Sempre più piccolo
I dati più
stupefacenti relativi agli strumenti ICT hanno riguardato l’aumento sempre
più incalzante di prestazioni (a parità di dimensioni e costi) o la
riduzione di costi e dimensioni (a parità di prestazioni) e comunque sempre
più ampia interfacciabilità e integrazione. Percorriamo qualche esempio:
Dal PC al portatile: il personal
computer è oggi uno strumento diventato diffuso; con le possibilità che la
connettività Internet ormai consente, è possibile comunicare con tutti.
Dal portatile al PDA e al palmare: agli
inizi degli anni novanta apparve sul mercato il primo Personal Digital
Assistant (PDA). A causa delle sue dimensioni, non aveva una tastiera e
l’immissione dei dati era affidata al riconoscimento dei caratteri
manoscritti introdotti mediante uno stilo attraverso uno schermo sensibile
al tocco. Oggi i PDA sono più comunemente noti come "palmari". Il loro
successo sul mercato è crescente e le loro caratteristiche si sono molto
evolute.
Dal palmare al Tablet PC: nella direzione
di fornire maggiore portabilità senza perdere nella capacità di risoluzione
dello schermo, sono apparsi sul mercato i Tablet PC. Si tratta di portatili
ultrasottili, ultraleggeri e convertibili, nel senso che possono essere
utilizzati come tradizionali portatili o convertiti a semplice tavoletta. In
questo caso l’immissione dei dati avviene attraverso la penna, sullo schermo
sensibile, col vantaggio di offrire uno spazio ben più ampio di quello
offerto da un palmare. È di questi giorni l’uscita dell’Apple iPAD. Il 2010
sembra essere destinato a diventare l'anno del Tablet PC. In pratica tutti i
principali produttori di tecnologia consumer stanno uscendo con qualcosa di
sottile, dotato di interfaccia touch e amico dei social network.
L'evoluzione del tablet PC è simile a quella a cui stiamo assistendo su
laptop, netbook e smartphone: le società non stanno più vendendoci un
computer migliore bensì nuovi modi di utilizzo dei computer.
Tuttavia i
consumatori vogliono qualcosa di maggiormente portatile di un laptop, più
potente di un netbook e più confortevole di uno smartphone e un nuovo tablet
PC potrebbe rispondere a tutte queste esigenze, in modi molto diversi.
E i
disabili … più di altri sono in grado di apprezzare la “portabilità” di uno
strumento che fornisca le più importanti funzioni di un PC e sia sempre e
dovunque al loro fianco. Al riguardo però occorre fare alcune
considerazioni. Per chi è non vedente, lo strumento principale di immissione
è la tastiera. Il riconoscimento di caratteri manoscritti offerto dai
palmari, anche se è a favore della portabilità, non rappresenta una
soluzione: il ricorso alla tastiera è l’unico praticabile e in questo senso
i portatili e i Tablet sono preferibili ai palmari. I disabili motori che
hanno problemi di controllo del movimento potranno anch’essi trovare poco
usabile il ridotto spazio offerto dal palmare e potranno avere difficoltà ad
utilizzare lo stilo per immettere i caratteri manoscritti. Anche dovendo
usare una tastiera virtuale a scansione, troveranno più pratico uno schermo
più grande.
Il
progresso continuo delle tecnologie renderà presto disponibili sui palmari
tutte le applicazioni evolute utilizzabili sugli altri PC, migliorando
probabilmente la situazione. Tuttavia esisteranno sempre limiti, imposti
dalle non riducibili dimensioni dei dispositivi della tecnologia assistiva
(tastiere speciali, dispositivi speciali di puntamento, barre Braille,
sensori, ecc.) e dalle caratteristiche di alcuni deficit (ipovisione,
ridotto controllo della mano, ecc.).
Senza fili
La riduzione
di dimensioni e la portabilità hanno anche implicato l’esigenza di liberarsi
dai fili e di poter disporre sia di energia che di dati senza bisogno di
“cordoni ombelicali”.
Si sono
costruiti dispositivi atti a modulare nella banda dei gigahertz (GHz,
miliardi di cicli al secondo) e di dimensioni comodamente alloggiabili su
portatili e palmari. È così divenuto possibile costruire le Wireless LAN,
reti locali senza fili, mediante le quali possono interagire fra loro
dispositivi come PC, notebook e palmari, con le stesse funzioni operative
che avrebbero se fossero connessi da una rete cablata e con la possibilità,
a condizione che uno o più di essi siano collegati ad Internet, di operare
su tutta la rete. I vantaggi di questo tipo di collegamento sono evidenti.
È ovvio che
ogni disabile, come del resto chiunque altro nella stessa condizione,
troverà più pratico e conveniente avere la possibilità di essere
immediatamente collegato a Internet in presenza di un punto di accesso WiFi.
Un’altra considerazione è quella che, per i disabili motori che vogliano
conseguire una maggior autonomia all'interno della propria casa, la
disponibilità della tecnologia senza fili per collegare e gestire
dispositivi di automazione della casa, ciò che si definisce domotica, può
risultare più pratica e consentire maggiore libertà. Diversi sono quindi i
possibili aspetti positivi offerti dalle tecnologie wireless alle persone
disabili: l’effettivo vantaggio dipenderà naturalmente anche da fattori
legati al contesto in cui la persona opera, e cioè dall’effettiva
accessibilità dei prodotti disponibili.
Villaggio globale
Anche
Internet si è evoluto: Web 2.0 è il
termine utilizzato per indicare l'insieme di tutte quelle applicazioni
online che permettono uno spiccato livello di interazione sito-utente, come
blog, forum, chat, sistemi come Facebook, Youtube o Twitter, ecc. In questa
elevata interazione, anche molti strumenti cambiano: spesso alle icone
tradizionali si sostituiscono le "physical icons" (icone fisiche) dei
sistemi informatici domotico/ambientali. Negli anni '90, quando la lettura
di un documento a video risultava fastidiosa, l'utente ne catturava l'icona
col mouse, la trascinava sull'icona della stampante ed il gioco era fatto.
Oggi, con
iphone, Android o Microsoft Surface, quando risulta scomodo leggere l'e-mail
dal telefonino, lo si appoggia sulla stampante e il gioco è altrettanto
fatto! Ma il mouse non c'è più, è la mano a farne le veci.
Ma se le
icone grafiche negli anni '90 erano una barriera per il non vedente, cosa
dire delle icone fisiche di oggi? In questo campo siamo all'inizio e gli
ausili del mondo delle icone fisiche non hanno ancora raggiunto l'efficienza
che gli screen reader forniscono quando ci si muove sul desktop tra le icone
grafiche. Stanno però crescendo in fretta e lo fanno con una marcia in più:
le comunità di auto-aiuto digitali e l'open source. Sarà quindi necessario
continuare su questo cammino, sempre però con un’attenzione ad evitare il
rischio di esclusione. Inoltre, gli ausili non bastano: con il Web 2.0 ciò
che conta è la condivisione delle proprie esperienza: questo è un approccio
filosofico alla rete che ne connota la dimensione sociale, della
condivisione, dell'autorialità rispetto alla mera fruizione. Sebbene dal
punto di vista tecnologico gli strumenti della rete possano apparire
invariati (come forum, chat e blog, che "preesistevano" già nel web 1.0), è
proprio la modalità di utilizzo della rete ad aprire nuovi scenari fondati
sulla compresenza nell'utente della possibilità di fruire e di
creare/modificare i contenuti multimediali.