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FORMAZIONE |
OBBIETTIVO COOPERATIVE SOCIALI
di: Cristina Manfredini - ASPHI Bologna
Un’esperienza nuova è stata quella del corso, concluso lo scorso mese di giugno, rivolto ad educatori professionali, per qualificarli nell’ambito delle tecnologie di supporto all’integrazione scolastica e sociale.
ll progetto è stato realizzato da Didacta Onlus (ente costituito da ASPHI e dalla cooperativa Anastasis), un'Associazione rientrante negli organismi di Formazione Professionale accreditati dalla Regione Emilia Romagna, finanziato dalla Provincia di Bologna nell’ambito del programma adattabilità.
Grazie a uno stretto raccordo con il territorio regionale, da qualche anno realizza interventi rivolti alle figure professionali (formatori, operatori della mediazione, insegnanti di sostegno, ecc.) che a vario titolo intervengono nei percorsi di integrazione scolastica, sociale e lavorativa delle persone disabili.
ll progetto realizzato si inserisce all’interno di questo scenario, intendendo dare una risposta concreta ai bisogni formativi degli educatori professionali che vogliono conoscere le tecnologie assistite utilizzabili nell’ambito dei servizi.
Il percorso compiuto
Iniziato nell’ottobre 2008, il corso aveva come scopo principale quello di formare e aggiornare gli educatori (che, una volta entrati nel mondo del lavoro, hanno poche occasioni per farlo), qualificandoli sul tema delle tecnologie per l'integrazione e l'autonomia delle persone disabili.
Per raggiungere l’obiettivo, abbiamo contattato varie Cooperative per condividere il progetto di corso. Le due cooperative CADIAI e SOCIETA’ DOLCE di Bologna hanno pensato di investire in questo percorso formativo, per fare crescere le competenze dei loro operatori e beneficiare di una ricaduta nei contesti lavorativi, riconoscendo il tempo degli educatori come attività “lavorativa”.
A loro è stata proposta una bozza di programma con l’obiettivo di dialogare sui temi di interesse. Inizialmente si è pensato di costruire due impianti formativi, il primo specifico per gli educatori che lavorano nei centri diurni e il secondo per quelli che lavorano nella scuola. Per questioni di finanziamento, non è stato possibile strutturare due corsi paralleli con il coinvolgimento conseguente di un maggior numero di docenti.
Abbiamo chiesto ai referenti della formazione delle due cooperative di descrivere i vari ruoli e contesti lavorativi degli educatori, per conoscere la loro professionalità e le difficoltà che maggiormente incontrano nel lavoro quotidiano, con gli utenti e gli studenti disabili. In seguito a questa fase si scambio, si è arrivati alla costruzione dei moduli formativi.
Abbiamo concordato i criteri e i requisiti per la partecipazione al corso, tra questi è stata messa in evidenza la conoscenza base del computer, l’uso di internet e posta elettronica. Le Cooperative hanno attuato la fase di selezione degli educatori, arrivando a comporre una classe di 14 (8 di CAIDAI e 6 di SOCIETA’ DOLCE, impegnati in funzioni diverse: alcuni di loro operano in ambito scolastico, altri in centri diurni per disabili sia minori che adulti).
L’iter formativo ha avuto una durata di 150 ore, di cui 120 di lezioni in aula e 30 di “project work”. L’impianto organizzativo e formativo (già attuato e verificato durante due edizioni del Master “Tecnologie per la qualità della vita” in collaborazione con l’Università di Bologna) ha visto coinvolte nella docenza diverse competenze sul territorio, professionisti e Enti specializzati. La proposta formativa voleva anche far conoscere varie realtà territoriali, Centri specializzati di secondo livello sul tema delle tecnologie (Ausilioteca) e Centri documentazione per l’integrazione.
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LE COOPERATIVE DICONO
SOCIETA’ DOLCE
COOPERATIVA SOCIALE CADIAI |
Punti forti e punti deboli
Come detto, si trattava di una delle prime esperienze di una realtà come ASPHI nel coinvolgimento delle cooperative sociali del territorio Regionale e, da questo punto di vista, il ritorno è stato nettamente positivo. Dai feed-back e dalle valutazioni effettuate, mirate ad individuare gli elementi di forza e gli eventuali punti di criticità, sono emerse alcune osservazioni valide per esperienze future, o per simili attività formative.
L’eterogeneità dei partecipanti (educatori della scuola e dei centri diurni) è risultata essere un elemento positivo per la ricchezza nello scambio dei punti di vista, ma a volte critico per la diversità dei contesti di lavoro e delle esperienze quotidiane. In questo senso l’idea iniziale di organizzare due gruppi di educatori, divisi per ambito di lavoro, ritorna come proposta da valutare.
Trattandosi di un corso teorico, metodologico ma anche pratico sull’uso di tecnologie, chi non aveva competenze informatiche di base ha poi trovato maggiori difficoltà nell’utilizzo di strumenti anche presso le sedi di lavoro. Si è però riscontrato una buona atmosfera di aula, dove i più competenti hanno attivato azioni di supporto.
Un importante risultato raggiunto: quello di facilitare agli operatori la conoscenza di servizi e centri sul territorio, come nuovi punti di riferimento per il loro lavoro (Ausilioteca, Centri di Documentazione), dando loro una dimensione professionale più completa e orientata.
L’impostazione del corso con panoramica sulle diverse disabilità ha permesso di avere una visione allargata e quindi di affrontare temi anche non strettamente collegati al lavoro attuale degli educatori. Per qualcuno certe tematiche sono risultate lontane alla loro quotidianità, ma per la maggior parte è stato importante come arricchimento professionale, sapendo che l’utenza varia e di conseguenza le difficoltà da affrontare.
In conclusione, i 14 educatori protagonisti di questa esperienza l’hanno reputata molto utile e formativa, tanto da richiedere approfondimenti anche su altri argomenti. Con le cooperative si è istaurata una collaborazione volta al confronto per migliorare i servizi.
L’attività di valutazione
L’attività di valutazione è stata realizzata da CESVIP (CENTRO SVILUPPO PICCOLA E MEDIA IMPRESA).
Le dimensioni che sono state indagate:
attinenza del percorso rispetto alle attese
grado di applicazione degli insegnamenti
clima d’aula
contenuti del corso
preparazione del personale docente
moduli formativi
organizzazione e sede dl corso
adeguatezza delle infrastruttura/strumentazione
Gli strumenti utilizzati per l’indagine:
questionario intermedio
questionario finale
È stato redatto un report che ha descritto vari aspetti: un esempio il tempo previsto per il project work è risultato abbastanza soddisfacente; tutti i punteggi relativi sono positivi e la media corrisponde a 3,7 su 5.
Tutti i partecipanti hanno ritenuto che la fase di project work abbia permesso una ulteriore acquisizione di competenze, assegnando mediamente a questo aspetto un valore di 4,2 su 5. Ancora più positivamente è stata valutata la ricaduta del lavoro di project work nelle diverse realtà lavorative dei partecipanti: la media delle valutazioni corrisponde a 4,3 su 5. Alcuni commenti lasciati a proposito del project work riguardano sia la tempistica sia le ricadute sull’effettiva attività lavorativa dei corsisti.
Qualcuno ritiene che 30 ore siano state un po’ strette, qualcun altro segnala che il periodo in cui è stato realizzato il project work non è stato ideale (marzo – giugno), visto il carico di lavoro in questi mesi dell’anno. È stata sottolineata la ricaduta positiva nel contesto lavorativo ma anche la necessità di vedere l’effettiva riuscita nel tempo a seguire.
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ASPHI – COOPERATIVE SOCIALI: UNA COLLABORAZIONE IN CAMMINO Questo corso si inserisce all’interno delle attività svolte da Fondazione ASPHI in collaborazione con il mondo delle cooperative sociali. Nell’ambito della diffusione di Strumenti tecnologici per l'accreditamento e introduzione delle tecnologie assistive nei servizi alla persona, il progetto nasce da un percorso comune avviato da Legacoop Sociali Emilia Romagna, la Fondazione ASPHI e CoopFond, con l'obiettivo di accompagnare e qualificare l'uso delle tecnologie assistive nell'ambito dei servizi alla persona erogati dalle imprese sociali di Legacoop nel territorio regionale. Infatti il maggiore posizionamento delle cooperative sociali nel mercato dei servizi, l'uso sempre più diffuso delle nuove tecnologie, la trasformazione del welfare e la recente approvazione della normativa sull'accreditamento, “impongono” l'avvio di un percorso volto a supportare le cooperative sociali nel processo d'introduzione delle nuove tecnologie, con il fine di favorire la diffusione di una nuova cultura e di migliorare, più in generale, il sistema delle imprese sociali. Sempre nell’ambito della formazione rivolta a operatori delle cooperative, è partito il 7 settembre 2009 un corso, finanziato dalla Provincia di Bologna sul tema: “Miglioramento della competitività delle imprese sociali attraverso l’ICF”. Partecipano con grande interesse 13 Coordinatori e tecnici delle cooperative CADIAI, AIAS, Casa Santa Chiara di Bologna. |