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LAVORO |
PERSONE SORDE: UNA VERA INTEGRAZIONE
di: Barbara Gulminelli - ASPHI Milano e Marina Vriz - ASPHI Bologna
Non solo “integrarsi” nell’ambiente di lavoro, ma svolgere ruoli effettivamente operativi e rilevanti per il core business aziendale. Per raggiungere questo obiettivo, un progetto sperimentale INPS si è servito di una importante risorsa, spesso sottovalutata: i colleghi che lavorano a stretto contatto con i sordi.
L’integrazione in ambito lavorativo è spesso un’operazione più complessa di quanto appaia a prima vista. In particolare per le persone sorde, la cui disabilità comporta uno svantaggio in termini di relazione e comunicazione con il contesto ambientale in cui vivono, non è affatto facile raggiungere l’obiettivo di svolgere ruoli effettivamente operativi, con una componente di iniziativa e responsabilità pari a quella richiesta ai colleghi udenti. Questo svantaggio spesso si amplifica ulteriormente a causa del fatto che la persona sorda si trova a dover affrontare un ambiente non sempre sensibilizzato al riguardo e ciò conduce non di rado, ad una sua progressiva emarginazione e ad un non completo inserimento nei processi lavorativi.
I sordi nei processi produttivi
Un’effettiva integrazione lavorativa delle persone sorde nei processi produttivi: questo era dunque l’obiettivo di un progetto INPS, realizzato in collaborazione con ASPHI. “Si tratta - spiega Gianfranco Ammirato, formatore INPS - di una naturale conseguenza di due progetti precedenti, attuati sempre con ASPHI a partire dal 2004, che prevedevano rispettivamente un’attività di alfabetizzazione informatica e una formazione informatica di secondo livello (vedi riquadro, ndr). In questo caso, siamo andati oltre. Ci siamo domandati cosa fosse possibile fare al momento attuale per i colleghi sordi, in una fase che, per INPS, corrispondeva ad un periodo iniziale di ristrutturazione aziendale e riorganizzazione su tutto il territorio. Il passo successivo, dopo le attività già svolte, è stato quello di formare le persone sorde ai fini di un possibile inserimento nei processi produttivi, nel core business dell’azienda. Attualmente i sordi svolgono solitamente attività che si potrebbero definire di supporto alle attività produttive di “gestione pensioni e prestazioni a sostegno del reddito e di gestione del soggetto contribuente”. Occorreva allora stabilire la modalità migliore per realizzare questo nuovo obiettivo. Abbiamo scelto la strada del progetto sperimentale”.
Il ruolo dei colleghi udenti
Aggiunge il formatore INPS Vincenzo Maniscalco che, con il collega Pio Di Domenico, ha ideato il progetto: “L’idea è nata dalla partecipazione, nel 2008, ad un corso a Bologna tenuto dal Prof. Dino Giglioli, docente di ASPHI, nel quale veniva evidenziata l’importanza, per le persone sorde, del contesto relazionale, sottolineando molti aspetti che normalmente non vengono considerati, come i pregiudizi degli udenti, le reali difficoltà delle persone sorde e l’approccio corretto con loro. Quanto abbiamo appreso ci ha molto colpito, tanto che abbiamo deciso che la strada giusta poteva essere proprio quella di coinvolgere i colleghi udenti che lavorano a stretto contatto con le persone sorde, rendendoli parte attiva nella progettazione di percorsi formativi individuali rivolti ai colleghi sordi e nella successiva erogazione on the job. È partito dunque il progetto”.
L’attività è stata preceduta dall’individuazione delle persone sorde da avviare al progetto nelle tre regioni dove la presenza di dipendenti sordi è particolarmente significativa: Sicilia, Campania e Toscana. La partecipazione è avvenuta su base volontaria.
A tale fase, che ha visto l’adesione al progetto di 12 persone sorde, è seguita l’individuazione di 4/5 colleghi udenti, per ciascun sordo. A questi colleghi è stato affidato il compito di progettare, con l’ausilio metodologico di 3 formatori regionali - Delia Cottone, Salvatore Castro e Pio Di Domenico - un percorso formativo individualizzato “on the job” per ciascun collega sordo, finalizzato a sviluppare nello stesso nuove competenze operative nell’ambito dei processi produttivi.
Al fine di ottenere una progettazione coerente con gli obiettivi formativi e i destinatari, è stato realizzato un momento formativo, consistente in due giornate d’aula curate da ASPHI e tenute dal Prof. Giglioli, in cui sono state illustrate ai colleghi udenti le varie problematiche delle persone sorde nel mondo del lavoro, i pregiudizi che incontrano giornalmente e le modalità per instaurare una efficace relazione. “Questa attività di conoscenza e sensibilizzazione riguardo il mondo dei sordi è stata veramente coinvolgente e interessante - spiega Maniscalco - I partecipanti uscivano dall’aula entusiasti per aver appreso nuove ed inimmaginate chiavi di lettura del mondo dei sordi e affermavano di essere pronti a guardare ai loro colleghi sordi e alla sordità con nuovi occhi e con maggiore consapevolezza e di essere disposti a farsi promotori di tale cambiamento culturale all’interno della struttura aziendale”.
Un lavoro insieme
Nell’ambito del corso d’aula, i colleghi udenti sono stati divisi in gruppi in base ai team di lavoro di provenienza per ideare, sotto la guida del docente, concreti percorsi di apprendimento on the job finalizzati a rendere ciascun collega sordo autonomo nelle attività di lavoro. Tutti i partecipanti si assumevano quindi la responsabilità di proseguire quanto appreso, passando dai concetti teorici ad un’effettiva concretezza, che si sarebbe sviluppata nell’arco del 2009. Nello stesso anno sono state previste e realizzate circa 40 ore di formazione on the job per ciascuna persona sorda, considerando un massimo di due ore giornaliere, sotto la supervisione dei formatori regionali INPS. Tale formazione ha previsto inoltre la predisposizione di specifico materiale formativo (schede, manuali, etc.) e la definizione di momenti di verifica da effettuare a cura del formatore.
Queste occasioni di monitoraggio avevano la funzione di tenere sotto controllo l’andamento del progetto dal punto di vista non solo quantitativo (in tutto, sono state erogate, nelle tre regioni, 151 giornate di formazione), ma anche qualitativo.
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I risultati ottenuti
Quanto sopra descritto consente di poter trarre un primo bilancio dell’iniziativa. “I risultati - afferma Ammirato - sono positivi e incoraggianti. L’iniziativa è stata giudicata utile da tutti i partecipanti ed è stata anche produttiva, in quanto alcuni sordi hanno già cominciato a svolgere regolarmente e in autonomia le attività con le competenze apprese nella formazione on the job”.
“I maggiori aspetti di innovatività del progetto - aggiunge Ammirato - sono stati il coinvolgimento attivo dei colleghi udenti in progetti formativi riguardanti i colleghi con disabilità e il proporre ai colleghi sordi di confrontarsi con la realtà produttiva dell’INPS con l’obiettivo di provare a fornire un diverso e nuovo contributo al compimento delle attività istituzionali. Porsi tale obiettivo significa tentare di valorizzare i colleghi con disabilità nell’ottica della parità di trattamento tra i cittadini, da conseguirsi anche mediante la piena partecipazione alla vita lavorativa e sociale, oltre a rappresentare, a mio parere, un sicuro investimento in termini di produttività”.
Gli obiettivi, pienamente raggiunti, non erano infatti solo quelli della riqualificazione di persone svantaggiate, ma abbracciavano due direzioni differenti e complementari:
fare conoscere ai colleghi che lavorano a stretto contatto con i sordi la loro cultura, le difficoltà relazionali che incontrano sul posto di lavoro e le peculiarità dei loro processi di apprendimento;
ideare e definire un progetto formativo individualizzato on the job per il collega sordo, finalizzato a sviluppare le competenze operative dello stesso, nell’ambito dei processi produttivi.
Il progetto sperimentale INPS, in conclusione, muovendo dalla constatazione che le conseguenze negative della sordità non sono solo un fatto psicologico e quindi “privato” ma anche culturale e quindi “collettivo”, ha voluto svolgere prima di tutto un ruolo di corretta informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento; solo da qui si può infatti partire per offrire alla persona disabile le opportunità per un’effettiva integrazione in ambito lavorativo.
Per informazioni sui corsi realizzati da INPS con ASPHI: Marina Vriz staff@asphi.it
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I PRECEDENTI: UNA BUONA BASE INFORMATICA Questo progetto è nato da due precedenti progetti realizzati da INPS in collaborazione con ASPHI e precisamente:
Tali percorsi di formazione hanno rappresentato la necessaria premessa per il progetto di integrazione descritto in questo articolo. |