STRUMENTI INFORMATICI

 

 

OPENICF: UN SUPPORTO ALLA CLASSIFICAZIONE ICF

di: Tullio Maccarrone - Cooperativa ANASTASIS

OpenICF è uno strumento aperto, orchestrato come un’azione di sistema a supporto dei vari profili professionali socio-sanitari che partecipano alla classificazione ICF della persona. Approfondiamo questo progetto di Anastasis e alcune attività correlate, condotte in collaborazione con ASPHI.

La classificazione internazionale ICF (vedi riquadro) sta diventando – e dovrebbe sempre più diventare – un linguaggio standard per chi si occupa di persone disabili, specie se nel contesto di percorsi “in rete”. È importante perciò determinare delle modalità di utilizzo di ICF che ne semplifichino la complessità senza sacrificarne l'espressività: in poche parole trovarne un approccio sostenibile.

Il percorso iniziato ormai cinque anni fa da Anastasis, sempre guidata dai suoi partner scientifici – in particolare Stefan Von Prondzinski – è stato quello di progettare e realizzare un sistema informativo basato su web a supporto dell'azione di sistema degli operatori che permetta, in particolare, la definizione di coreset personalizzati denominati "profili ICF". Si tratta di sottoinsiemi di item che descrivono protocolli di lavoro finalizzati alle esigenze delle diverse “tipologie” degli operatori, sia sanitari che sociali, che partecipano alla presa in carico della persona disabile: ad esempio gli psicologi, invece di doversi orientare nell'immensità delle checklist, dovranno valutare i soli dieci, venti o trenta item che sono stati ritenuti di interesse per loro.

Inoltre ogni operatore contribuisce con le proprie competenze – compilando quindi il proprio “profilo ICF” – alla descrizione della salute della persona stessa: l'unione degli sforzi tende a fornire una classificazione globale e completa che rispetta il modello “biopsicosociale” che ICF implementa.

Questo percorso è partito nel contesto di una serie di progetti FSE che hanno visto come capifila il Montecatone RI (Rehabilitation Institute), e prosegue con l'applicazione OpenICF, disponibile anche in una versione ad accesso pubblico all'url www.openicf.it.

 

Checklist Manager e Montecatone RI

Anastasis ha sviluppato, nell'ambito di un progetto del Fondo Sociale Europeo della Regione Emilia-Romagna, un'azione comunitaria per la progettazione e la realizzazione di una piattaforma software denominata Checklist Manager incentrata sul fabbisogno ICF del Montecatone RI.

Un item, definito nel dettaglio dei suoi diversi aspetti.Il lavoro è proseguito nell'ambito di altri due progetti FSE “estendendo” il percorso dell'utente nel territorio dopo la dimissione: intervengono con maggiore enfasi i fattori ambientali classificati da nuovi attori quali medici di base, operatori territoriali, assistenti sociali e terapisti occupazionali. Ad esempio la persona esce da un centro A con un determinata "descrizione icf", entra nel centro B con la stessa descrizione e ne esce con una descrizione più completa. Inoltre, la possibilità di monitorare l'evoluzione del profilo durante il percorso può costituire un importante strumento di valutazione, oltre che dei progressi della persona, dello stesso percorso riabilitativo. Il fascicolo del paziente viene quindi arricchito di informazioni di volta in volta diverse, ad esempio includendo il fatto che un determinato ausilio ha consentito performances superiori: si tratta di dati importanti per consentire a figure cliniche diverse di operare in un’ottica evolutiva.

Concepito e gradualmente perfezionato durante i tre progetti FSE, Checklist Manager è il frutto di un gruppo di lavoro composto da formatori ICF (Disability Italian Network, Stefan Von Prondzinski e altri) e medici ed operatori di Montecatone. Lo strumento è collocato su una piattaforma telematica fruibile, tramite Internet, da qualsiasi computer dotato di un browser e permette lo scambio delle informazioni e l’accesso a banche dati costantemente aggiornate.

 

Da singolo ospedale a rete territoriale

La Checklist Manager realizzata nell'ambito del progetto regionale FSE è stata realizzata con un software di tipo “proprietario” e mal si coniuga con lo spirito della progettualità allargata e della libera circolazione delle esperienze. Si avvertiva perciò la necessità di evoluzione della piattaforma in uno strumento opensource, aperto ed altamente inter-operabile: la cooperativa Anastasis ha quindi intrapreso il progetto Open ICF, nel cui contesto il portale www.openicf.it è solo un tassello di un percorso ricco ed articolato, che va dalla formazione e diffusione operativa della cultura ICF, alla collaborazione con una rete allargata di partner scientifici per una continua evoluzione degli strumenti informatici. Ne è un esempio la convenzione con il Centro Collaboratore dell’OMS, che ha sede a Udine presso l'Agenzia Regionale della Salute del Friuli Venezia Giulia e sta supportando la realizzazione del portale con contenuti importanti.

OpenICF si candida ad applicazione in rete grazie alla capacità di inter-operare con altre applicazioni già presenti sul territorio. In questo quadro, l'ASL di Bologna ha già inserito la piattaforma OpenICF all'interno della gamma delle proprie applicazioni, con servizio disponibile a partire da giugno 2010: tutte le strutture ASL per la disabilità del territorio utilizzeranno questa piattaforma per la classificazione ICF partendo dalle proprie cartelle,con un’ovvia razionalizzazione anche di tipo economico.

Lo storico delle valutazioni di un singolo item.OpenICF mette a disposizione strumenti analitici affinché si possa sfruttare appieno quella sorta di “memoria generativa” che ICF rappresenta per l'elaborazione, la gestione e la verifica piani assistenziali o a maggior ragione educativi: permettere per esempio la connessione fra valutazione di item di attività e partecipazione con fattori ambientali e ausili, significa essere in grado di evidenziare quali di questi modifichi in positivo o in negativo la performance rispetto alla capacità, e di poter conseguentemente lavorare per modificare il contesto al fine di diminuire il grado di disabilità della persona.

Anastasis, in collaborazione con Fondazione ASPHI, ha inoltre avviato nuovi progetti tra cui quello realizzato con Lega Coop e coordinato da ASPHI che mira a definire un modello per la qualità della presa in carico della persona disabile basato su ICF nel contesto dell'accreditamento regionale. Il progetto si svolge da metà 2009 a fine 2010 circa, nell’ambito dei servizi socio-sanitari accreditati affidati in gestione delle imprese sociali che fanno riferimento alla Lega Coop dell’Emilia-Romagna.

Per approfondimenti si rimanda al sito: www.openicf.it e per ogni altra informazione consultare www.anastasis.it.

IL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE ICF

Nel novembre 2001 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato un nuovo strumento (sistema) di classificazione delle condizioni della persona: International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF). Il nuovo sistema cambia radicalmente le idee generalmente accettate sulla salute e sulla disabilità. Infatti, mentre gli indicatori tradizionali si basano su "negatività", come i tassi di mortalità, l’ICF porta al centro dell'attenzione le "positività": la vita e il modo in cui le persone vivono e migliorano le loro condizioni per avere un'esistenza qualitativa, produttiva e arricchente. Questa diversa focalizzazione dovrebbe avere delle conseguenze sulla pratica medica, sulla legislazione, sulla politica sociale (per migliorare i trattamenti e l'accesso alle cure) e sulla protezione dei diritti degli individui e dei gruppi.

 

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