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Aula digitale inclusiva

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ASPHI da ormai 30 anni è impegnata fattivamente nel campo delle tecnologie informatiche in aiuto all’integrazione degli alunni/studenti con disabilità nella vita scolastica.

In questa attività, molta attenzione è stata ed è tuttora dedicata alla persona, ricercando da una parte le potenzialità, le motivazioni e gli eventuali bisogni educativi speciali individuali, dall’altra gli accorgimenti tecnologici HW (hardware) e SW (software) che consentano un uso in autonomia del personal computer, per poter partecipare alle attività scolastiche in aula e a casa. Abbiamo sempre pensato che il computer sia utile nelle attività di recupero e di supporto, ma anche e soprattutto in classe, quando il contesto lo consenta.

Il primo progetto ASPHI rivolto all’integrazione di bambine non vedenti in una scuola di Bologna risale al 1986. In quella occasione i computer con relative barre braille furono collocati nelle classi di appartenenza (creando i primi embrioni di aula digitale), con buoni risultati. Da allora i più diversi dispositivi digitali sono entrati prepotentemente in tutti gli ambiti della vita sociale, nel lavoro, nella comunicazione, nei servizi, nelle case, al punto che per i ragazzi al di sotto dei 15 anni si parla di “nativi digitali”. La diffusione di Internet ha modificato completamente il modo di utilizzare il computer, ponendo le basi per una vera e propria rivoluzione. ASPHI ha continuato a seguire i processi di cambiamento delle tecnologie cercando di conciliare innovazione e integrazione scolastica per i diversi tipi di disabilità.

Dal 2000 in avanti, la comparsa sul mercato internazionale delle prime LIM, accompagnate da sw specifici per le attività didattiche, ha consentito di sviluppare ulteriormente l’ambiente che chiamiamo “aula digitale”, ponendo a fianco della cattedra uno strumento interattivo, completamente nuovo, dedicato all’apprendimento condiviso. Un ambiente così strutturato consente di fare incontrare la multimedialità (comunicazione parallela su diversi codici basati su immagini, testi, suoni, filmati,..) e la multisensorialità (vista, udito, motricità, capacità cognitiva, emotività,..) delle persone. La lezione svolta utilizzando consapevolmente più codici comunicativi, consente a chi abbia una minorazione di utilizzare al meglio il canale più congeniale per comprendere e per comunicare agli altri il proprio pensiero.

Basandosi su questi presupposti, ASPHI ha messo a punto un modello di aula digitale inclusiva.

Da una riflessione in comune con persone del mondo della scuola, è maturata la convinzione che per l’applicabilità del modello non è sufficiente la sola introduzione degli strumenti, ma è necessario un percorso che preveda una formazione specifica e progetti di ricerca – azione.

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