultura generale e per possibili sviluppi futuri. Questa capacità di (ri)trovare una motivazione e un entusiasmo ben canalizzato è, per ASPHI, il più importante dei risultati. Molti hanno infatti sottolineato come sia stato positivo poter di nuovo fare un progetto di vita, ritrovare l’entusiasmo in un momento in cui, per età (tra i 30 e i 45 anni) e soprattutto per i pesanti problemi di salute avuti, rimettersi in gioco non è così facile. Tutti erano dunque con forti aspettative nei confronti del nuovo inserimento che li avrebbe riguardati dopo l’estate: contiamo quindi, a tempo debito, di raccogliere le loro esperienze in merito anche alla seconda fase di questo innovativo percorso.

 

IL PROGETTO PASSO PER PASSO

Per conoscere il progetto nei dettagli, abbiamo rivolto alcune domande ad ATM, iniziando dal Direttore Risorse Umane e Organizzazione, Dr. Alessandro Mio.

D.: Quali sono gli obbiettivi che ATM intende perseguire con questo progetto?
R.: Il progetto innovativo di investire in una sperimentazione di questo tipo, nasce dalla decisione di investire su chi ha una bassa proficuità per cause sanitarie, attraverso un progetto di riqualificazione, centrato su una competenza informatica ben distante dalla loro attuale occupazione. Ciò rappresenta una forte innovazione, sia dal punto di vista della cultura organizzativa, sia da quello della storia delle persone.

D.: Perché avete privilegiato proprio l’ambito informatico? E da dove è nata la scelta di appoggiarvi ad un partner come ASPHI?
R.: Due sono le ragioni della scelta dello strumento informatico. Da un lato, ci serviva uno strumento che consentisse di superare limiti anche di tipo fisico, dall’altro la competenza informatica si apre a ventaglio sull’intera organizzazione. Con ASPHI avevamo già collaborato in passato ed abbiamo valutato che si trattasse del partner ideale in quanto, oltre ad avere una conoscenza specifica della disabilità, è una struttura con una competenza altamente qualificata, che si avvale di strumenti e metodi che abbiamo ritenuto molto interessanti. Pensando soprattutto alla tipologia di dipendenti interessati, con un vissuto personale particolarmente gravoso, abbiamo valutato che ASPHI avesse una modalità di lavoro idonea ad agevolare queste persone nel loro percorso di sviluppo, e così è stato.

 

Prosegue ad illustrare il progetto Simona Zandonà, Responsabile Servizi Sociali e Medicina del Lavoro della DIREZIONE RISORSE UMANE.

D.: In che modo sono state coinvolte le parti sociali?
R.: Il progetto è diventato, fin dall’inizio, un elemento di dialogo e rapporto: è stata costituita una “Commissione inidonei”, nella quale c’è la rappresentanza del coordinamento RSU e di due funzioni del personale (Servizi Sociali e Organizzazione).

D.: Quali sono stati i criteri di selezione delle persone da voi adottati?
R.: Inizialmente si è svolta un’attività di preselezione del gruppo, in base a criteri come l’età (e quindi lo sviluppo della vita lavorativa previsto per la persona), il fatto che la persona svolgesse un’attività sostanzialmente a bassa proficuità e che avesse avuto un problema di salute tale da coinvolgere l’intera sfera psicofisica, ecc. Ne sono emersi 45 soggetti, fra i quali sono stati selezionali, per la prima sperimentazione, 10 lavoratori, scelti in base alla loro motivazione, alla propensione verso l’informatica, alla volontà di “fare gruppo”, e anche al fatto che nei 10 casi di questa prima sperimentazione rientrassero problematiche sanitarie di tipo diverso. Infatti alcuni hanno problemi di deambulazione, altri situazioni degenerative, altri ancora problematiche più di natura organica, differenti da queste, e così via.

D.: Qual è il suo giudizio su questo progetto e sulle attività svolte?
R.: Sono emerse due cose molto interessanti. Una è l’importanza e la forza rappresentata dal gruppo, come valore e leva motivazionale. Quindi la complicità fra i componenti, capaci di sostenersi per un obiettivo condiviso offerto e strutturato dall’azienda. L’altro è la metodologia: la concretezza che ASPHI ha portato in aula, è stata a nostro parere vincente, sia per l’ apprendimento, sia per la relazione. La risposta degli allievi è stata sempre molto positiva, con una frequenza delle lezioni vicina al 100% mentre, da parte di alcuni colleghi inizialmente si sono generate delle distanze, ma credo che questo sia abbastanza ovvio quando si affronta un’attività totalmente nuova: il cambiamento in atto provoca un iniziale diffidenza. Comunque, col passare del tempo, le cose sono cambiate: sono stati espressi numerosi giudizi positivi da più parti, c’è una soddisfazione generale ed è come se si fosse innescato un pensiero condiviso e virtuoso, per l’azienda e le sue persone.

D.: Quali sono ora i prossimi passi e quali gli sviluppi per il futuro?
R.: Da ora è prevista la fase “formazione on the job”, che naturalmente è molto delicata, ma per la quale siamo preparati e credo non avremo zone scoperte. Abbiamo previsto per ogni persona, oltre al tutor di ASPHI, un tutor all’interno della direzione. Al coordinamento di questa fase del progetto parteciperemo, oltre che l’area Sistemi Informativi (come riferimento per la competenza informatica), anche noi come Human Resource.
Per quanto riguarda il futuro, naturalmente contiamo di replicare questo progetto, con caratteristiche simili a quelle realizzate. L’obiettivo è che questa riqualificazione inidonei sia messa a sistema, che diventi un percorso costante sulla base delle richieste informatiche dell’azienda e delle esigenze degli inidonei che hanno le risorse per affrontare un ciclo di riqualificazione di questo tipo.

 

Passiamo dunque, dopo la formazione, alla fase dell’inserimento in azienda nel nuovo ruolo. Ce ne parla Roberto Andreoli, direttore Sistemi Informativi e Tecnologie.

D.: L’area Sistemi Informativi è già stata coinvolta durante il corso, accompagnando il progetto fin dall’inizio?
R.: Esattamente. Di fatto l’informatica è in un periodo di forte crescita ed espansione all’interno dell’azienda: quando è stato proposto questo progetto, abbiamo accettato di buon grado. Trattandosi di personale interno, abbiamo quindi potuto seguirli e coinvolgerli fin dall’inizio e, dall’altra parte, i responsabili delle varie aree interne alla Direzione Sistemi Informativi e Tecnologie si sono interessati fin da subito, segnalando le proprie esigenze e ipotizzando quali sarebbero state le persone da inserire. Gli allievi sono stato via via sempre più interessati e partecipi: cominciavano a venire per chiedere e informarsi…si è creato un rapporto molto bello.

D.: Quali sbocchi si prevedono per questi lavoratori?
R.: Noi di attività da sviluppare ne abbiamo molte: dipende dalle predisposizioni di ciascuno. Come azienda abbiamo scelto la strada di analizzare le predisposizioni e da lì trovare la migliore collocazione. Infatti far sì che siano loro a scegliere l’area nella quale preferiscono operare è decisamente meglio, in quanto molto più incentivante. Il tutto con elasticità: sarà sempre possibile cambiare area a percorso iniziato, se le circostanze lo richiederanno.

 

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