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La tecnologia di tutti diventa ausilio

           Articolo tratto da SuperAbile Magazine (*) -

 L'uso del tablet da parte di un anzianoDagli oggetti intelligenti alle stampanti 3D alla portata di tutti. La rivoluzione dell’informatica al servizio della disabilità è anche questa: le nuove tecnologie di consumo, ossia quelle già presenti sul mercato, si trasformano in ausili. Basta scaricare un’applicazione dedicata o modificare un programma open source, e il gioco è fatto. È uno dei filoni su cui sta puntando l’Asphi (Avviamento e sviluppo di progetti per ridurre l’handicap mediante l’informatica), una onlus che è anche una fondazione partecipata da enti pubblici e aziende private nata per sostenere l’integrazione delle persone disabili attraverso la ricerca nel settore dell’Information communication technology. Quella che a Bologna organizza Handimatica, la mostra-convegno su informatica e disabilità, tanto per intenderci. Ecco che allora «il codice Qr, la comunicazione di prossimità (Nfc) e l’identificazione a radio frequenza (Rfid), tutte tecnologie in grado di far dialogare con il mobile i dati contenuti in un’etichetta, possono essere utilizzate – per esempio – per associare a una scatola di farmaci informazioni che possono essere lette dal sintetizzatore vocale che i non vedenti hanno sul loro telefonino », spiega Luca Enei. Altri esempi sono «Kinect, un sensore di movimento originariamente pensato per Xbox ma che Microsoft ha reso disponibile anche per pc e che permette di sperimentare interazioni gestuali con il computer, oppure RepRap e MakerBot», dice Nicola Gencarelli, anche lui dell’Asphi. Queste ultime due sono stampanti 3D, collegabili a un normale pc, in grado di creare oggetti tridimensionali in plastica dura o gomma depositando strati di materiale uno sull’altro. Così chiunque, da solo o con l’aiuto di amici, può «pensare a oggetti d’uso comune personalizzati e facilitati, disegnarli in 3D con un software dedicato e realizzarne velocemente un prototipo».

Interfaccia di controllo di un tablet tramite pongoPuò sembrare paradossale, ma le ultime frontiere dell’informatica sono proprio personalizzazione, semplificazione dei materiali e auto-costruzione», continua Gencarelli. Come Makey Makey, un’idea venuta a due dottorandi del Massachusetts institute of technology (Mit): attraverso un circuito e dei cavetti, qualunque cosa sia in grado di condurre un minimo di elettricità può sostituire il mouse e la tastiera, anche una banana. «Noi abbiamo provato con successo a utilizzarlo per comandare un tablet touchscreen costruendo i bottoni di controllo con il pongo». Il principio è semplice: il contatto tra la persona e l’oggetto genera un segnale elettrico che viene inoltrato al pc tramite la porta usb. L’innovazione però non basta, se non è alla portata di tutte le tasche e di ogni età. Ecco perché Asphi vorrebbe che i tablet e gli smartphone utilizzati dalle persone disabili fossero a carico del Sistema sanitario nazionale insieme ad altre tecnologie informatiche che non sono ancora presenti nel Nomenclatore tariffario, ossia l’elenco degli ausili e dei dispositivi protesici prescrivibili dalla sanità pubblica. «Sulla scia dell’esperienza effettuata in Umbria, la fondazione – e la rete dei centri ausili appartenenti al Glic – sta pertanto affrontando questo discorso anche con la Regione Emilia Romagna», conclude Enei. E nel frattempo ha iniziato a sperimentare il touch con gli anziani non autosufficienti di alcune residenze sanitarie assistite di Modena e Bologna.

di Michela Trigari

(*) SuperAbile Magazine è il mensile dell’Inail sui temi della disabilità, inviato gratuitamente a circa 5mila abbonati in versione cartacea e consultabile online sul portale www.superabile.it, da cui è possibile scaricarlo in pdf.

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