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IN CLASSE GRAZIE AL COMPUTER
E ALLA COLLABORAZIONE DI COMPAGNI E INSEGNANTIdi: Luca Enei e Cristina Manfredini - ASPHI Bologna
In questo articolo riportiamo l’esperienza di una scuola che si è messa in gioco nell'utilizzo di tecnologie multimediali per la comunicazione a distanza, per favorire la partecipazione alle attività della classe ad una studentessa (la chiameremo R.) impossibilitata a seguire in presenza le lezioni.
Il progetto da noi seguito ha l’obbiettivo di favorire la comunicazione con la classe e l'apprendimento da parte di una studentessa che per motivi di salute non può seguire le lezioni in presenza. È nato in seguito alla richiesta di consulenza di alcuni insegnanti, interessati ad utilizzare le tecnologie per la comunicazione a distanza come supporto alla didattica “tradizionale”, ed è in corso di svolgimento nell'Istituto Professionale di Stato per i Servizi Commerciali Turistici e della Pubblicità Aldrovandi Rubbiani di Bologna, nell’anno scolastico 2009-2010.
La situazione di R. (classe I settore Grafico) è tale da non consentirle la normale partecipazione alle lezioni, in quanto a causa della sua patologia, alterna periodi di frequenza scolastica a ospedalizzazioni e a lunghi periodi di degenza domiciliare. È in attesa di un trapianto che le impedirà la frequenza scolastica per più di un anno.
Il percorso effettuato
Il progetto si è avviato con l’inizio dell’anno scolastico in corso. Inizialmente abbiamo organizzato un incontro con il Preside e gli insegnanti, per la condivisione degli obiettivi e impostare la programmazione delle attività. Sono seguiti incontri specifici con gli insegnanti coinvolti, per conoscere il loro modo di fare didattica in base alle materie di insegnamento (settore grafico) e scegliere le strumentazioni utili per la comunicazione e l'apprendimento a distanza.
Il coinvolgimento di tutti gli studenti della classe, indispensabile per la riuscita delle attività, ha avuto inizio con la giornata di presentazione del progetto. È stato un momento importante, dove con i ragazzi si è potuto riflettere sulla situazione della loro compagna di classe che purtroppo non era presente. Abbiamo condiviso che la condizione di non poter frequentare la scuola per motivi di salute può essere vissuta, anche se momentaneamente, da tutti, ed è quindi di interesse generale sperimentare modi diversi di fare lezione anche con l'utilizzo di tecnologie per la comunicazione a distanza. Alla classe è stato chiesto un forte coinvolgimento per quanto riguarda sia gli aspetti tecnici - ad esempio predisporre la strumentazione prima della lezione - sia la partecipazione nella comunicazione.
La sperimentazione con il caso di R. è iniziata con il forte sostegno del Preside Prof. Aurelio Alaimo e la partecipazione attiva di tre insegnanti, che hanno messo a disposizione le loro competenze e il loro tempo (prof. Stefano Giacovelli, insegnante di sostegno; prof. Felice Bellanti, insegnante di sostegno; prof.ssa Paola Manzini, referente per il sostegno e prof. Enrico Piglia, insegnante di disegno professionale), per mettere a sistema gli strumenti e le nuove modalità di fare didattica. Altri insegnanti si sono resi disponibili per favorire l'inclusione della studentessa alle lezioni delle loro materie di insegnamento.
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Durante la prima consulenza offerta agli insegnanti, sono stati presentati vari strumenti di comunicazione a distanza, sia gratuiti che commerciali, sperimentati da ASPHI in questi ultimi anni in diversi contesti educativi. Si è arrivati alla scelta condivisa di utilizzare:
una piattaforma VoIP gratuita (Skype) per la comunicazione audio-video, ed una piattaforma di condivisione del desktop (sempre gratuita) per poter trasmettere i contenuti della lezione. Si è scelta la via del software gratuito per rendere più facilmente ripetibile l'esperienza, evitare spese improponibili alla scuola e per la facilità d'uso da parte degli insegnanti e della studentessa
un computer portatile in classe e uno a disposizione della ragazza, perché meno ingombranti e facilmente trasportabili
due web-cam HD: una per la classe ed una per la studentessa
un microfono radio per l’Insegnante.
In classe, per motivi di sicurezza, ci si è dovuti organizzare con un armadio chiuso a chiave, dove a fine lezione viene riposta tutta la strumentazione.
I primi collegamenti a distanza sono avvenuti in situazione protetta, tra la scuola e ASPHI, per permettere agli insegnanti di misurarsi con la presenza degli strumenti in classe e con un nuovo modo di fare lezione. Gli insegnanti si sono poi impegnati nel preparare e gestire la lezione con modalità e tempi diversi, tendo conto della presenza di una studentessa a distanza e della classe in presenza. In questa fase è stata garantita la presenza degli operatori di ASPHI, come supporto (se necessario) e come osservatori per raccogliere eventuali aspetti migliorabili nei successivi collegamenti. Da subito è stato significativo il coinvolgendo dei ragazzi, che si sono responsabilizzati nel sistemare ogni mattina gli strumenti, ma anche nel sostenere la relazione a distanza.
L’utilizzo degli strumenti è stato giorno per giorno ottimizzato, dal punto di vista tecnico e organizzativo, ma anche per quanto riguarda la qualità della partecipazione e comunicazione tra insegnanti, studenti in classe e la studentessa a distanza.
Il continuo confronto e scambio tra gli operatori di ASPHI e gli insegnanti, ha fatto emergere i problemi e le possibili soluzioni a vantaggio di un avanzamento veloce delle attività, verso la riuscita degli obiettivi. Questo atteggiamento partecipativo fa sì che le decisioni prese come gruppo di progetto siano portate avanti con motivazione.
Le attività si sono dunque avviate e stanno procedendo con soddisfazione da parte di tutte le persone coinvolte: preside, insegnanti, studenti.
Gli aspetti che rendono questo progetto a nostro giudizio rilevante sono: il forte coinvolgimento della scuola nel complesso per favorire l’inclusione di R.; la motivazione degli insegnanti, che rende possibile la crescita e la diffusione di competenze nell’uso delle tecnologie per l’apprendimento e la comunicazione a distanza; la partecipazione degli studenti, che sostengono il processo a distanza favorendo la relazione con R.; le competenze tecniche e la disponibilità di R., che facilitano i collegamenti.
Prime riflessioni
Premesso che il progetto è ancora in corso ed è stato pensato per la durata dei primi tre anni scolastici di R., è già possibile trarne più che un bilancio vero e proprio, alcune riflessioni che possono guidarci nel proseguimento delle attività e dare anche utili indicazioni per analoghe esperienze future.
La presenza costante. Emerge anzitutto un aspetto importante: gli insegnanti riferiscono che, effettuando tutti i giorni il collegamento con la ragazza, la classe rimane in comunicazione con lei, non percepisce la sua assenza da scuola e viceversa. Così facendo non c’è perciò la sensazione di un taglio netto: la partecipazione, anche se a distanza, evita quella sensazione di non sapere dove è R., cosa fa, o quando torna. Per la ragazza è di forte sostegno sia per quanto riguarda gli aspetti dell’apprendimento che dal punto di vista della relazione con i compagni.
Il coinvolgimento della classe. I compagni di classe partecipano attivamente e con responsabilità. Gli insegnanti all’inizio dell’anno erano dubbiosi rispetto a questo aspetto, avevano infatti descritto i ragazzi come una classe non facile, e per questo non erano convinti fino in fondo che essi potessero contribuire, anzi temevano che per loro fosse l’ennesima occasione per distrarsi. Così invece non è stato, confermando il fatto che l’integrazione è un processo che coinvolge tutti, studenti, insegnanti e scuola.
L’importanza di prendersi il giusto tempo. Gli insegnanti inizialmente, sicuramente in buona fede, volevano procedere con tempi più veloci di quanto non sia avvenuto, per far sì che la ragazza non perdesse le lezioni sin dall’inizio dell’anno. Ma nel procedere, si sono resi conto che gestire il cambiamento del modo di “fare didattica” ed organizzare la classe, sono cose che richiedono il giusto tempo e le prove necessarie. È più importante non deludere le aspettative degli alunni a distanza, ma anche in presenza, quindi il processo non deve essere accelerato, ma il tutto deve essere sperimentato e conosciuto perché appreso ed utilizzato in modo consapevole e partecipato.
Il coinvolgimento di altri insegnanti. Questo procedere con fiducia da entrambe le parti ha portato ad un secondo risultato importante: diversi insegnanti, inizialmente estranei al progetto, si sono incuriositi ed interessati alla nuova modalità e spontaneamente si sono offerti di partecipare alle attività.
Possibili sviluppi
Questo progetto è naturalmente aperto a cambiamenti e miglioramenti, volti ad ottimizzare i collegamenti e l’efficacia della didattica a distanza. Trattandosi di una scuola tecnica in cui si lavora molto al computer in laboratorio, stiamo dotando anche tali laboratori dei software necessari alla trasmissione dei contenuti della lezione di laboratorio a distanza. In questo modo si dà anche all’insegnante la possibilità di verificare il lavoro che la studentessa a distanza sta facendo sul proprio PC. Il passo successivo sarà quello di introdurre in aula una LIM (Lavagna Interattiva Multimediale), in modo da avere un ausilio alla produzione di materiali digitali multimediali, utili e facilmente distribuibili non solo a chi è a distanza, ma alla stessa classe. L’idea è quella di strutturare e mettere a sistema uno spazio web dove trovare documenti e filmati, utili per lo studio a casa o per le attività di recupero. Inoltre, già la scuola ha organizzato i turni di insegnanti per attività di recupero pomeridiane e alcuni di loro si sono resi disponibili per utilizzare strumenti di comunicazione a distanza e per dar vita ad uno “sportello web”.
Per ulteriori informazioni:
Luca Enei - lenei@asphi.it - 051 277833
Cristina Manfredini - cmanfredini@asphi.it