DISABILITA' COGNITIVA

 

 

GIOVANI CITTADINI DEL WEB

di: Giuseppe Persiani - ASPHI Bologna e Andrea Ustillani - Cooperativa ANASTASIS

Un giovane durante l'esame per conseguire la certificazione E-CitizenIl progetto ECO-Citizen ha coinvolto degli studenti dell’Istituto Mattei di San Lazzaro (BO) con lievi problemi cognitivi producendo risultati significativi sia a livello scolastico che individuale. Oggi alcuni di loro sono tra i primi ad essere in possesso della più recente delle certificazioni informatiche europee: E-Citizen.

Un’esperienza nuova per le scuole superiori, con l’obiettivo di sperimentare un’opportunità di integrazione per gli studenti con problemi cognitivi, anche attraverso una certificazione informatica europea. Una bella sfida, per i ragazzi che vi hanno partecipato, tutti con problemi cognitivi, ai quali erano spesso associate disabilità di tipo fisico. “La proposta è stata molto positiva – afferma Silvia Dall’Olio, insegnante di sostegno – perché, cosa non frequente, abbiamo avuto la possibilità di offrire qualcosa di veramente concreto a questi studenti, qualcosa che uscisse dal percorso scolastico tradizionale, integrando il loro curriculum e inserendosi nel loro Piano Educativo Individuale. Forse per la prima volta questi ragazzi, abituati a considerarsi meno degli altri e a dover “rincorrere” i diversi insegnamenti tradizionali, hanno fatto qualcosa in più rispetto agli altri, qualcosa di innovativo e utile, sia al momento presente che per il loro futuro. Sono migliorati in molti campi. Non solo nell’utilizzo del computer (dove pure hanno imparato a muoversi con disinvoltura, svolgendo ricerche specifiche), ma anche dal punto di vista della socializzazione e sotto l’aspetto dell’autostima: in una situazione nuova e stimolante hanno dimostrato di avere meno freni di quanto succedeva in aula e hanno tirato fuori le loro potenzialità. Tutti hanno raggiunto obiettivi di apprendimento molto superiori alle aspettative, dimostrando che la motivazione è l’ingrediente determinante. Spesso sono riusciti a stupire anche le loro famiglie, per come hanno affrontato con successo un impegno che era stato strutturato in modo molto preciso e si presentava consistente”.

 

Le premesse

Il progetto, nato grazie alla collaborazione tra ASPHI, AICA (Associazione Italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico) e l’Istituto Mattei di San Lazzaro (BO), ha visto anche la partecipazione di una psicologa esperta in problemi di apprendimento e di un formatore di Anastasis (Cooperativa che offre soluzioni per l’integrazione di persone svantaggiate), autore anche di programmi di formazione autodidattici e a distanza.

Da tempo ASPHI collabora con i test center di AICA che rilasciano le certificazioni informatiche europee nel ruolo di supporto nazionale per tutti i tipi di disabilità. Negli ultimi anni è stata rilevata una crescente richiesta di certificazioni da parte di persone con disabilità cognitive e un aspetto particolare riguarda le scuole, dove la percentuale degli studenti con disabilità cognitiva è significativa (20% sul totale dei disabili inseriti, stima 2008). È quindi emersa la necessità di offrire anche ai ragazzi con lieve disabilità cognitiva l’opportunità di imparare le caratteristiche base del computer, soprattutto nel suo utilizzo quotidiano nell’ambito di Internet e in tutte le opportunità che offre e certificando inoltre, quando possibile, queste loro nuove abilità. In tal senso veniva in aiuto la più recente delle certificazioni informatiche europee: e-Citizen (vedi riquadro). Gli operatori di ASPHI hanno dunque ipotizzato un percorso rivolto a ragazzi con disabilità cognitiva nelle scuole superiori, strutturandolo nei suoi vari aspetti e proponendolo all’Istituto Mattei, dove hanno trovato il massimo supporto. Il fatto di aver operato in un’ottica di collaborazione è stato determinante in questo progetto, anche per risolvere le varie difficoltà che, come vedremo, sono emerse in corso d’opera, riguardanti soprattutto gli adattamenti necessari alle diverse situazioni.

 

Un momento della formazioneAl di là della certificazione: un percorso di crescita

In un progetto di questo tipo si è rivelato subito importante tener conto dell’individualità dei singoli partecipanti, a partire dai colloqui e proseguendo nell’ambito delle formazione. La composizione del gruppo (formato da ragazzi e ragazze dai 16 ai 19 anni) si è presentata eterogenea, non tanto nell’ambito informatico o cognitivo, quanto nelle disabilità riscontrate. Per poter garantire la massima efficacia dell’intervento formativo, è stato quindi necessario differenziare l’approccio didattico per alcuni dei partecipanti, in particolare per uno studente con deficit visivo e per un altro con deficit motorio, per i quali è stato necessario attuare strategie didattiche specifiche, rispettivamente per ipovedenti e per disabili motori gravi.

Questa eterogeneità dei partecipanti ha reso più complesso anche il compito del docente, poiché gli alunni che avevano già una buona conoscenza del computer e forti aspettative riguardo la formazione rischiavano di manifestare insofferenza nei confronti di ritmi formativi troppo lenti. Per ovviare a tali problemi, si è deciso di dare alle lezioni un approccio a forte connotazione pratica, differenziando la quantità di esercizi per gli “esecutori” più rapidi rispetto a quelli più lenti. Inoltre, gli insegnanti e gli educatori si sono dichiarati disponibili – quando i tempi di esecuzione di alcuni studenti erano più lenti rispetto ad altri – ad approfondire il lavoro in ore extra durante la settimana. Queste attenzioni hanno consentito a tutti gli studenti di accedere al corso, stabilendo fin dall’inizio che, in ogni caso, ad ognuno sarebbe stato riconosciuto un attestato di partecipazione a testimonianza dell’attività didattica svolta, a prescindere dall’esito dell’esame finale.

 

Il momento dell’esame: un’esperienza nuova

Per sostenere i ragazzi nell’apprendimento si è dimostrato importante il ruolo degli educatori, non solo come supporto umano, ma anche – laddove possibile – come competenza e conoscenza dei contenuti delle certificazioni.

Gli esami si sono svolti proponendo a tutti i candidati entrambe le modalità possibili: quella manuale e quella automatica. Ne è emerso che, per queste persone con disabilità cognitiva, la modalità manuale (che permette un’aggiunta di tempo definita e non riscontra nessun problema con gli ausili) è sicuramente la più consona. Anche l’esperienza dell’esame è stata complessivamente positiva. Questi ragazzi si trovavano per la prima volta da soli davanti a una prova del genere, senza il possibile aiuto dell’insegnante di sostegno, e la situazione avrebbe anche potuto rivelarsi piuttosto ansiogena, ma così non è stato grazie al lavoro svolto in precedenza e ciò ha comportato un importante momento di soddisfazione, al di là del risultato. Tre ragazzi hanno ottenuto immediatamente la certificazione e uno è in procinto di ottenerla tra poco. Per una ragazza, inoltre, l’esperienza di questo corso ha avuto un impatto talmente positivo da decidere, dopo la scuola, di seguire una formazione specifica per lavorare in questo campo: si è trattato di un orientamento molto importante per lei e soddisfacente anche per la famiglia che ha visto, per la prima volta, la possibilità per lei di un lavoro soddisfacente e retribuito.

 

Dalla scuola al territorio

Un altro aspetto importante di questo progetto, è stata la messa in atto di un modello formativo “misto”, con l’alternanza di momenti di formazione in aula a momenti di ripasso in autoformazione, attraverso l’uso di materiali didattici multimediali semplificati e disponibili on-line. Questo tipo di esperienza può essere utile anche in altri ambiti, per la scuola in genere. “La scuola si è messa in gioco – afferma infatti Dall’Olio – credendoci ed è stata molto soddisfatta. Del resto, è veramente forte l’esigenza di trovare proposte come queste, che abbiano un forte valore per la crescita dei ragazzi e il loro curriculum, e vadano al di là delle lezioncine semplificate che a volte vengono proposte. Ora ci stiamo perciò attivando perché la cosa non finisca qui. Speriamo che il progetto vada avanti e si può farlo con l’aiuto del territorio, magari mettendo in rete altre scuole che potrebbero avere la stessa necessità e realizzando uno scambio di esperienze. Occorre quindi fare un lavoro di informazione alle scuole e di sensibilizzazione a livello territoriale per creare le condizioni perché un progetto di questo tipo, così utile per dei ragazzi in condizioni particolari, possa proseguire”.

Attualmente si sta lavorando per dare continuità all'iniziativa, A questo scopo si sta cercando di coinvolgere anche gli Enti Locali del territorio per mettere a punto un progetto pluriennale che preveda un graduale passaggio di competenze ai docenti, in modo da trasferire l'esperienza in un metodo di lavoro consolidato e continuativo.

Per informazioni: persiani.asphi@it.ibm.com

 

IL PROGRAMMA E-CITIZEN

E-Citizen è un nuovo programma di formazione di base, sviluppato dalla ECDL Foundation, che si occupa di diffondere e certificare in tutta Europa le competenze informatiche. In particolare, e-Citizen, programma per l’alfabetizzazione informatica di base, è stato perciò pensato come un primo “step” nel percorso di conoscenza informatica. Rispetto ad altre certificazioni, presenta perciò la specificità di essere rivolto a tutti i cittadini per aiutarli ad usufruire dei servizi internet ed abbattere così il divario digitale. È perciò diverso dalla Patente Europea del Computer (ECDL, che certifica invece gli skill degli utilizzatori del computer e di Internet ai più diversi livelli) e dal diploma EUCIP (per la certificazione delle competenze dei professionisti di informatica). Il programma e-Citizen dà modo di sostenere un test finale per la verifica delle competenze acquisite e la loro certificazione, dopo un percorso formativo suddiviso in tre parti: “Conoscenze di base” (del computer e di Internet), “Ricerca di informazioni” e “Accesso ai servizi in rete”.

Per approfondimenti: http://aicanet.net/certificazioni/ecitizen

 

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