INSERTO

 

 

SPECIALE 30 ANNI - 2010


A cura di Paola Angelucci e Piero Cecchini.


 

IL PERCORSO NELLA SCUOLA

ASPHI da ormai 30 anni è impegnata fattivamente nel campo delle tecnologie informatiche in aiuto all'integrazione degli studenti con disabilità nella vita scolastica. In questa attività, l’attenzione è dedicata alla persona, ricercando da una parte le potenzialità, le motivazioni e gli eventuali bisogni educativi speciali, dall'altra gli accorgimenti tecnologici hardware e software che consentano un uso in autonomia del personal computer, per poter partecipare alle attività scolastiche in aula e a casa.

 

Il software educativo per favorire gli apprendimenti

Fin dai primi anni del cammino di ASPHI, si è ipotizzato che l'informatica potesse essere uno strumento in più per facilitare l’apprendimento. Questa intuizione ha acquistato credito con lo sviluppo e l’utilizzo dei primi sw educativi negli anni 80. Inizialmente con lo scopo di colmare carenze conoscitive di giovani non udenti (1985: progetto per verificare l’uso del PC a sostegno dei bambini audiolesi, nelle scuole elementari). Con logopedisti e insegnanti sensibili al problema, sono state condotte attività di ricerca azione, per aiutare i bambini sordi nell’apprendimento della letto-scrittura e per consolidare conoscenze elementari di ortografia, attraverso "giochi" al PC, che potessero essere ripetuti, variati e svolti in autonomia. Questa idea iniziale, su sollecitazione del mondo della scuola è stata estesa ad altri bisogni educativi speciali.

Nel 1986 è stato sviluppato ed attivato, in collaborazione con una Scuola e con il Comune di Bologna, il primo progetto ASPHI rivolto all'integrazione di bambine non vedenti. In quella occasione, per realizzare una effettiva integrazione si lavorò affinché le bambine potessero avere nelle loro classi di appartenenza postazioni individuali composte da Personal Computer e Barre Braille, in modo da condividere con i compagni e con le insegnanti le attività in classe (lettura, scrittura e calcolo). È nato così il primo embrione di “classe digitale”. I risultati furono molto incoraggianti e aprirono la strada in Italia alla possibilità per tutti gli alunni/studenti ciechi di accedere all’uso del computer nel percorso scolastico.

Un altro interessante filone di ricerca, portato avanti con la collaborazione di Psicologi, educatori, insegnanti, pedagogisti, è stato quello dello sviluppo di software educativi per aiutare i bambini che manifestavano difficoltà nell’apprendimento della letto-scrittura.

Per le esigenze dei bambini dislessici è stata introdotta, nel tempo, la possibilità di utilizzare la sintesi vocale (nata per aiutare le persone cieche), che allora era una innovazione assoluta e consentiva di potersi far leggere il testo direttamente dal computer.

L’attività di ricerca e sviluppo, sempre svolta in gruppi multi-disciplinari, è stata seguita da iniziative per la sensibilizzazione e la formazione dei docenti (curricolari e di sostegno), finalizzate all’uso consapevole degli strumenti per favorire processi di integrazione nel gruppo classe. La verifica dell’efficacia degli strumenti e delle metodologie è stata realizzata tramite progetti di ricerca azione svolti in collaborazione con le scuole e con i Provveditorati agli Studi (vedi schema inserito in ASPHInforma n. 2-2000).

 

Il problema Dislessia e gli interventi realizzati

Il tema dei bambini con problemi di dislessia (affetti da Disturbo Specifico dell’Apprendimento) e il contributo che le soluzioni ICT possono offrire per migliorare il loro percorso scolastico, hanno visto ASPHI costantemente impegnata in collaborazione con esperti e genitori in una serie di iniziative tra cui la realizzazione di un laboratorio sperimentale nella sede di Bologna aperto ai ragazzi dislessici, lo sviluppo di software prototipali (Contavoice, Qu-mat, …) e attività di informazione e sensibilizzazione sul tema.

APRICO in una primaria.L’esperienza più recente è rappresentata dal progetto APRICO, coordinato da ASPHI, svolto in collaborazione con l’Università di Modena-Reggio e l’Associazione Italiana Dislessia (AID) con un importante contributo della Fondazione Vodafone Italia. Il progetto della durata di tre anni, oltre alla realizzazione di laboratori informatici (dotati di strumenti hw e sw per l’aiuto a studenti dislessici) presso alcune scuole della Lombardia, ha prodotto strumenti e metodologie, a contenuto informatico, per l’individuazione precoce dei bambini a rischio dislessia (prove collettive di lettura e scrittura sotto dettatura guidate da computer) e per consentire attività di potenziamento (con un apposito sw) delle abilità di letto-scrittura.

Negli ultimi due anni sono stati coinvolti, nei territori di 14 regioni italiane, un centinaio di scuole per un totale di circa 2.800 bambini. Gli strumenti e le procedure realizzati, come previsto dal progetto, sono stati affidati ad AID affinché ne possa fare ampia diffusione sul territorio nazionale. La gestione dei risultati e la formazione dei partecipanti si è svolta anche a distanza, utilizzando le risorse della rete Internet. Informazioni su www.aprico.it

 

Le possibilità della rete

Quest’ultimo aspetto ci consente di sottolineare un elemento importante che ha determinato un grande cambiamento nel modo di agire, in questi ultimi anni: quello di operare attraverso gli strumenti di Internet. Anche nella scuola questa ha rappresentato una sorta di rivoluzione che ASPHI ha volentieri accolto e stimolato: praticamente tutti i progetti, da una quindicina d’anni a questa parte, si avvalgono della possibilità di formare a distanza, condividere esperienze e documenti, incrementare la comunicazione attraverso la rete.

Un esempio significativo è quello di "IntegrAzioni in Rete", realizzato in Emilia Romagna. Fulcro del progetto è il portale www.integrazioni.it nel quale vengono resi disponibili materiali e strumenti frutto di un felice connubio tra le pratiche d'integrazione scolastica e i modelli d'integrazione lavorativa. Tra di essi, particolare risalto hanno avuto i corsi on line, progettati e realizzati da diversi istituti scolastici del territorio, che hanno toccato argomenti molto diversi fra loro, dal supporto agli studenti in alcune materie scolastiche, al modo di affrontare le necessità della vita quotidiana. Ma anche esperienze di portata più ridotta, come ad esempio Handitutor, un servizio realizzato dall'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia in collaborazione con ASPHI attivo nel 2002/2003, sono ispirate alla stessa logica. In quel caso si trattava di sostenere l’azione didattica degli insegnanti di sostegno inseriti, come incaricati, all’inizio dell’anno scolastico, senza alcuna specifica formazione nel campo della disabilità.

In aggiunta a ciò, negli anni ASPHI ha portato il suo contributo ad altri portali di notevole importanza per la scuola, ad esempio partecipando, nel 2001, al gruppo di lavoro per la realizzazione del portale HANDITECNO, promosso da INDIRE, una struttura tecnica del Ministero della Pubblica Istruzione. Il portale ha l’obiettivo di diffondere la conoscenza, le esperienze e le metodologie degli ausili nella scuola anche attraverso ambienti interattivi di discussione tra insegnanti.

Lo scambio di esperienze attraverso strumenti di condivisione on-line ha portato anche, negli anni, ad una collaborazione con diverse università sul territorio nazionale, che è sfociato, dal 2006, in un laboratorio per studenti universitari disabili e tutor, promosso dal Servizio Disabili dell'Università di Bologna.

 

Alcuni esempi di progetti per l’integrazione scolastica

Il capire, nel corso degli anni, che gli strumenti informatici in ambito scolastico possono essere d’aiuto per situazioni molto differenti – dalla scuola materna all’università – ha portato a sviluppare una varietà di progetti di integrazione che hanno tenuto conto e coinvolto: studenti, insegnanti, famiglie e contesto circostante.

Nel 1995 Direzione Generale dell'Istruzione Professionale del Ministero della Pubblica Istruzione ha affidato ad ASPHI il coordinamento tecnico del Progetto Cigno. Il progetto, della durata di 5 anni, ha coinvolto numerosi Istituti Professionali del sud Italia, sotto la direzione scientifica dell’Università di Bologna e ha consentito di sviluppare pacchetti multimediali (software, videocassette, guide cartacee, etc.) finalizzati alla formazione dei docenti degli Istituti Professionali, per facilitare l’integrazione scolastica e migliorare il percorso verso il lavoro degli studenti con disabilità.

Nel 2003 ASPHI è stata coinvolta dalla Fondazione IBM Italia, nel progetto KIDSMART, che ha portato in diverse città del territorio nazionale, un “computer a misura di bambino” nelle scuole dell'infanzia, come strumento per apprendere, comunicare, giocare favorendo l’integrazione dei piccoli con disabilità.

E che dire del complesso e delicato ambito dell'autismo? Anche qui ASPHI si è impegnata negli anni per ipotizzare un possibile aiuto da parte delle tecnologie informatiche per migliorare l’autonomia personale dei bambini con autismo.

Nella scuola dell’infanzia, KIDSMART avvicina i bimbi al computer.

Nella scuola dell’infanzia,
KIDSMART avvicina i bimbi al computer.

Iniziative ASPHI per l’autismo.

 Iniziative ASPHI per l’autismo.

Un progetto interessante “Autismo e computer” è stato portato avanti in collaborazione con l’ ”Ambulatorio Autismo” dell’Ospedale Maggiore di Bologna ed ha visto il coinvolgimento di bambini/ragazzi, delle loro famiglie e dei loro insegnanti. Ha avuto lo scopo di verificare la reale opportunità di utilizzo del pc e delle nuove tecnologie nel percorso di apprendimento dei soggetti con Disturbo Pervasivo dello Sviluppo ed inoltre di testare se i software esistenti sono appropriati alle loro caratteristiche. Le esperienze, iniziate con la consulenza sui possibili strumenti informatici utilizzabili per i singoli soggetti, sono state monitorate durante il percorso per adeguare l'intervento ai traguardi via via raggiunti, e documentate attraverso tutti i materiali (cartacei e multimediali) raccolti.

I risultati di questo progetto sono state presentate in occasione del convegno “Autismo, tecnologie informatiche e scuola” tenuto nell’ambito della manifestazione nazionale Handimatica nel novembre 2004.

 

Aula digitale inclusiva: la didattica per tutti

Si è molto parlato di “integrazione” e questa potrebbe essere una delle parole chiave degli ultimi anni, nell’ambito della scuola (e non solo). Integrazione non solamente di diversi ruoli, professionalità e competenze, ma anche dei differenti strumenti disponibili, con l’obiettivo di realizzare un ambiente scolastico non “adatto ai disabili”, ma migliore per tutti.

Dal 2000 in avanti, la comparsa sul mercato internazionale delle prime LIM (Lavagna Interattiva Multimediale), accompagnate da software specifici per le attività didattiche, ha consentito ad ASPHI di sviluppare ulteriormente l'ambiente che chiamiamo "aula digitale inclusiva", ponendo a fianco della cattedra uno strumento interattivo, completamente nuovo, dedicato all'apprendimento condiviso. Un ambiente così strutturato consente di fare incontrare la multimedialità (comunicazione parallela su diversi codici basati su immagini, testi, suoni, filmati,..) e la multisensorialità (vista, udito, motricità, capacità cognitiva, emotività,..) delle persone. La lezione svolta utilizzando consapevolmente più codici comunicativi, può consentire a chi abbia una minorazione di utilizzare al meglio il canale più congeniale per comprendere e per comunicare agli altri il proprio pensiero.

Sin dal 2002 ASPHI ha messo a punto un modello di “aula digitale inclusiva”, cioè un'aula didattica con dispositivi digitali connessi tra loro (LIM, computer, videoproiettore, minicomputer, collegamento ad internet, …) e utilizzabili in modo da favorire la partecipazione di tutti gli alunni.
Schema dell'aula DigitalePer gli alunni con bisogni educativi speciali, sono presenti postazioni, con pc e ausili hardware e software, caratterizzate per le esigenze specifiche di ogni alunno. La postazione del docente è attrezzata con computer portatile collegato alla LIM, videoproiettore e accesso ad internet. All'interno di un'aula così strutturata, è possibile svolgere lezioni per la partecipazione di tutti.

Su questo tema ASPHI ha anche messo a punto (nel 2006) un modello formativo rivolto ad insegnanti, con l'obiettivo di accompagnarli passo a passo (con la modalità "imparare facendo") nella costruzione di una didattica multimodale inclusiva, che si innesti sulle competenze pregresse. È fondamentale, infatti, il ruolo dell’insegnante che nella veste di regista del processo di insegnamento/apprendimento, deve integrare strumenti e metodologie, per poter essere il facilitatore del processo di inclusione, trasformando così una generica aula digitale in un’aula digitale inclusiva.

Negli anni successivi, sono state realizzate diverse iniziative formative ed esperienze nelle scuole come ad esempio presso l’Istituto Comprensivo di San Pietro in Casale e di Porretta, entrambe in provincia di Bologna.

Molte sono le possibilità didattiche che possono essere aperte da un uso consapevole di queste nuove tecnologie perché, partendo dalle esigenze specifiche degli studenti con “bisogni speciali”, è possibile operare anche a vantaggio dell’intera classe.

IL CONTESTO LEGISLATIVO

Risale al 1971 la legge che sancisce il diritto allo studio per i disabili. Solo nel 1977, con la legge 517, si giunge però all’abolizione delle classi differenziali. Questo è stato un atto di grande civiltà, che da un lato ha sancito un diritto e dall'altro ha fatto emergere un dato di fatto: solo una società solidale, in cui la diversità è vista come ricchezza e la riduzione dell’handicap passa attraverso l’assunzione di responsabilità dell’intero gruppo sociale, consente il pieno esercizio di questo diritto.

In questo ambito l’azione di ASPHI è sempre stata quella di operare per esercitare un positivo ruolo di stimolo, nell’interesse dell’integrazione degli alunni disabili o svantaggiati. La collaborazione attiva con il MIUR si è manifestata nel corso degli anni, in particolare con la partecipazione di un esperto ASPHI sia al Comitato Tecnico, sia alla Consulta dell’Osservatorio Permanente per l’handicap istituito dal Ministero stesso.

 

LE CERTIFICAZIONI ECDL PER LA SCUOLA

Non c’è dubbio che in questi ultimi 30 anni l’informatica abbia conquistato terreno in ogni campo della vita e soprattutto in ambito professionale. Diventa quindi sempre più importante per chi si affaccia al mondo del lavoro non solo conoscere le tecnologie ICT, ma anche poter certificare questa conoscenza, come previsto dalla “patente informatica europea” ECDL.

Proprio in quest’ottica AICA, l’Associazione Italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico, che eroga l’ECDL in Italia, da diversi anni promuove la possibilità di conseguire la certificazione ECDL (Start o Full) anche per gli studenti delle scuole secondarie di primo grado e primarie di secondo grado. ASPHI, che è referente di AICA per quanto concerne la disabilità, opera affinché questa opportunità non sia preclusa agli studenti disabili o svantaggiati. Per questo offre un servizio di help desk sulle modalità di erogazione degli esami appropriate per ogni tipologia di disabilità e realizza progetti come ECDL a Lampedusa per gli studenti disabili di quell’isola, ed ECDL Start che ha prodotto materiale formativo mirato al conseguimento della ECDL adeguato alle varie tipologie di disabilità.

 

Una consulenza in corso di svolgimento presso STEP, all’ASPHI di Bologna in Via Arienti 6.

Una consulenza in corso di svolgimento presso STEP,
all’ASPHI di Bologna in Via Arienti 6.

 

 

COSULENZE PER LA PERSONA

La pluriennale esperienza maturata da ASPHI è convogliata,già dal 1999, nella realizzazione di un Centro di Supporto Tecnologico per l’Educazione della Persona (STEP). Si tratta di una struttura, ubicata presso la sede ASPHI di Bologna, nata per fornire a singoli e a gruppi informazioni, consulenza e formazione sull’uso di tecnologie in ambiente educativo, a fronte di disabilità sensoriali, cognitive e pluri-handicap. STEP comprende un centro di documentazione (completo di una biblioteca, una videoteca e una raccolta di esperienze sull’uso delle tecnologie), un laboratorio di computer e un ampio spazio per colloqui e incontri. Opera fornendo a singoli e a gruppi informazioni, consulenza formazione e supporto sull’uso di tecnologie in ambiente educativo, avvalendosi del supporto di esperti nelle specifiche disabilità, che lavorano in équipe, trovando soluzioni di volta in volta adatte ai singoli casi.

Oggi, alla consulenza in presenza, si affiancano attività di informazione e supporto a distanza, in videoconferenza, che consentono di raggiungere anche aree geograficamente lontane. Questa modalità di comunicazione viene generata da una richiesta alla quale, per dare una corretta risposta, si chiede di entrare nello specifico delle problematiche. Si crea quindi una comunicazione a più vie che può coinvolgere anche altri soggetti, quali ad esempio insegnanti e educatori, per avere uno spettro ampio degli obiettivi che si intendono perseguire con l’uso delle tecnologie e, di conseguenza individuare gli strumenti più opportuni che possano rispondere alle diverse situazioni.

In questo modo si stabilisce un rapporto, anche a distanza, che segue il soggetto nel suo percorso educativo.

 

 

 

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