PERSONAL
COMPUTER E AUSILI
Prima dell'avvento
dei personal computer, non era possibile creare delle
personalizzazioni, adattabili ai terminali non intelligenti. Essi
infatti non erano in grado di accogliere cambiamenti particolari, non
potevano, ad esempio, mostrare le informazioni in modalità diverse, o
definire tipi differenti di immissione.
I PC, fin dalla loro
comparsa, sono stati delle macchine piccole ma versatili; capaci, cioè,
di accogliere al loro interno delle personalizzazioni, o di mostrare i
dati usando maschere particolari.
Da quando i personal
computer si sono definiti come “standard”, il mondo è cambiato.
Non analizziamo ora i cambiamenti generali: limitiamoci solo a ciò
che questi cambiamenti hanno significato per i disabili.
Le persone disabili,
molto spesso, hanno solo bisogno di strumenti per sopperire ad una
mancanza, ad un deficit. Ad esempio, una persona non vedente non avrà
problemi nell’uso della tastiera: tutte le dattilografe veloci e
precise, da sempre hanno usato le macchine da scrivere guardando solo
il foglio da copiare. Il problema per una persona cieca è di sapere
quale sarà la risposta del calcolatore ad un comando immesso. Allo
stesso modo, una persona con problemi motori, cioè con difficoltà
nell’uso delle mani, pur essendo in grado di controllare lo schermo,
ha difficoltà nell’uso degli strumenti di immissione, tastiera o
mouse.
Se queste persone
hanno ausili adeguati a superare la loro mancanza, il loro deficit,
ecco che usare un computer diventa facile; anzi, dissolve le barriere
di esclusione e di differenziazione che si formano, loro malgrado,
intorno ai disabili.
L’avvento del
personal computer ha determinato proprio questo: dare ad ognuno la
modalità più consona alle sue possibilità per accedere ad uno
strumento che, per chiunque, ha rappresentato un salto in avanti nella
scuola, nel lavoro, nel tempo libero e, in generale, nell’accesso
all’informazione e alla cultura.
Ormai da più di
quindici anni si creano diversi tipi di ausili, strumenti hardware o
programmi, capaci, come vedremo, di fornire aiuto sia nel campo
riabilitativo che dell’accesso al computer. All’inizio gli ausili
erano “rudimentali”, semplici creazioni che lasciavano sperare nel
futuro ma che non risolvevano definitivamente i problemi; oggi, gli
ausili sono diventati apparecchiature o programmi sofisticati, in
grado di risolvere con successo anche i problemi delle persone con le
più gravi difficoltà.
Ci sono, ad esempio,
ausili in grado di controllare un intero appartamento: luci,
televisione, porte, finestre o altro, che permettono a disabili motori
gravi di gestire autonomamente, in modo intelligente, la propria casa.
Altri che consentono a persone non vedenti o ipovedenti una notevole
autonomia nella gestione di un PC, mettendole in grado di utilizzare i
programmi oggi più diffusi.
AUSILI DI
ACCESSO DI AUTONOMIA E DI RIABILITAZIONE
Una
distinzione importante va fatta tra l’uso dell’elaboratore per
l’handicap prevalentemente fisico/sensoriale e per quello che,
genericamente, viene definito come ritardo mentale o disabilità
intellettiva.
-
Nel caso di handicap fisico/sensoriale il computer è
un ausilio che consente di svolgere alcune funzioni che altrimenti
sarebbero precluse, una sorta di protesi che permette di sopperire
ad una funzione organica compromessa (strumento per migliorare
l'accessibilità e aumentare l'autonomia). La verifica
dell’utilità e la validità dell’ausilio è semplicemente
data dal criterio di funzionalità, direttamente accertabile
dall’utente finale.
-
In
situazioni di ritardo mentale, è invece l’operatore che si
serve dell’ausilio per interagire con l’utente (strumento di
riabilitazione). Per far
questo egli deve essere in grado di gestire e adattare l’ausilio
al proprio progetto: obiettivi, contenuti, linguaggio, tempi
verifiche. In tale situazione diventa essenziale la scelta del software e
delle modalità di utilizzo.
LA SCELTA
DEGLI AUSILI
Per quanto
riguarda l’hardware e i dispositivi elettronici, in generale non è
detto che gli apparecchi più costosi siano sempre i migliori: in
genere offrono maggiori possibilità di impiego ma risultano anche più
complessi nell’uso e richiedono, di norma, un addestramento più
lungo e impegnativo.
Occorre inoltre puntualizzare
come, quasi sempre, qualsiasi soluzione informatica od elettronica non
si completa con l’individuazione di uno specifico ausilio
tecnologico, bensì di un "sistema ausilio".
Ciò
dipende dal fatto che la persona disabile si rapporta con l’ambiente
mediante una serie di azioni svolte con "modalità" non
sempre comprensibili o efficaci: il compito dell’ausilio è
aumentare l’efficacia di queste azioni, se necessario compiendo una
elaborazione o una vera e propria opera di "traduzione" di
codici espressivi e funzionali. Per questo motivo più che di ausilio
è opportuno parlare di "sistema ausilio", un apparato più
o meno complesso che riceve segnali particolari dalla persona disabile
e li ritrasmette in modo più comprensibile o efficace all’ambiente
circostante.
La scelta "sistema
ausilio" è strettamente
legata al tipo di disabilità della persona che deve farne uso (disabilità
visiva, uditiva, motoria cognitiva). Tale scelta và quindi fatta con
grande attenzione alle esigenze della persona disabile e agli
obiettivi che intende perseguire.
CONCLUSIONI