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Testimonianze: IBM Italia

foto ritratto di Nicola Ciniero

Nicola Ciniero

L’attenzione verso le questioni sociali ed etiche è da sempre caratteristica ‏di IBM, che considera la Corporate Social Responsibility un vero e proprio ‏modo di essere dell’azienda e parte integrante della propria strategia ‏d’impresa.
‏La IBM Italia è stata socio fondatore di ASPHI ed oggi è sostenitore della ‏Fondazione ASPHI onlus, a testimonianza di un legame fortissimo tra l’impresa e le realtà locali dove essa opera. Risalgono infatti al 1978 i primi ‏contatti con due giovani non vedenti assunti dal Direttore del Centro Servizi IBM di Bologna per essere formati come programmatori COBOL; evento ‏eccezionale per l’epoca, se si considerano le opportunità di inserimento nel ‏mercato del lavoro che venivano off erte ai non vedenti.‏ Nel 1979, ancora su iniziativa di IBM ed in collaborazione con l’Istituto dei ‏Ciechi Cavazza, sempre a Bologna, venne avviato il primo corso di programmazione COBOL per persone non vedenti. Dal successo di quella operazione nel luglio 1980 nacque ASPHI.‏
Da allora la collaborazione e il sostegno di IBM Italia nei confronti di ASPHI ‏sono stati continui e propulsivi. IBM ha sempre apprezzato l’impegno, la ‏professionalità ed il rigore di questa organizzazione che rappresenta un ‏esempio di successo di come competenze specialistiche nel campo dell’informatica siano divenute patrimonio di una più ampia collettività ed abbiano rappresentato nel tempo una grande risorsa per il mondo della disabilità.‏

Nel 2011 IBM ha compiuto 100 anni e per celebrare questo evento ha promosso, fra le varie iniziative, il “Celebration of Service” invitando i dipendenti in tutto il mondo a dedicare almeno otto ore nel corso dell’anno ad ‏un’attività di utilità sociale, donando tempo e competenze a scuole o associazioni non profit.
Il fatto che molti volontari attivi presso ASPHI siano ‏dipendenti o ex dipendenti IBM è ancora una conferma della grande tradizione della nostra azienda nell’ambito della responsabilità sociale. ‏Continueremo ad incoraggiare i nostri dipendenti che svolgono attività di ‏volontariato anche con programmi dedicati che valorizzano le iniziative in ‏cui è previsto il trasferimento alle associazioni delle nostre competenze ‏informatiche e manageriali, con particolare attenzione al tema della disabilità. Ciò perchè siamo fermamente convinti del valore per ognuno di noi ‏dell’integrazione delle persone con disabilità in ogni campo, dalla scuola, al ‏lavoro, alla vita di tutti i giorni‏-

Nicola Ciniero,  amministratore delegato di IBM Italia, aprile 2012

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