RICERCHE

 

 

LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PER I DISABILI

di: Celestino Grassi e Pierluigi Arnao - Fondazione ASPHI Roma

Come è cambiata la Pubblica Amministrazione dal 2003 ad oggi nell’ambito delle tecnologie informatiche, a vantaggio delle categorie deboli?

Una risposta a questa domanda può venire dall’analisi dei progetti che, negli stessi anni, hanno partecipato al concorso PA Aperta, che viene bandito e organizzato da Forum PA e ASPHI per premiare gli esempi di “buone prassi” provenienti da comuni, regioni, scuole, università, enti pubblici e altri tipi di servizi della PA in tutt’Italia. Questa ricerca è stata fatta dai volontari della Fondazione ASPHI, sede di Roma, che hanno analizzato tutti i progetti partecipanti a PA Aperta negli anni (circa 780), traendone alcune considerazioni degne di nota.

 

I progetti per zona geografica, tipo di ente e argomento

Una prima valutazione è quella relativa alla provenienza dei progetti partecipanti, dal punto di vista sia geografico, sia degli enti che li hanno presentati. Come si vede dal Grafico 1, tutte le regioni d’Italia sono presenti, ma con prevedibili differenze. Il Sud, a parte la Campania, è poco presente, mentre le punte d’eccellenza riguardano Emilia-Romagna e Toscana, seguite da Lazio, Lombardia, Veneto e Piemonte.

Meno scontata è forse la provenienza dei progetti in base al tipo di ente che li ha sviluppati. La prima impressione (Grafico 2 a) è quella che la maggior partecipazione provenga dalle amministrazioni comunali, mentre quelle regionali e le università rappresentino i fanalini di coda. In effetti questo è però vero solo in valori assoluti, mentre se consideriamo le strutture partecipanti in percentuale su quelle esistenti nella loro categoria, le cose cambiano. La seconda immagine che proponiamo per questa analisi (Grafico 2 b) riporta gli enti partecipanti rappresentati, anziché in valori assoluti, in percentuale sul totale delle rispettive categorie. Così si nota che i progetti proposti dalle Amministrazioni Regionali si collocano tra l’80 e il 90%: quasi tutte le Regioni sono presenti, anche se il numero dei progetti da loro presentati non può essere, per forza di cose, numericamente significativo sul totale dei 780, essendo le regioni italiane solo 20. Allo stesso modo, risultano attive le università italiane (praticamente tutte partecipano con progetti) e le amministrazioni provinciali, mentre purtroppo non si può dire lo stesso delle amministrazioni comunali: sugli 8000 Comuni presenti sul nostro territorio, un esiguo 2% ha partecipato a PA Aperta nel corso degli anni (ma va anche considerato che circa la metà dei comuni non supera i 2000 abitanti). Ancora più povera la presenza delle scuole che però, rispetto ai Comuni, hanno forse meno stimoli ed occasioni – visto che i loro destinatari sono molto diversi da quelli degli enti comunali – ed anche meno continuità e potere decisionale nella gestione dei finanziamenti.

Quale era la finalità dei progetti partecipanti? I più significativi numericamente (Grafico 3) sono stati quelli per l’integrazione sociale delle categorie svantaggiate, che hanno anche conosciuto un incremento pressoché costante negli anni. Da segnalare il fatto che le azioni per promuovere l’accessibilità, pur significative come numero totale, abbiano segnato una contrazione negli ultimi tre anni; eppure l’esigenza di una reale accessibilità ed usabilità dei siti Internet è tutt’altro che superata. Allo stesso modo, sarebbe auspicabile una crescita della terza categoria, quella relativa alle azioni per la formazione e l’abilitazione delle fasce deboli all’utilizzo delle nuove tecnologie, numericamente ancora poco significativa.

Grafico 1
Grafico 2a
Grafico 2b
Grafico 3

 

Innovatività, destinatari e finanziamenti

Passando ad un’analisi anche qualitativa, si osserva che i progetti sono stati, per la stragrande maggioranza, riferiti ad azioni effettivamente concluse (Grafico 4) e questo è sicuramente un elemento positivo. Anche l’innovatività dei soggetti, come si vede, è soddisfacente, anche se ancora migliorabile; a questo proposito è importante sottolineare che, fra i progetti esaminati, abbiamo trovato molti esempi di eccellenza, vere e proprie “punte di diamante” ancora troppo poco note e poco divulgate.

Nello stesso grafico sono anche sintetizzati altri due aspetti da noi analizzati, cioè quello dei destinatari dei progetti partecipanti e delle fonti di finanziamento che essi sono stati in grado di ottenere. Le attività sono state destinate , nella gran maggioranza dei casi, ai propri utenti finali (cittadini), mentre meno frequenti sono le esperienze rivolte al personale interno (dipendenti) se si escludono le grandi strutture dove il rilevante numero di dipendenti giustifica progetti ad hoc . Per quanto riguarda i finanziamenti, si presenta ancora limitato il ricorso a fonti private o comunitarie (UE), appoggiandosi ancora quasi totalmente alle risorse pubbliche. Il Grafico 5 riporta gli stessi valori in una suddivisione in base al tipo di ente: le iniziative rivolte ai propri utenti interni sono maggiori, prevedibilmente, negli enti centrali, mentre la capacità di ottenere finanziamenti da privati o da programmi comunitari è maggiore (anche se pur sempre limitato) nell’ambito delle amministrazioni regionali.

Infine, alcune valutazioni di tipo qualitativo sono state fatte in merito all’impegno dei diversi soggetti verso il tema dell’accessibilità e dell’usabilità negli anni. In questo caso è difficile fornire dati precisi, trattandosi di valutazioni molto soggettive; un aumento dell’impegno si è visto, negli ultimi anni, soprattutto da parte degli Enti Centrali e, per quanto riguarda la specifica problematica dell’usabilità dei siti Internet, da parte delle diverse scuole.

Grafico 4
Grafico 5

 

COS’E’ IL PREMIO “PA APERTA”

Il premio “PA Aperta”, indetto e organizzato da Forum PA con la collaborazione di ASPHI, è un’iniziativa a favore della cultura dell'inclusione delle categorie deboli o svantaggiate, avente lo scopo di:

- sensibilizzare i cittadini sui temi legati alla non discriminazione ed all'integrazione

- sostenere azioni concrete per favorire le pari opportunità e l'inclusione sociale

- promuovere la conoscenza delle buone prassi a livello locale, nazionale ed europeo

- favorire la cooperazione tra tutti gli attori delle politiche a favore delle fasce deboli

L’insieme dei partecipanti, tra i quali troviamo numerosi esempi di eccellenza ancora poco noti e non sufficientemente divulgati, ben rappresenta l’attenzione della PA verso le categorie deboli, e in particolare nei confronti delle persone disabili.

Per saperne di più sui progetti che hanno partecipato a “PA Aperta” vedi http://portal.forumpa.it/

 

< Ritorna al SOMMARIO N. 38